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Corte di Cassazione, l’imprudenza altrui non è un’attenuante in caso di incidente

(Come riportato in una nota di Carlo Argeni – Le Strade dell’Informazione)

Una sentenza della Suprema Corte richiama alla massima attenzione quando si è al volante.

L’imprudenza altrui non è un attenuante, in caso di incidente stradale. Lo ha puntualizzato, nella sentenza n. 28295/2020, la Corte di Cassazione. Gli Ermellini si sono espressi in tal senso in merito al ricorso presentato da un automobilista condannato per omicidio stradale colposo.

L’articolo 589-bis comma 1 del Codice penale, lo rammentiamo, statuisce che “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni”.

Chi è al volante, per la Suprema Corte, deve essere sempre in grado di avere il controllo del veicolo tenendo in debito conto, anche, le eventuali “…imprudenze altrui, purché ragionevolmente prevedibili”. Una sottolineatura non da poco. 

Nei due precedenti gradi di giudizio le sentenze erano state sfavorevoli al ricorrente perché, per i giudici, sintetizzando, non aveva regolato la velocità della propria vettura alle caratteristiche della strada e del traffico. Un comportamento che, presumibilmente, gli avrebbe consentito di evitare l’incidente.

Nel caso di specie, un motocarro Ape Piaggio aveva svoltato a sinistra senza accorgersi che la vettura che lo seguiva aveva iniziato il sorpasso. Le motivazioni addotte dalla difesa non sono state ritenute sufficienti per ribaltare quanto deciso, nonostante l’incauta manovra del motocarro.

Il conducente dell’altro mezzo avrebbe dovuto tenere una condotta di guida più prudente, considerato pure che si era in prossimità di una intersezione.