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Nel 2021 si avvieranno 46 cantieri ferroviari e di Anas. Senza le Ferrovie nel 2020 crollo appalti al 14,6%

Un anno fuori dalle regole il 2020 anche per gli appalti di lavori pubblici: il Decreto Semplificazioni, che consente di avviare lavori senza bandi di gara e quindi non ha portato ancora la spinta necessaria alla ripartenza. I bandi di gara hanno tenuto nonostante la pandemia con una crescita dell’importo totale in gara del 10% sul 2019.

Il motore della forte crescita sono state particolarmente le Ferrovie e in particolare di Rfi. Se si aggiungono gli appalti Anas, che ha pubblicato bandi di gara per altri 5,7 miliardi in crescita del 32%, il gruppo FS rappresenta oltre il 45% del mercato. Se al mercato complessivo togliamo gli appalti ferroviari, il mercato anziché crescere del 10% scende del 14,5%.

Sbloccare il contratto di programma Rfi e a tradurre in appalti e cantieri i finanziamenti ha prodotto i primi importanti risultati è stato il Mit e la Ministra De Micheli.

Il piano industriale FS elaborato dalla Struttura Tecnica di Missione del ministero delle Infrastrutture coordinata da Giuseppe Catalano hanno confermato i piani con un documento riservato. Il documento evidenzia i cantieri aperti da Rfi e Anas nel 2020 e quelli che la il piano e la programmazione FS per il 2021 prevede siano aperti dei processi autorizzativi e delle gare anche con la possibilità prevista dal decreto semplificazione di ridurre a sessanta giorni il tempo per l’affidamento.

La Rete ferroviaria italiana ha aperto 19 cantieri nel 2020 e ha in programma di aprirne 22 nel corso del 2021 per un valore di 9,8 miliardi. Tra i primi: il potenziamento della Gallarate-Laveno, la Brescia-Verona ad alta velocità, il nodo di Genova e il completamento delle gallerie del Terzo valico, la galleria Castello sull’Adriatica, la tratta Apice Hirpinia sulla Napoli-Bari (l’elenco completo nella mappa in alto sulla destra con il colore azzurro).

La lista dei cantieri che stanno per aprire: il 2° lotto costruttivo della Verona-Vicenza, il ponte Gardena sulla Fortezza-Verona, la velocizzazione dell’elettrificazione della Mestre-Ronchi sud, il collegamento ferroviario per l’aeroporto di Genova, l’adeguamento della Prato-Bologn (tratta Vernio-Prato), il collegamento del porto di Livorno con l’interporto di Guasticce, il raddoppio della Spoleto-Campello sulla Orte-Falconara, mentre nel Sud spiccano tre tratte della Napoli-Bari, due tratte della Potenza-Foggia (elettrificazioni), l’upgrade tecnologico della Sibari-Catanzaro-Lamezia Terme, il raddoppio della Giampilieri-Fiumefreddo sulla Messina-Catania.

Per l’Anas dall’Osservatorio Cresme, si evince una riduzione dei bandi di gara del 33%. Si sono registrate 19 opere cantierate nel 2020, 9 opere da cantierare nel 2021 e 15 opere da appaltare, a conferma che la progettazione è a uno stadio meno avanzato.

Tra le 16 opere di trasporto rapido di massa: metropolitane, tranvie e filovie per cui è prevista l’apertura di cantieri nel 2021 leprincipali sono: la tratta Venezia-Colosseo della metro C di Roma, la M2 e la Milano-Lambrate nel capoluogo lombardo, la tranvia Leopolda-Piagge a Firenze, i cantieri archeologici Dante-Garibaldi a Napoli, il sistema ferroviario metropolitano a Reggio Calabria, la Circumetnea a Catania.

Le opere pubbliche sono un traino fondamentale per tutto il sistema Italia ed in particolare per colmare il divario con il Mezzogiorno. De Micheli ribadisce anche che «l’impegno nel Recovery Plan è poderoso per tutto il Sud».