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“Per attuare gli investimenti del Pnrr servono imprese più strutturate”

(Come riportato dal MIMS)

Il ministro Enrico Giovannini in una intervista a Milano Finanza

Il ministro del Mims, Enrico Giovannini, in una lunga intervista rilasciata a Milano Finanza, ha fatto il punto sui temi di più stretta attualità riguardo lo sviluppo infrastrutturale in Italia.

“Nell’opinione pubblica c’è come l’impressione che il Pnrr si debba realizzare in poche settimane. Non si hanno presenti le diverse fasi di attuazione che il piano richiede, – spiega Giovannini – Intanto dobbiamo ricordare che il Pnrr è composto da riforme e investimenti.

Come abbiamo dimostrato con i dati al 31 marzo relativi al nostro Ministero, stiamo procedendo a tutta velocità, in particolare per quanto riguarda le riforme. Abbiamo anche giocato d’anticipo adottando riforme che erano previste per fine 2022. Il caro materiali e la loro scarsa disponibilità rischiano di frenare sia le gare già in essere come quella della Napoli-Bari, sia l’avvio di nuovi bandi, tanto del Pnrr quando del Piano complementare.

Per questo siamo intervenuti per evitare che ciò si verifichi. Sappiamo che il problema dell’aumento dei costi non sparirà nell’immediato e per questo abbiamo immaginato un percorso pluriennale che consentirà alle stazioni appaltanti di avere risorse anche per gli anni futuri. Bisogna distinguere però: non tutte le opere partiranno subito e alcune avranno tempi di realizzazione lunghi per cui, auspicabilmente, queste non avranno problemi con la carenza di materiali o con i rincari.

Quindi, mentre alcune gare, come quelle di Rfi, sono imminenti e quindi fanno i conti con la situazione attuale, diversamente altre, come ad esempio quelle dei comuni per le nuove scuole, arriveranno più avanti e riguarderanno opere più piccole, con meno rischi sul fronte dei costi e dell’approvvigionamento dei materiali”.

Sul fronte delle difficoltà progettuali nelle amministrazioni locali, Giovannini non ha dubbi: “Su questo punto segnalo l’opinione dell’Anci, piuttosto positiva, sull’assistenza tecnica che verrà fornita da Invitalia e dalla Cassa Depositi e prestiti.

Siamo passati da una fase di difficolta che già stava vivendo il settore edilizio a un surriscaldamento congiunturale e alcune imprese non sono in grado di far fronte a questo cambiamento.

Per questo abbiamo previsto la qualificazione delle aziende che operano sul Superbonus guardando oltre la congiuntura attuale. Per attuare gli investimenti del Pnrr servono infatti imprese più strutturate, più attente alla sicurezza, che siano disponibili a realizzare accorpamenti. Puntiamo, in particolare, alla crescita di medie e grandi aziende, che oggi nel nostro Paese sono ancora troppo poche. Intendiamo sostenere e preparare un settore per farlo diventare molto più robusto dato che dovrà gestire non solo gli investimenti in infrastrutture, ma anche la riqualificazione urbana dei prossimi 10 o15 anni e realizzare la transizione digitale ed ecologica del patrimonio edilizio esistente.

Il tema della rigenerazione urbana per aumentare l’efficienza energetica è una delle componenti che ci terrà impegnati nei prossimi vent’anni. Il Superbonus è stata una prima risposta transitoria in questa direzione.

Ha avuto senza dubbio un ruolo nel risveglio congiunturale del settore, anche a grazie all’impulso che ha fornito alle piccole e medie imprese, ma vorrei ricordare che il Governo è stato anche costretto intervenire per arginare comportamenti illeciti e altri limiti della misura. Ora dobbiamo evolvere verso una soluzione strutturale”.

Contrarietà all’idea del commissario speciale per l’attuazione del recovery. “Scarterei l’ipotesi di un Commissario speciale al Piano – evidenzia Giovannini- perché vorrebbe dire rinunciare all’impianto costruito finora e che ha ricevuto apprezzamenti da tutti gli operatori economici. La struttura del Pnrr già prevede i poteri sostitutivi in caso di ritardi e un supercommissario non avrebbe alcuna logica dal punto di vista operativo”.

Infine il titolare del Mims conclude l’intervista con una chiosa sui commissari per le varie opere: “Stiamo procedendo nei tempi previsti dai cronoprogrammi e abbiamo un monitoraggio molto stretto di ciò che avviene a livello locale per intervenire in caso di criticità. Il nostro ministero si interfaccia con un numero limitato di soggetti robusti (come Anas, Rfi, Autorità portuali) che devono realizzare opere importanti e molto complesse, non piccoli progetti.

 Quanto alle riforme, in settimana ci sarà il via libera della Camera al disegno di legge delega sugli appalti, che poi passerà al Senato per essere approvato rapidamente. A quel punto partirà il tour de force dei decreti attuativi. Stiamo portando a termine una riforma attesa da tempo e che in molti ritenevano non si sarebbe riusciti a realizzare.

Va bene lo scetticismo, ma credo si debba anche riconoscere ciò che viene fatto. Come diceva J. M. Keynes a un interlocutore: «quando i fatti cambiano io cambio le mie opinioni. E lei?”.

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