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La rigenerazione a freddo delle pavimentazioni stradali

L’utilizzo di Bitemulsion 60 RL, l’emulsione bituminosa modificata per la rigenerazione a freddo del RAP (Reclaimed Asphalt Pavement) nella formazione di strati di base, base-binder e binder

La tecnologia della rigenerazione a freddo delle pavimentazioni stradali consente di realizzare a partire dal materiale bituminoso fresato e bitume, quest’ultimo sotto forma di emulsione, un conglomerato bituminoso dalle caratteristiche fisico-meccaniche assimilabili a quelle proprie di un conglomerato ottenuto con i metodi tradizionali, vale a dire a caldo. La peculiarità del processo, che ne costituisce l’indiscusso vantaggio, consiste sia nella riduzione dell’impiego delle materie prime che nel non dover ricorrere ad energia termica nei processi di produzione, con significativi risvolti dal punto di vista energetico, ambientale ed economico.

  • Per la posa in opera è stata redatta una PTO (Procedura Tecnico Operativa)
    Per la posa in opera è stata redatta una PTO (Procedura Tecnico Operativa)
    Per la posa in opera è stata redatta una PTO (Procedura Tecnico Operativa)
  • La caratterizzazione fisico-meccanica dell’emulsione Bitemulsion 60 RL
    La caratterizzazione fisico-meccanica dell’emulsione Bitemulsion 60 RL
    La caratterizzazione fisico-meccanica dell’emulsione Bitemulsion 60 RL
  • Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
  • Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
  • La composizione della miscela di progetto base rigenerata a freddo
    La composizione della miscela di progetto base rigenerata a freddo
    La composizione della miscela di progetto base rigenerata a freddo
  • Le caratteristiche volumetriche e meccaniche della miscela di base rigenerata a freddo rilevate in fase di studio preliminare e in fase di controlli in corso d’opera. Note: 1) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C; 2) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C + sette giorni a temperatura ambiente; 3) maturazione per 36 giorni a temperatura ambiente
    Le caratteristiche volumetriche e meccaniche della miscela di base rigenerata a freddo rilevate in fase di studio preliminare e in fase di controlli in corso d’opera. Note: 1) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C; 2) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C + sette giorni a temperatura ambiente; 3) maturazione per 36 giorni a temperatura ambiente
    Le caratteristiche volumetriche e meccaniche della miscela di base rigenerata a freddo rilevate in fase di studio preliminare e in fase di controlli in corso d’opera. Note: 1) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C; 2) maturazione per tre giorni alla temperatura T = 40 °C + sette giorni a temperatura ambiente; 3) maturazione per 36 giorni a temperatura ambiente
  • Gli effetti del tempo di maturazione sul modulo di rigidezza e sulla portanza dello strato in sito
    Gli effetti del tempo di maturazione sul modulo di rigidezza e sulla portanza dello strato in sito
    Gli effetti del tempo di maturazione sul modulo di rigidezza e sulla portanza dello strato in sito
  • Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
  • Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
    Il controllo qualità su tutto il processo di realizzazione
  • La posa in opera: la fase di stesa
    La posa in opera: la fase di stesa
    La posa in opera: la fase di stesa
  • La Legge di fatica della miscela in opera alla temperatura T = 20 °C (prova di trazione indiretta - UNI EN 12697-24, annesso E - su provini cilindrici confezionati con pressa giratoria a un numero di rotazioni Nmax)
    La Legge di fatica della miscela in opera alla temperatura T = 20 °C (prova di trazione indiretta - UNI EN 12697-24, annesso E - su provini cilindrici confezionati con pressa giratoria a un numero di rotazioni Nmax)
    La Legge di fatica della miscela in opera alla temperatura T = 20 °C (prova di trazione indiretta - UNI EN 12697-24, annesso E - su provini cilindrici confezionati con pressa giratoria a un numero di rotazioni Nmax)
  • l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale) UNI EN 12697-24, annesso E - su provini cilindrici confezionati con pressa giratoria a un numero di rotazioni Nmax)
  • l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale) UNI EN 12697-24, annesso E - su provini cilindrici confezionati con pressa giratoria a un numero di rotazioni Nmax)
  • l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
  • l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
    l confronto tra la resistenza alla fatica con i risultati del progetto Leopoldo (numero di cicli a rottura in corrispondenza di alcuni valori della deformazione di trazione iniziale)
  • La posa in opera: la fase di compattazione
    La posa in opera: la fase di compattazione
    La posa in opera: la fase di compattazione
  • La posa in opera: la fase di compattazione
    La posa in opera: la fase di compattazione
    La posa in opera: la fase di compattazione

Il Bitemulsion 60 RL

Consapevoli che la conservazione dei materiali, la protezione dell’ambiente e l’economia dei procedimenti di costruzione o di riabilitazione hanno assunto ovunque un carattere prioritario nell’industria delle costruzioni delle pavimentazioni stradali e presso gli Enti appaltanti, nella realtà la Società Bitem produce Bitemulsion 60 RL, un’emulsione speciale appositamente formulata per il processo di rigenerazione a freddo del fresato.

Il lavoro qui presentato ha per oggetto il risanamento profondo di alcuni tratti della S.S. 1 “Aurelia” in cui è stato previsto anche uno strato di base rigenerato a freddo. L’Impresa Subappaltatrice Di Gabbia A. & figlio Srl (si veda www.digabbia.it) nelle persone di Giuseppe Di Gabbia e di suo figlio Nicola, in qualità di Direttore Tecnico, ha voluto fortemente proporre all’Ente Appaltante (ANAS SpA) un mix-design con prove fondamentali e con annesso PCQ-Piano di Controllo Qualità tale da garantire l’affidabilità e la durabilità della tecnologia a freddo.