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La strada del futuro: un investimento in sicurezza

La mobilità del futuro sarà elettrica e sostenibile e per questo consentirà anche di salvare molte vite. A questa conclusione è giunto il gruppo di lavoro della Cornell University negli Stati Uniti nello studio dal titolo “Shared use of electric autonomous vehicles: air quality and health impacts of future mobility in the United States”, pubblicato su “Renewable and sustainable energy reviews”

strada del futuro

  La strada del futuro – For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/smart-road-digital-transformation/the-road-of-the-future-an-investment-in-safety/

Foto in primo piano, photo credit: Peng Liu da Pexels

Entro il 2050, grazie all’elettrificazione dei veicoli, all’utilizzo delle automobili senza conducente e alla diffusione del carsharing, si potrà ridurre il consumo di petrolio degli Stati Uniti del 50% e le emissioni di anidride carbonica del 75%, prevenendo contemporaneamente 5.500 morti premature all’anno con un risparmio medio di circa 58 miliardi di Dollari all’anno.

Le simulazioni elaborate dai Ricercatori hanno evidenziato che la riduzione delle emissioni dal trasporto passeggeri potrebbe prevenire decessi per una cifra compresa tra le 2.300 e le 8.100 vittime all’anno nella nazione “a stelle e strisce” nel 2050. Oltre alla salvaguardia del clima e delle persone, lo studio ha sottolineato riverberi estremamente positivi sul piano economico.

Infatti, i benefici economici, associati a una mobilità smart, potrebbero variare dai 24 agli 84 miliardi di Dollari all’anno. Lo studio si conclude invitando i responsabili politici a incoraggiare la transizione alla smart mobility, ad esempio emanando standard di risparmio di carburante più severi, creando incentivi economici per la mobilità condivisa e investendo in infrastrutture di ricarica e sviluppo tecnologico nel settore.

La Commissaria UE ai Trasporti Adina Ioana Vălean ha paragonato il sistema dei trasporti alla spina dorsale che collega i cittadini e le Imprese europee. I trasporti in Europa danno lavoro a oltre 10 milioni di persone e valgono circa il 5% del PIL europeo.

La mobilità del futuro sarà elettrica e sostenibile
1. La mobilità del futuro sarà elettrica e sostenibile

Allo stesso tempo, il trasporto non è privo di costi sociali: oggi le emissioni inquinanti provenienti dai trasporti corrispondono a circa un quarto delle emissioni totali di gas serra dell’Europa. E ogni anno, muoiono sulle strade d’Europa oltre 25.000 persone.

La ricerca scientifica più accreditata sostiene che le emissioni inquinanti provenienti dai trasporti contribuiscono, insieme alle altre, ad alterare il clima provocando fenomeni estremi.

I cambiamenti climatici influenzeranno le infrastrutture di trasporto attraverso vari fenomeni:

  • l’aumento delle temperature, che comporta una maggiore vulnerabilità delle infrastrutture stradali (asfalto) e ferroviarie (binari) dovuta alla crescente frequenza di giorni caldi;
  • la variazione nelle precipitazioni, che influenza negativamente la stabilità dei terreni e di conseguenza delle infrastrutture stradali e ferroviarie localizzate in contesti instabili e che porta al rischio di allagamento delle infrastrutture sotterranee;
  • la variazione nel livello del mare, che pone dei rischi per le infrastrutture stradali e ferroviarie localizzate sui litorali e per le infrastrutture portuali;
  • le alluvioni, che hanno impatti sulle infrastrutture di trasporto che si trovano in prossimità dei corsi d’acqua.
Emissioni inquinanti dai trasporti
2. Oggi le emissioni inquinanti provenienti dai trasporti corrispondono a circa un quarto delle emissioni totali di gas serra dell’Europa

Rendere “green” le nostre strade

Come rafforzare le nostre infrastrutture rendendole più resilienti ai fenomeni climatici estremi e sempre più frequenti? Come evitare anche tutti quegli incidenti alle persone legati ai fenomeni climatici? Per prevenire questi danni, occorre rendere “green” le nostre strade perché quanto meno inquinamento sarà prodotto dai trasporti, quanto minori saranno i fenomeni di alterazioni climatiche e i danni alle infrastrutture e soprattutto alle persone.

Ecco perché nella sua Strategia di mobilità sostenibile e intelligente, la Commissione Europea dichiara di puntare ad un futuro della strada green, con almeno 30 milioni di auto a emissioni zero entro il 2030 e quasi tutte le auto a emissioni zero entro il 2050. Per conseguire il traguardo della strada resiliente, occorre dunque investire sulla strada green, la strada sostenibile e compatibile con l’ambiente.

Ma la strada del futuro potrà essere green solo perché sarà anche digitale. Le tecnologie digitali – dice la Commissione Europea – hanno il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di muoverci rendendo la nostra mobilità più intelligente, più efficiente ed anche più verde. La prima Smart Road italiana, la Smart Road ANAS inaugurata a Cortina, sarà green.

Ogni Smart Road comprenderà una Green Island, un sito multitecnologico per la generazione e la trasformazione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, mini eolico), che consentirà ad ogni segmento dell’infrastruttura di essere alimentata in maniera sostenibile, grazie anche ad un sistema di distribuzione elettrica che aumenta l’efficienza energetica garantendo minori costi operativi.

Il futuro della strada è green
3. La Commissione Europea dichiara di puntare ad un futuro della strada green, con almeno 30 milioni di auto a emissioni zero entro il 2030 e quasi tutte le auto a emissioni zero entro il 2050

E green e totalmente elettrica sarà l’automobile connessa e automatizzata come quella realizzata da VisLab che, a guida autonoma e senza l’intervento del conducente, ha percorso 3.000 km sulla tratta ANAS della Sassari-Olbia lo scorso autunno.

In Europa si lavora ad una strada sempre più digitale. Le strade vengono oggi classificate sulla base dei livelli di supporto che le infrastrutture possono dare alla guida autonoma. Si va dal gradino più basso – l’infrastruttura convenzionale senza informazioni digitali – fino al livello medio in cui tutte le informazioni dinamiche e statiche sull’infrastruttura sono disponibili in formato digitale fino al livello massimo – definito guida cooperativa (cooperative driving) – in cui l’infrastruttura stessa è in grado di guidare sia il singolo veicolo sia gruppi di veicoli in modo da ottimizzare i flussi di traffico.

Questa guida cooperativa fa pensare alla strada futura come al binario di un treno dove il sistema di gestione e controllo del traffico ferroviario (European Rail Traffic Management System) è totalmente automatizzato. La strada del futuro sarà dunque green, smart, digitale e sempre più simile al binario di un treno.

Già oggi, nei test di platooning su strada libera vediamo un camion con un conducente in testa e altri camion senza conducente che lo seguono, collegati solo in modo digitale al camion guida di cui imitano tutti gli spostamenti.

È lo stesso concetto della locomotiva che guida seguita dai vagoni ferroviari. Domani potremo vedere sulle nostre autostrade una serie di veicoli che si spostano tutti alla stessa velocità attivati da remoto da una centralina collegata che regola tutti i movimenti delle auto come in una pista telecomandata.

La transizione alla smart mobility
4. Bisogna incoraggiare la transizione alla smart mobility, ad esempio emanando standard di risparmio di carburante più severi, creando incentivi economici per la mobilità condivisa e investendo in infrastrutture di ricarica e sviluppo tecnologico nel settore

La nuova frontiera della guida autonoma, che per molti versi è già realtà, promette straordinari risultati sulla strada della sicurezza.

La Commissione Europea ha calcolato che il 94% degli incidenti dipende comunque da fattori legati al comportamento del conducente. Un veicolo autonomo ben programmato potrebbe evitarli, con conseguenze straordinarie per la salvaguardia della vita umana.

  For English version: https://www.stradeeautostrade.it/en/smart-road-digital-transformation/the-road-of-the-future-an-investment-in-safety/

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