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Il Notiziario SITEB – Maggio/Giugno 2022

L’Associazione nazionale SITEB prosegue con l’informazione sull’industria dei lavori stradali, corredata di aggiornamenti in campo normativo nazionale e internazionale

Il costo della produzione di asfalto è quintuplicato

Foto in primo piano – photo credit: WikimediaImages da Pixabay

Rafforzare subito la revisione prezzi per lavori stradali ed edilizia per evitare il default

Gli insostenibili aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia (causati anche dal confitto in Ucraina) rischiano di frenare le attività dei settori dell’edilizia e dei lavori stradali. Da Settembre a oggi il costo del gas nella produzione di asfalto è quintuplicato.

Servono misure urgenti di reale compensazione dei rialzi, con meccanismi effettivi di revisione prezzi che tengano conto anche dei costi energetici, solitamente esclusi dai contratti in corso. Senza di queste, la filiera degli operatori del settore è destinata alla paralisi ed è a rischio anche la puntuale esecuzione dei lavori previsti dal PNRR.

È questo in sintesi l’appello rivolto negli scorsi giorni al Governo dal SITEB.

Il rialzo dei costi ha portato oggi il valore del gas metano a un’incidenza economica nella produzione del conglomerato bituminoso passata in pochi mesi da 2-3 Euro a tonnellata agli attuali 12-13 Euro.

Un boom che si riflette inevitabilmente sull’edilizia civile e industriale, dove il bitume è utilizzato come impermeabilizzante per i tetti sotto forma di membrana bituminosa, ma soprattutto nel comparto stradale che si era appena risvegliato dopo lunghi anni di crisi causata dall’assenza di investimenti in manutenzione e nuove infrastrutture.

Le compensazioni per il “caro materiali”, riconosciute dai decreti emanati negli ultimi mesi, scontano diversi limiti e non sono sufficienti a ristorare dei maggiori costi subiti le imprese aggiudicatarie di appalti pubblici, in quanto non tengono conto dei maggiori costi energetici.

Prevedono discutibili meccanismi di compensazione che, nella migliore delle ipotesi, consentono alle imprese ristori dell’ordine del 20-25% dei maggiori costi realmente sostenuti; sono corrisposti a distanza di oltre un anno dalla effettiva spesa.

SITEB si è dichiarata disponibile a partecipare ad un tavolo tecnico di confronto che, sotto l’egida del MIMS, consenta l’individuazione delle misure più urgenti per accompagnare lo sviluppo del Paese in questa difficile fase di crisi energetica.

Impianti di riferimento
1.

GdL Emissioni Odorigene: il progetto di ricerca FIN.E.ODOR.

L’Università di Firenze e il PIN (Polo Universitario Tecnologico Città di Prato) hanno caratterizzato la riunione del GdL SITEB sulle Emissioni Odorigene che si è tenuta online il 21 Marzo.

Il Prof. Dugheri ha illustrato al SITEB il progetto di ricerca basato sull’individuazione di un “fingerprint” esclusivo per gli odori da bitume e sulla messa a punto di uno specifico inibitore per abbatterli. Il fingerprint è un’impronta strumentale caratterizzata dalla presenza di particolari molecole, ottenuta tramite tecniche analitiche specializzate come la spettroscopia di massa o a raggi X, utilizzata per identificare in modo univoco un campione di prova.

Il progetto di ricerca prevede l’individuazione di cinque impianti di riferimento (quattro per il conglomerato bituminoso e uno per le membrane impermeabilizzanti) presso i quali istallare apposite macchine (GC-PID) controllate da remoto.

Tali macchine, preventivamente istruite, effettueranno un monitoraggio in continuo e in tempo reale dell’aria circostante. Il monitoraggio servirà per verificare la presenza del fingerprint olfattivo presso l’impianto e le aree limitrofe.

Contemporaneamente verranno inviate 500 capsule VIAL a tutti i partecipanti al progetto che verranno riempite di conglomerato bituminoso (o pezzetti di membrane) nelle diverse tipologie di produzione e inviate al PIN che provvederà ad analizzarle.

Grazie alla notevole quantità di dati a disposizione, l’Università di Firenze, in funzione dei risultati ottenuti dallo studio, in termini di concentrazioni e dispersioni delle unità olfattometriche per metro cubo, e delle sostanze identificate come responsabili del fingerprint olfattivo, metterà a punto sostanze che siano in grado di abbattere la molestia olfattiva senza compromettere le qualità del conglomerato bituminoso.

Tale progetto ha ovviamente un costo e richiede tempi lunghi (almeno un anno) e sarà il Consiglio Direttivo a decidere in merito. Per le modalità operative e per la quantità di dati a disposizione, il progetto FIN.E.ODOR è unico nel suo genere e sarebbe occasione di grande prestigio per la nostra Associazione.

I consumi petroliferi nel primo bimestre 2022

I consumi petroliferi italiani, nei primi due mesi dell’anno, sono ammontati a 8,6 milioni di t, con un incremento del 11,3% (+871.000 t) rispetto ai primi due mesi del 2021, segnati da consistenti misure di contenimento della terza ondata pandemica. Se il confronto si fa rispetto al primo bimestre 2020, ultimo bimestre pre-pandemico, invece i consumi risultano ancora inferiori dell’8,7%.

Rifiuti da costruzione e demolizione
2.

Nello stesso periodo il bitume ha segnato un −17,1%, con valore assoluto pari a 170.000 t rispetto alle 205.000 del 2021. Ciò riflette il rallentamento delle attività industriali per l’aumento dei prezzi di materie prime ed energia.

EoW per i rifiuti da costruzione e demolizione

A metà Marzo è stata eseguita dall’Italia la notifica alla Commissione europea del “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi dell’art. 184-ter, comma 2, del Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n° 152″.

La notifica di tale provvedimento alla Commissione UE si è resa necessaria sulla base di quanto stabilito dalla Direttiva UE 2015/1535 che prevede che gli Stati membri comunichino alla Commissione ogni progetto di regola tecnica.

Entro il 15 Giugno 2022 la Commissione potrà presentare osservazioni in merito di cui lo Stato membro terrà conto, per quanto possibile, nella stesura definitiva della regola tecnica.

Il regolamento notificato stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e di demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale indicati nel regolamento sottoposti ad operazioni di recupero cessano di essere qualificati come rifiuti ai sensi e per gli effetti dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006.

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