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L’importante ruolo dell’ITC (Information and Communication Technology) – seconda parte

ITC e automotive per la mobilità autonoma, connessa e cooperativa e le cinque grandi incognite ancora da sciogliere

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  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/smart-road-digital-transformation/the-important-role-of-itc-information-and-communication-technology-part-two/

Nella prima parte dell’articolo pubblicato su https://www.stradeeautostrade.it/its-smart-road/limportante-ruolo-dellitc-information-and-communication-technology-prima-parte/ abbiamo parlato di previsioni di un mercato che vede le auto connesse in crescita e sul perché, a tal fine, si debba puntare su connettività e sensoristica. Proseguendo, trattiamo ora i progetti di ricerca e gli interrogativi sul futuro in Europa.

I progetti di ricerca e di sviluppo e le sperimentazioni dei servizi

I progetti di ricerca e di sviluppo e le sperimentazioni dei servizi sono obiettivo di diversi progetti di ricerca e sviluppo, sia a livello nazionale che internazionale. Si è partiti dalla gestione di scenari più semplici, fino ad arrivare a scenari complessi di guida autonoma e cooperativa.

Numerose sono le sperimentazioni effettuate per testare le comunicazioni V2X in servizi di segnalazione dell’avvicinamento di veicoli, ciclisti/pedoni e anche nella ripetizione a bordo veicolo di segnali stradali.

Incrementando la complessità, si passa a scenari dove diversi veicoli (anche di tipologia differente, cioè moto e autovetture) comunicano le proprie intenzioni nell’approssimarsi ad un incrocio, prevenendo quindi potenziali situazioni di collisione.

Citiamo alcuni di questi a puro titolo indicativo che riguardano alcune delle tematiche di ricerca attualmente in corso di sviluppo frutto di collaborazioni industriali e di progetti nazionali ed europei.

  • Smart Road
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La mobilità connessa e cooperativa rientra nel progetto di sperimentazione delle tecnologie 5G nell’area metropolitana di Milano, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e guidato da Vodafone ed importanti realtà industriali italiane ed internazionali.

Nel progetto MIE – Mobilità Intelligente Ecosostenibile – finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sono state sviluppati sistemi innovativi per il monitoraggio e la gestione della mobilità, incluse tecniche cooperative di geolocalizzazione e di elaborazione dei dati per analisi predittive.

Il progetto mm-Convoy, iniziativa del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, sta esplorando tecnologie ad onde millimetriche per le comunicazioni V2X di futura generazione per supportare la guida autonoma cooperativa.

Infine il progetto Teinvein por FESR 2014/2020 – Innovazione e Competitività, nato grazie alla Regione Lombardia e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, si pone come obiettivo la realizzazione di una piattaforma riconducibile ad un veicolo intelligente che funga da piattaforma di base per lo sviluppo di un veicolo completamente autonomo.

Verso un nuovo sistema veicolo e una nuova mobilità

Considerato il trend, dare indicazioni sul futuro del veicolo e della mobilità in generale risulta particolarmente difficile. In apertura dell’articolo si è fornita una sintesi dei benefici conseguenti alla diffusione di veicoli autonomi, connessi ed elettrici. Logicamente tali prospettive dipendono fortemente dal livello di diffusione di tali tecnologie che, allo stato attuale, possiamo solo ipotizzare sulla base dei dati forniti dagli analisti. 

Le cinque incognite sul futuro in Europa: a che punto siamo?

Gli scenari qui delineati attendono alcune risposte, dagli standard di comunicazione alla sicurezza informatica, e ci sono alcuni limiti allo sviluppo delle auto connesse sulle strade d’Europa che devono essere risolti quanto prima.

Secondo quanto emerso in occasione dell’ICT 2018 svoltosi a Vienna in Dicembre (si tratta della Convention sulla trasformazione tecnologica organizzata dalla Commissione Europea su auto connessa, driverless car, strade intelligenti e, più in generale, mobilità del futuro), in Europa sono in corso 120 prove sul campo, tra cui due test sulle autostrade e otto su superstrade, con investimenti per 62,8 milioni di Euro.

Le prove si svolgono tra Metz e Lussemburgo (Corridoio Francia, Lussemburgo, Germania), Monaco-Bologna (Germania, Austria e Italia) e tra Spagna e Portogallo, Grecia e Turchia e nei dintorni di Versailles (Francia), Berlino e Stoccarda (Germania), Eindhoven-Helmond (Paesi Bassi) e Espoo (Finlandia). A fronte di questo scenario in rapido sviluppo, vi sono almeno cinque incognite, come hanno riportato gli Esperti riuniti a ICT 2018. 

Prima incognita: lo standard di comunicazione

In Europa non si è ancora deciso su che rete far viaggiare le comunicazioni delle auto connesse e di quelle driverless. La UE, recentemente, ha adottato lo standard CV2X scartando lo standard ITS-G5 sulla spinta dei Produttori di auto (tra cui Psa e Daimler), Aziende di telecomunicazioni (come Ericsson e Huawei) e compagnie telefoniche (tra cui Vodafone). Ma questo non basta. 

Seconda incognita: il 5G

Entro il 2025 Bruxelles punta a connettere città e assi stradali con reti di quinta generazione. Obiettivo ambizioso, che dipende dalla velocità con cui gli Stati avvieranno i loro piani per il 5G. I Governi, però, si muovono in ordine sparso: Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Italia sono nel gruppo di testa, ma ad altri l’adozione potrebbe richiedere più tempo. 

  • 5G
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Terza incognita: la gestione dei dati prodotti da auto connesse o a guida autonoma

Secondo recenti analisi di settore, nel 2020 una driverless car produrrà in media 4 terabyte di dati al giorno. Ma manca un campione per l’analisi e la gestione dei dati,che è uno degli tasselli fondamentali di un piano di mobilità basato su auto a guida autonoma o veicoli connessi. La stessa assenza si può registrare in altri due settori necessari all’effettivo decollo delle driverless car: cybersecurity e competenze digitali. 

Quarta e quinta incognita: cybersecurity e competenze digitali

Si tratta di altri due buchi nel curriculum europeo che pongono altre due incognite sul percorso di sviluppo di queste tecnologie. Gli investimenti però ci sono: il Piano Digital Europe mette infatti a budget 2 miliardi per la sicurezza informatica e altri 700 milioni per migliorare le competenze digitali.

Inoltre, il pacchetto mobilità pone l’accento sulla cybersicurezza e spinge a uno standard di certificazione. Ma tutto questo non basta: è necessario inserire “le auto a guida autonoma nelle infrastrutture critiche” che ogni Stato individua in base alla Direttiva Nis sulla sicurezza informatica.

Ossia è necessario porre la driverless car tra i settori più vigilati per prevenire minacce e attacchi indesiderati. È questo il quadro di una situazione che, partendo dall’Italia, vede anche gli altri Paesi nella condizione di agire quanto prima in sintonia e nel rispetto di una programmazione europea che, giocoforza, non può essere disattesa.

La prima parte dell’articolo è su https://www.stradeeautostrade.it/its-smart-road/limportante-ruolo-dellitc-information-and-communication-technology-prima-parte/

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