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Smart road, barriere intelligenti e connesse

(come riportato da Carlo Argeni – ANAS)

Internet of Thing e high-tech contribuiscono a rendere le strade interattive e più sicure

Le barriere di sicurezza diventano Internet of Thing (IOT) e hi-tech al servizio della sicurezza stradale. E le aziende pubbliche e private che dispongono di un notevole know-how tecnologico intendono sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Rete per assicurare un utilizzo quanto più “intelligente” di strade e autostrade.

Le Smart road, come noto, sono in grado di ottimizzare la circolazione attraverso sistemi di monitoraggio del traffico, l’indicazione di percorsi alternativi in caso d’incidenti o turbative alla viabilità, la gestione degli accessi ai parcheggi e molto altro ancora.

Tra le numerose iniziative e innovazioni tecnologiche in essere segnaliamo quella di Anas, Società che gestisce i 30.000 chilometri di rete viaria statale. Alla fine dello scorso anno, allo Smart City Expo World Congress svoltosi a Barcellona, ha presentato due innovative barriere di sicurezza di recente certificazione: una in acciaio, denominata H4 ST DSM; l’altra in calcestruzzo, denominata National Dynamic Barrier Anas (NDBA). Una delle caratteristiche, semplificando, è che garantiscono una maggiore tutela ai motociclisti, i più esposti alle conseguenze di un urto, mediante l’introduzione di un dispositivo che al verificarsi del sinistro evita il contatto diretto contro paletti e bordi taglienti.

Progettato un sistema integrato di comunicazione in grado di avvisare dell’evento il network di Sale Operative Anas, coordinate dalla Sala Situazioni nazionale. L’alert attiva il pronto intervento delle Squadre Anas, l’immediata segnalazione alle Forze dell’Ordine e agli utenti della criticità presente nel tratto interessato.

L’incremento della sicurezza delle strade, d’altronde, può essere ottenuto operando simultaneamente sui fattori che incidono su quella attiva e passiva. Un obiettivo in linea alle indicazioni di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’incidentalità più volte richiamate dalla Commissione Europea.

Ben sapendo, comunque, che un sistema di mobilità sostenibile può essere realizzato solo attraverso la prestazione ottimale e sinergica delle tre componenti che interagiscono: l’uomo, il veicolo, l’infrastruttura.