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Le nuove politiche nazionali e regionali per il trasporto ferroviario 4.0

Il trasporto intermodale ferroviario al centro delle politiche per la mobilità sostenibile e degli obiettivi di efficientamento del settore dei servizi di trasporto italiani: il caso della Lombardia

Le nuove politiche nazionali e regionali per il trasporto ferroviario 4.0

In relazione al trasporto ferroviario delle merci, il Libro Bianco sottolinea la necessità di corridoi dedicati, ottimizzati in termini di uso energetico, emissioni e impatto ambientale. Questo dovrebbe essere attrattivo sia per l’affidabilità del trasporto, sia per la limitata congestione, sia per i bassi costi operativi e amministrativi.
Tuttavia, l’attrattività del trasporto ferroviario deve attualmente fare i conti con una scarsa qualità del servizio e con una inefficienza dello stesso. Per questo motivo il trasporto ferroviario delle merci su molte direttrici non riesce ancora a competere adeguatamente con la modalità stradale. In particolare, nel Libro Bianco la Commissione individua l’obiettivo di ottimizzare le catene logistiche multimodali, trasferendo il 50% del trasporto su strada sulle percorrenze superiori a 300 km verso altri modi, quali la ferrovia e le vie navigabili. Obiettivo da raggiungere entro il 2050 grazie anche ad un adeguamento delle infrastrutture.

A livello italiano, storicamente le politiche ministeriali di sussidio diretto allo sviluppo del trasporto ferroviario intermodale sono state altalenanti e non sono più in vigore dal 2012, anche se nel corso del 2017 è stata prevista l’attivazione del Ferrobonus, che potrà incidere positivamente sulla competitività del settore. Il Ferrobonus è l’incentivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015 per il triennio 2016-2018 a sostegno del trasporto combinato e trasbordato su ferro. L’incentivo, però, ha ottenuto il nullaosta definitivo della Commissione Europea solo nel Novembre 2016.

La destinazione dell’incentivo è rivolta a Imprese utenti di servizi di trasporto ferroviario intermodale e/o trasbordato e operatori del trasporto combinato (MTO) che commissionano alle Imprese ferroviarie treni completi e che si impegnano a mantenere dei volumi di traffico in termini di treni*chilometro e ad incrementarli nel corso del periodo di incentivazione. Gli MTO beneficiari del contributo sono tenuti al ribaltamento di una quota dell’incentivo ricevuto verso gli utenti del servizio ferroviario, con l’obiettivo, esplicitato nel documento della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “Politiche per il rilancio del trasporto ferroviario delle merci” del Gennaio del 2016, di aumentare del 40% il numero dei servizi intermodali nel triennio 2017-2019.