Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

La nuova frontiera della scarifica

Tre frese Wirtgen W 210 Fi sono state utilizzate sulla A31, dimostrando i reali vantaggi dell’innovazione tecnologica che caratterizza questa nuova generazione di macchine

sfondo wir

Il Committente, Autostrada Brescia-Vicenza-Verona-Padova SpA, ha deciso di eseguire gli interventi chiudendo e lavorando sull’intera carreggiata, deviando quindi il traffico sull’altra.

Questa scelta progettuale ha consentito di garantire una migliore omogeneità delle fasi di consolidamento a cemento e di contrarre i tempi di lavoro, ma ha anche richiesto una logistica e una quantità di mezzi adeguata alle dimensioni e alle tempistiche del cantiere.

Le particolari caratteristiche dell’intervento, che fra scarifica e stesa prevedeva una fase necessariamente più lunga per consentire il consolidamento a cemento, esigevano che la scarifica avvenisse nel tempo più breve possibile. Proprio queste caratteristiche hanno permesso di sfruttare al meglio tre nuove W 210 Fi appena acquistate.

Alle nuove frese, coadiuvate da una W 2000 e W 210i, è infatti spettato il compito di provvedere alla scarifica dei 10,50 m larghezza delle carreggiate lungo i 1,4 km interessati all’intervento, per un totale di quasi 15.000 m2.

La scarifica è stata realizzata asportando 4 cm nella prima passata e 18 cm nella seconda, così da raggiungere i 22 cm previsti dalle specifiche di progetto. Le macchine sono partite in modo sfalsato, sia per agevolare la circolazione degli oltre 45 bilici preposti al trasporto del fresato, sia per evitare di confondere gli autisti che avrebbero potuto non comprendere quale fosse l’avvisatore acustico riferito al proprio mezzo, con tutti i problemi che questo avrebbe comportato.

Sin dalle prime fasi della scarifica la differenza fra la “matura”, ma pur sempre valida W 2000, la W 210i e le tre nuove W 210 Fi è apparsa evidente e si è resa ancora più tale durante la scarifica dello strato di 18 cm.

Il confronto ha in particolare dato ragione alle nuove W 210 Fi in termini di consumi, rumorosità e comfort per l’operatore, ma anche per tutta una serie di aspetti che hanno reso più rapido il lavoro, consentendo al tempo stesso di tenere sotto controllo un’ampia serie di parametri. 

Il futuro della scarifica è già qui

La gestione dei processi e la produzione di tutti i dati che questi generano è un tema su cui Wirtgen Group lavora da anni, sperimentandolo e applicandolo su tutte le linee di prodotto.

Per quanto riguarda le frese, la ricerca e la messa a punto di dispositivi in grado di misurare e raccogliere un’ampia quantità di dati ha portato nel tempo a tutta una serie di soluzioni che possono essere riassunte nel concetto di Connected Milling (traducibile liberamente in scarifica digitalizzata).

Le nuove frese W 210 Fi beneficiano di tutta la tecnologia Wirtgen di raccolta e analisi dei dati per la scarifica, così da renderla più semplice, più veloce ed economica, tenendo sotto controllo tutti i parametri.

Si tratta in sostanza della raccolta e della gestione del flusso di informazioni della macchina e dei suoi vari componenti che rappresenta uno strumento prezioso per l’operatore, l’officina di manutenzione e gli addetti delle Imprese che monitorano i lavori e si interfacciano con la Committenza.

I dati e le informazioni disponibili rendono possibili interventi di scarifica ancora più efficienti e consentono di aumentare ulteriormente l’affidabilità della fresa e hanno un rilievo decisivo anche per determinare la redditività di un determinato intervento.

Questa nuova generazione di grandi frese Wirtgen ha infatti arricchito ulteriormente il concetto di Connected Milling, grazie ai nuovi sistemi Mill Assist e WPT (Wirtgen Performance Tracker).

Mill Assist è un innovativo sistema di controllo che imposta in modalità automatica il rapporto operativo più favorevole tra prestazioni e costi. L’ottimizzazione del processo adatta automaticamente il regime di rotazione del motore e del tamburo di fresatura, la trazione, l’impianto idraulico e la velocità di avanzamento.

Questa gestione delle principali componenti della fresa permette un’enorme riduzione del carico di lavoro dell’operatore, ma ha anche un impatto positivo sulle prestazioni e sui consumi della macchina riducendo in misura significativa le emissioni di CO2, l’usura dei denti e il livello di rumorosità.

Per sfruttare al meglio il sistema Mill Assist sulla W 210 Fi è stato installato il cambio Dual Shift dotato due serie di rapporti, che permettono un’ampissima gamma di regimi di rotazione del tamburo di fresatura e assicurano quindi la massima produttività e redditività nei più svariati interventi di scarifica.

Con Mill Assist l’operatore può scegliere tra tre diverse strategie operative: una che ottimizza il lavoro in termini di costo, una per le prestazioni e una in rapporto all’ aspetto superficiale della scarifica.

Una volta scelta l’opzione, l’operatore non deve più preoccuparsi di mantenerla, in quanto il sistema regola automaticamente i principali parametri di impostazione in base alla strategia operativa prescelta. Il WPT si basa invece su uno scanner laser per determinare il profilo della sezione trasversale da fresare.

Utilizzando i dati di posizionamento della macchina con l’impiego del sistema GPS e di altri sensori, vengono calcolati con precisione il volume del fresato e la produzione superficiale.

Come i valori generati dal Mill Assist, anche in questo caso l’operatore può tenere sotto controllo tutti i dati grazie ai grandi display della consolle. A fine lavoro, il sistema genera automaticamente un rapporto che contiene la produzione giornaliera della fresa, i materiali di consumo, una planimetria del cantiere e molte altre informazioni.

Tramite il sistema Witos, l’operatore può inviare il rapporto direttamente dalla macchina, ma se le condizioni del cantiere non lo consentono (gallerie, aree non coperte da segnale ecc.) la macchina lo invia automaticamente non appena possibile.

I dati giungono a un server dedicato, situato in Germania, che li ordina e genera un file PDF o Excel e lo invia all’Impresa, la quale può così estrapolare tutte le informazioni che ritiene importanti e necessarie per valutare costi, tempi e qualità del lavoro.

Il sistema WPT ha però anche un grande rilievo nei rapporti fra l’Ente appaltante e l’Impresa, perché permette a quest’ultima di estrapolare, anche a posteriori, i dati necessari a dimostrareil rispetto delle specifiche di Capitolato. 

Poco rumore e bassi consumi

L’altro elemento che distingue in modo marcato la W 210 Fi rispetto alle serie precedenti è il livello di rumorosità molto contenuto (un enorme vantaggio quando si deve operare in aree abitate) e il basso livello di vibrazioni in cabina, un aspetto che fa davvero la differenza per l’operatore che passa ore sulla macchina, specie durante le grandi scarifiche autostradali.

Questi nuovi traguardi sono stati raggiunti grazie al nuovo motore da 766 Cv/533 kW (SAE J 1349) che, pur avendo una potenza maggiorata del 5% rispetto a quella del modello precedente W 210 i, offre una coppia più alta e una migliore elasticità.

Grazie alla perfetta integrazione con il sistema Mill Assist il propulsore permette di abbassare i livelli di emissioni (è in linea con Normativa EU Stage 4) e i consumi di circa il 15% rispetto a quelli della W 210 i.

L’accoppiamento con il cambio Dual Shift, come già sottolineato, assicura al propulsore di operare al migliore regime in rapporto al tipo di fresatura impostata e contribuisce ad ottenere una contrazione dei consumi di circa il 15% rispetto a quelli della W 210 i.

L’accoppiamento con il cambio Dual Shift, è di fondamentale importanza anche per il raggiungimento di queste prestazioni di potenza ed efficienza, perché assicura al propulsore sempre il migliore regime, in rapporto al tipo di fresatura impostata. 

Tre operatori davvero soddisfatti

Le innovative soluzioni adottate dalla W 210 Fi hanno avuto un riscontro pratico anche nel cantiere dove le macchine hanno appunto operato il 3 Giugno in corsia Sud e il 10 Giugno in corsia Nord. Ai comandi delle tre W 210 tre operatori di lunga esperienza: Gabriele Martin di Ecovie, Massimo Valerio di Girardini e di Valentino Pivotto di Crestani.

Tutti e tre hanno colto aspetti che confermano quanto la W 210 Fi sia davvero una macchina destinata a cambiare in meglio la scarifica. “La differenza rispetto alla serie precedente si vede davvero – ha dichiarato Gabriele Martin – soprattutto per quanto riguarda i consumi, che sono calati notevolmente nonostante la notevole potenza a disposizione.

L’altro aspetto interessante è la quantità di dati che il sistema WPT è in grado di raccogliere mentre monitora le varie funzioni e che possono essere inviati direttamente dalla macchina.

La contabilità di cantiere è quindi molto semplificata, perché si riesce subito a mettere a confronto costi e produzione; ma la raccolta dei dati è importante anche perché toglie ogni dubbio a posteriori sul rispetto dei parametri di progetto”.

Massimo Valerio Girardini ha poi commentato: “Dopo anni di lavoro sulle frese, trovo che questa macchina permetta all’operatore di concentrarsi meglio sul lavoro grazie all’ottima visibilità da ogni lato e al grande supporto dei nuovi sistemi di controllo e raccolta dati. Apprezzo molto anche il modo in cui è stata pensata la posizione di appoggio quando ci si sporge lateralmente perché non ci si stanca.

Insieme alla minore rumorosità e al basso livello di vibrazioni fanno la differenza a fine giornata anche quando si fresa a 10, 15 o anche 18 cm come abbiamo fatto oggi della cabina”.

L’esperienza è stata completamente nuova per Valentino Pivotto Crestani: “Per me è stata un’esperienza del tutto nuova, non solo perché questo è il primo vero lavoro dopo il Corso di formazione, ma perché per anni ho utilizzato frese di altri Produttori e quindi il salto da un punto di vista del controllo, della potenza e della produttività è stato enorme.

Ho sempre guardato alle frese Wirtgen come il punto di riferimento, ma pensavo che alla fine anche le altre scarificano. Dopo avere provato, ho davvero capito che non è una questione di marchio ma di sostanza. Il livello tecnologico è davvero superiore: il cambio, il motore, così come il sistema di raccolta dei dati, lo dimostrano chiaramente”.