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REPowerEU: ridurre la dipendenza dai combustibili fossili

In risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale dell’energia causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Commissione Europea ha presentato il piano REPowerEU

Ridurre i combustibili fossili

La trasformazione del sistema energetico europeo è ur genteper due motivi: porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili (in particolare della Russia, che li usa come arma economica e politica) e affrontare la crisi climatica.

Solo agendo come Unione, l’Europa può raggiungere questi obiettivi. Le misure contenute nel piano REPowerEU possono aiutare a realizzare questa ambizione attraverso il risparmio energetico, la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria, nei trasporti e nella generazione di energia elettrica.

La trasformazione verde rafforzerà la crescita economica, la sicurezza e l’azione per il clima.

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), fulcro del piano REPowerEU, sostiene la pianificazione e il finanziamento coordinati delle infrastrutture transfrontaliere e nazionali e i progetti e le riforme nel settore dell’energia.

Motore green
1. Anche il settore dei trasporti può contribuire allo sforzo energetico (photo credit: Photoman da Pixabay)

La Commissione propone di apportare modifiche mirate al regolamento RRF per integrare specifici capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri (PRR) attualmente esistenti, in aggiunta alle numerose riforme e investimenti già presenti in tali piani.

La situazione geopolitica attuale ha indotto la Commissione a presentare un piano per accelerare l’indipendenza dai combustibili fossili (provenienti dalla Russia in particolare), un obiettivo che era comunque già presente nel Green Deal europeo.

Grazie a REPowerEU, la Commissione spera di raggiungere questo obiettivo prima della data fissata (2030), idealmente entro il 2027. Il piano si sviluppa su cinque assi: risparmio energetico, diversificazione delle fonti di approvvigionamento, accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili, riduzione del consumo di combustibili fossili nei settori dell’industria e dei trasporti, investimenti intelligenti. 

Il risparmio energetico

Il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico di far fronte all’attuale crisi energetica. La Commissione propone quindi di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra le quali un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell’ambito del pacchetto legislativo “Pronti per il 55%” (Fit for 55) connesso al Green Deal europeo.

Per questo motivo, la Commissione ha pubblicato una comunicazione sul risparmio energetico che illustra in dettaglio i cambiamenti nei comportamenti che potrebbero ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio a breve termine e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione su questo tema.

Gli Stati membri sono inoltre invitati ad applicare misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come, ad esempio, aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l’isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico.

La Commissione definisce, infine, misure di emergenza in caso di grave interruzione dell’approvvigionamento e pubblicherà orientamenti sui criteri di priorità per i Clienti, oltre ad agevolare l’elaborazione di un piano di riduzione della domanda coordinato a livello dell’UE. 

La diversificazione dell’approvvigionamento

L’UE collabora con partner internazionali per diversificare l’approvvigionamento ed è riuscita a garantire livelli record di importazioni di GNL (Gas Naturale Liquefatto) e maggiori forniture di gas. La piattaforma UE per l’energia, di recente creazione, consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l’uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori.

La Commissione valuterà inoltre la possibilità di sviluppare un “meccanismo di acquisto congiunto” che negozi e concluda contratti di acquisto di gas e idrogeno per conto degli Stati membri aderenti, come fatto con i vaccini durante la recente crisi sanitaria. La Commissione prenderà anche in considerazione misure legislative che impongano agli Stati membri di diversificare nel tempo l’approvvigionamento di gas.

Energia da fonti rinnovabili nei trasporti
2. Energia da fonti rinnovabili nei trasporti (photo credit: Eurostat)

La strategia esterna dell’UE per l’energia faciliterà la diversificazione energetica e la creazione di partenariati a lungo termine con i fornitori, compresa la cooperazione in materia di tecnologie verdi.

La strategia dà priorità all’impegno dell’UE in favore di una transizione energetica verde e giusta a livello mondiale, aumentando il risparmio energetico e l’efficienza energetica per ridurre la pressione sui prezzi, promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili e dell’idrogeno e intensificando la diplomazia energetica. 

La diffusione di energie rinnovabili

Una massiccia espansione e accelerazione delle energie rinnovabili nella generazione di energia elettrica, nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti consentirà di conseguire più in fretta l’indipendenza, darà impulso alla transizione verde e abbasserà i prezzi.

La Commissione propone di aumentare dal 40% al 45% l’obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55%”.

Questa maggiore ambizione getterà le basi per altre iniziative, tra cui:

  • una strategia dell’UE per l’energia solare volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030;
  • un’iniziativa per i pannelli solari sui tetti con l’introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali;
  • il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore unito a misure per integrare l’energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo;
  • una raccomandazione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della Direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente;
  • la definizione di un obiettivo di 10 milioni di t di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di t di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nell’industria. Sono inoltre in pubblicazione due atti della Commissione sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile. Per accelerare i progetti connessi all’idrogeno, sono stati stanziati finanziamenti supplementari pari a 200 milioni in favore della ricerca;
  • un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti, – tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano – e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di m3 entro il 2030.
Pale eoliche REPowerEU
3. Le energie rinnovabili sono al centro delle politiche comunitarie per l’indipendenza energetica (photo credit: Tim Pollmer da Pixabay)

Ridurre i combustibili fossili nell’industria e nei trasporti

La sostituzione del carbone, del petrolio e del gas naturale nei processi industriali ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e rafforzerà la sicurezza e la competitività.

Il risparmio energetico, l’efficienza, la sostituzione dei combustibili, l’elettrificazione e una maggiore diffusione dell’idrogeno rinnovabile, del biogas e del biometano ad opera dell’industria potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di m3 di gas naturale entro il 2030 in aggiunta a quanto previsto dalle proposte del pacchetto “Pronti per il 55%”.

La Commissione proporrà azioni per sostenere l’adozione dell’idrogeno verde da parte dell’industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell’ambito del Fondo per l’innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi.

Per mantenere e riconquistare la leadership tecnologica e industriale in settori quali l’energia solare e l’idrogeno, la Commissione propone di istituire un’alleanza industriale per il solare nell’UE e un partenariato su vasta scala per le competenze.

La Commissione intensificherà inoltre i lavori sull’approvvigionamento di materie prime critiche e preparerà una proposta legislativa al riguardo. Per migliorare il risparmio energetico e l’efficienza nel settore dei trasporti e accelerare la transizione verso veicoli a emissioni zero, la Commissione presenterà un pacchetto per rendere più “verde” il trasporto merci, e prenderà in considerazione un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una determinata dimensione.

La comunicazione sul risparmio energetico comprende anche molte raccomandazioni rivolte alle città, alle regioni e alle Autorità nazionali che possono contribuire efficacemente alla sostituzione dei combustibili fossili nel settore dei trasporti.

Trasformazione del sistema energetico REPowerEU
4.

Gli investimenti intelligenti

Per centrare gli obiettivi di REPowerEU serviranno 210 miliardi di investimenti supplementari entro il 2027 (oltre ai 225 miliardi di Euro sotto forma di prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza). Questi investimenti devono essere sostenuti dal settore pubblico e privato a livello nazionale, transfrontaliero e comunitario.

La Commissione ha adottato atti giuridici e orientamenti sulla modifica e l’integrazione dei piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU.

Propone inoltre di aumentare la dotazione finanziaria dell’RRF di 20 miliardi di Euro sotto forma di sovvenzioni. In più, attraverso trasferimenti volontari all’RRF, potrebbero essere messi a disposizione altri 26,9 miliardi dai fondi di coesione e 7,5 miliardi dalla politica agricola comune.

L’attuale quadro finanziario pluriennale prevede già che la politica di coesione sostenga progetti di decarbonizzazione e transizione verde con investimenti fino a 100 miliardi nelle energie rinnovabili, nell’idrogeno e nelle infrastrutture.

Le reti transeuropee nel settore dell’energia (TEN-E) hanno contribuito a creare nell’UE un’infrastruttura del gas resiliente e interconnessa. Per integrare i progetti inclusi nell’elenco dei progetti di interesse comune (PIC) e compensare appieno la futura perdita di importazioni di gas russo sono necessarie infrastrutture supplementari per il gas, che secondo le stime richiederanno circa 10 miliardi di Euro di investimenti.

Per adattare la rete elettrica alle esigenze future sarà fondamentale anche imprimere un’accelerazione ai PIC nel settore dell’energia: il meccanismo per collegare l’Europa fornirà sostegno in tal senso.

Sarà così possibile soddisfare le esigenze del prossimo decennio senza restare vincolati ai combustibili fossili o pregiudicare le ambizioni climatiche europee.

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