Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Il viadotto strallato Carpineto I

Analisi del dissesto e consolidamento strutturale

sfondo cspfea

Nel seguito vengono elencati sinteticamente i principali stadi di realizzazione dell’opera:

  • esecuzione degli elementi di fondazione;
  • esecuzione delle antenne e dei traversoni di sommità;
  • esecuzione delle travate sospese, incernierate alle estremità delle fondazioni e poggiate temporaneamente su centine provvisorie;
  • disposizione dei cavi A degli stralli (15 cavi M5/16 area = 0,022296 m2);
  • esecuzione della travata di accoppiamento poggiante temporaneamente su centine provvisorie;
  • rimozione delle centine provvisorie a termine dello sviluppo di resistenza del calcestruzzo degli elementi di impalcato, e conseguente esplicazione del peso proprio della struttura ed entrata in tiro dei cavi A;
  • applicazione del carico permanente costituito da massicciata stradale;
  • disposizione delle guaine di calcetruzzo degli stralli precompressi mediante i cavi B (10 M5/8S area = 74,32 cm2);
  • iniezione di malta cementizia lungo gli stralli e conseguente omogeneizzazione degli stessi;
  • applicazione del carico mobile.

Portando in conto le valutazioni di modellazione e la sequenza delle fasi costruttive sopra riportate, sono stati inseriti vincoli di appoggio provvisorio, tipo Support, sotto le travate sospese e la travata di accoppiamento (previamente discretizzate in elementi finiti) da dover rimuovere nella specifica fase, tali da schematizzare l’azione delle centine provvisorie.

I cavi A degli stralli sono stati modellati mediante elementi beam a cui è stato associato il materiale acciaio armonico e una sezione circolare con diametro proporzionale con l’area complessiva degli stessi.

Nella fase di omogeneizzazione degli stralli, questi sono stati schematizzati attraverso elementi monodimensionali con sezione rettangolare 110×80 cm, in c.a., con cavi B di precompressione tesati secondo le indicazioni progettuali.

In merito alla modellazione dei carichi, oltre a quelli di self weight e di carico permanente, è stato modellato il carico mobile sia secondo le prescrizioni della Normativa allora vigente (Circolare del Ministero dei LL.PP. n° 384 del Febbraio 1962) rappresentato da “… uno schema militare, il più gravoso tra gli schemi 4, 5 e 6 affiancato da una o più colonne di autocarri (schema 1)…”, e sia secondo l’attuale Normativa (D.M. 14-1-2009 NTC).