Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Il futuro della guida autonoma

Anche il mondo intellettuale sta riflettendo sulle auto senza conducente. Fra gli altri Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’università di Oxford.

La strada per l’avvenire è segnata, ed è un percorso che batteremo trovando un nuovo piacere nello stare alla guida. Ossia quello di non guidare. O quasi. I sistemi di automazione sono infatti sempre più raffinati, e la scienza e la tecnica si adoperano con inesauste ricerche per fare in modo che ogni viaggio in auto sia più sicuro. Facile. Semplice. Confortevole. Ma naturalmente l’idea della macchina a guida robotica che sognavano già i primi scrittori di fantascienza crea anche delle perplessità: del resto, se consideriamo che siamo ancora molto indietro per quel che concerne l’emancipazione dai combustibili fossili, l’ibrido e ancor di più l’elettrico, anche a causa di alcuni pregiudizi in merito, ma soprattutto per l’annoso problema della poca autonomia delle batterie e della difficoltà di ricaricare i mezzi.

Per non parlare del fatto che si parla da decenni di incentivare il servizio di trasporto pubblico ma in realtà per moltissimi l’unico modo per muoversi nella vita di tutti i giorni senza imbarcarsi in veri e propri cammini della speranza, con buona pace di Pietro Germi, tra autobus che scioperano e metropolitane che non passano è ancora il mezzo proprio. In realtà è in corso un processo nuovo di trasporto pubblico e mobilità integrata, l’interesse è alla base del documento programmatico del MIT – Connettere l’Italia dove si disserta su una articolata esplicitazione di strategie di settore, azioni, interventi secondo una logica di accountability e di visione ampia, una macchina che faccia proprio tutto da sé pare un’utopia. Il problema però è specialmente etico: per dirla in soldoni e fare un esempio grossolano, se è la macchina che guida, è la macchina che eventualmente crea l’incidente e investe qualcuno? È la casa automobilistica che si prende la colpa?

Su questi e molti altri temi riflette – anche sull’ultimo numero de L’Automobile – Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’università di Oxford, secondo cui importante è, come in tutte le cose, la moderazione, anche nel delegare tutto all’Intelligenza Artificiale, che è certamente un grande progresso ma bisogna riflettere a lungo sull’approccio per affrontarla. La strada lo ricordiamo ha un ruolo sociale, la mobilità – moderna e sostenibile – un diritto da garantire a tutti.