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Guida in stato di ebbrezza e concorso di responsabilità

(Come riportato in una nota de Le Strade dell’Informazione)

La Corte di Cassazione conferma la condanna inflitta a un motociclista.

Mettersi alla guida di un veicolo sotto l’effetto dell’alcol, a due o quattro ruote che sia, è sbagliato. Sempre! Un ulteriore richiamo in tal senso arriva dalla Corte di Cassazione che nella sentenza 20 aprile 2021, n. 14609, intervenendo su un ricorso avverso un giudizio di appello che aveva confermato la responsabilità penale del conducente di un motociclo cui era stato contestato il reato di guida in stato di ebbrezza, avendo rilevato un tasso alcolemico oltre i limiti di legge.

 La tesi difensiva del ricorrente, partendo dal presupposto che l’imputato era stato assolto dall’accusa di omicidio colposo dell’amico, il cui decesso era intervenuto a seguito dell’incidente occorso con una vettura, evidenziava che, essendo stata riconosciuta la responsabilità del solo conducente dell’auto investitrice, era da ritenersi verosimile che non sarebbe riuscito a evitare lo scontro anche se non avesse assunto sostanze alcoliche.

La Suprema Corte, nel respingere tale assunto, ha sottolineato “… che questi si era posto alla guida di una potente motocicletta, cioè di un veicolo per la cui condizione servono una speciale abilità e un’attenzione assai vigile, avendo assunto bevande alcoliche in misura tale che, ancora a diverso tempo dall’incidente, nel sangue v’era una concentrazione alcolica di ben 0,94 g/l e che, in detta circostanza, aveva fatto salire come passeggero l’amico poi deceduto nel successivo incidente, esponendolo ai rischi elevati derivanti dall’assunzione di alcolici in quantità non modesta”. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.