Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

La Smart City necessita di infrastrutture digitali di fascia alta

La progettazione e realizzazione di “Città intelligenti” ha costi rilevanti

ROMA – Smart strategy per Smart city in divenire. Perché, è risaputo, realizzare delle “Città intelligenti” comporta investimenti economici importanti e progettazioni a medio e lungo termine.  Le soluzioni digitali, unanimemente auspicate, possono trovare riscontro e fattibilità solo a fronte di impegni economici sostanziosi.

Ma, spesso, i decisori politici preferiscono impegnare le sempre più scarse risorse a disposizione in iniziative che abbiano un ritorno legato alla durata del proprio mandato.

Il trend è globale e, comunque, inarrestabile. E’ un percorso sociale, economico e industriale irreversibile. Impossibile, pure per i Paesi e i governi più riottosi, fare finta di nulla e adagiarsi sullo status quo. E’ questione di classe dirigente e mentalità, dunque. Di come si approccia al nuovo. In questo progettare diventa strategico trovare punti di contatto e condivisione di esperienze e dati tra il pubblico e il privato.

Scambio che consentirebbe economie di scala e un’unità di intenti rispetto alle molteplici cose da fare. Una programmazione illuminata, rispetto a obiettivi ben delineati, porta a un miglioramento della qualità della vita (Smart mobility, Smart lighting, Smart building, ecc.). Il tutto deve essere affiancato da una connettività Internet che poggi su bande di alta qualità. Perché la realtà digitale, come quella fisica, deve potere contare su tecnologie in grado di supportare Smart community sempre più esigenti.

Per quanto attiene alla mobilità, e all’esigenza di gestire i flussi di traffico all’interno e all’esterno delle metropoli, l’informatizzazione rappresenta la chiave di volta. Il grimaldello per rendere fluida la circolazione.  Di seguito, un esempio banale ma esemplificativo delle potenzialità. Si pensi alla gestione alla flotta dei mezzi di trasporto pubblico.

Si potrebbe superare l’attuale impostazione delle corse improntate su orari prestabiliti in quanto dei sensori potrebbero rilevare una maggiore o minore presenza di utenti in attesa nelle fermate e inviare, contestualmente, l’input alla centrale operativa. Il sistema,  grazie ad algoritmi mirati, procederebbe ad autorizzare la partenza dell’autobus o del tram.