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Settembre nero per il mercato dell’auto: vendite a meno 25,37%

Stramazzano le diesel, che diminuiscono del 38%. Ma nel confronto del terzo trimestre 2018 con lo stesso periodo dello scorso anno c’è una contrazione decisamente più contenuta, pari al -6,9%

Crolla, letteralmente, il mercato dell’auto: settembre ha fatto segnare appena 124.967 immatricolazioni, oltre 42 mila in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno, pari ad un calo del 25,37%. Numeri pesanti, pesantissimi, che tirano giù di colpo tutto l’anno – stava andando bene fino a questo momento… – visto che ora il totale vendite dei primi nove mesi del 2018 registrano 1.491.261 unità, il 2,8% in meno rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2017.

Solo il confronto del terzo trimestre 2018 con lo stesso periodo dello scorso anno mostra una contrazione più contenuta, pari al -6,9%, ma c’è poco da stare allegri: i numeri parlano chiaro, con un crollo verticale di qualsiasi settore. Solo le elettriche si salvano, ma ovviamente grazie a numeri piccolissimi e in costante crescita. Per il resto è il baratro.

Tanto per capirci le auto diesel hanno fatto segnare un clamoroso meno 38% nel mese e meno 9% nel cumulato, con una quota di mercato, sempre a settembre, del 47,6%: per avere una quota più bassa di questa bisogna sfogliare il calendario fino al marzo 2010… Quindi nel tracollo delle vendite le auto a benzina si prendono una piccola rivincita con una flessione del 6% nel mese, mentre il cumulato da inizio anno mantiene il segno positivo (+2%) e una quota di mercato del 39%, la più alta da febbraio 2012.

Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 28.554 immatricolazioni (-39,8%), con una quota di mercato del 22,8%. Nel cumulato da inizio 2018, le immatricolazioni complessive ammontano a 401.636 unità (-10,4%), con una quota di mercato del 26,9%.

Ed FCA in questo disastro conserva qualche primato, in riferimento al mercato per segmenti, a settembre 2018, Fiat Panda è l’auto più venduta del segmento delle super-utilitarie, seguita da Fiat 500. I due modelli, insieme, hanno una quota di mercato, nel segmento, del 49%. Fiat Tipo è il primo modello tra le vetture medie-inferiori e rappresenta il 12% delle vendite di settembre per questo segmento.  Alfa Romeo Stelvio è il primo tra i SUV Medi.

Ma cosa succede? “I blocchi della circolazione per le vetture più anziane e, quindi, più inquinanti e meno sicure sono un segnale positivo nell’ottica del rinnovo del parco più volte auspicato e sollecitato dall’UNRAE – spiega Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – in tal senso l’Associazione plaude all’introduzione di questa tipologia di misure, che però andrebbero accompagnate con messaggi chiari e concreti, in questa fase di transizione verso motorizzazioni a impatto zero, ispirati al principio della neutralità tecnologica e, quindi, riferiti alla possibilità di sostituire detti veicoli anziani con mezzi più moderni e innovativi, compresi i diesel Euro 6, considerati i virtuosi livelli di emissione raggiunti”.

La preoccupazione però serpeggia: “In effetti – spiega ancora Crisci – oggi le campagne di “demonizzazione” delle autovetture a gasolio stanno disorientando e impaurendo i clienti, anche alla luce dell’impatto sul valore residuo della propria vettura”. Da un’analisi effettuata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, infatti, emerge che nelle tre principali città per numero di immatricolazioni annue, le vendite di autovetture diesel da parte dei clienti privati si stanno riducendo in modo considerevole”.