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Il Notiziario ERF Gennaio/Febbraio 2022

Le strade sono una fonte innegabile di benessere socio-economico e sempre giocheranno un ruolo dominante nel settore dei trasporti: la European Union Road Federation coordina idee e opinioni del settore stradale in Europa fungendo da piattaforma per il dialogo e la ricerca

Spostamenti delle persone

Presentazione dello studio “Mobilità e recovery in Europa: un’analisi dell’impatto della crisi sanitaria”

La pandemia di Covid-19 ha segnato una svolta nel settore della mobilità e dei trasporti, sia per quanto riguarda gli spostamenti delle persone che la circolazione di merci. Nonostante siano due pilastri fondamentali per il buon funzionamento del progetto comune europeo, è solo durante le grandi crisi che il loro valore e il contributo alla società viene riconosciuto.

Questo è stato il caso durante la primavera del 2020, quando la limitazione degli spostamenti ha lasciato a casa milioni di persone, ma il settore dell’infrastruttura stradale è stato essenziale per facilitare il trasporto di malati, medicine o beni di prima necessità in qualsiasi parte della nostra geografia. Progressivamente, le diverse misure adottate dai Governi si sono ammorbidite, offrendo un panorama diverso nella società.

In questo periodo di crisi il nostro settore ha assistito al consolidamento delle nuove tendenze della mobilità, soprattutto nelle aree urbane (biciclette, scooter elettrici).

Per capire la portata della crisi sanitaria sulle infrastrutture stradali, alcune Associazioni europee 1 hanno realizzato uno studio che valuta l’impatto della crisi confrontando la situazione prima e dopo la pandemia.

In particolare, il documento pubblicato lo scorso Settembre 2021 analizza come 11 2 Paesi europei hanno adattato la loro visione sulle infrastrutture, così come il ruolo dei piani nazionali di recupero e resilienza presentati a Bruxelles nel quadro di NextGenerationEU. Le principali conclusioni dello studio sono di seguito esposte.

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1. La copertina dello studio pubblicato a Settembre 2021
Una mobilità più pulita per frenare il cambiamento climatico

Una crescente sensibilità e consapevolezza dei cambiamenti climatici nella nostra società ha facilitato il sostegno all’elettromobilità e ad altri carburanti puliti per i veicoli pubblici e privati. Questo è un elemento comune a tutti i piani nazionali, sostenuto dalle stesse richieste lanciate da Bruxelles.

L’obiettivo è quello di ridurre l’impronta di carbonio nel settore del trasporto stradale sia per le merci che per i passeggeri. Il futuro quadro normativo incluso nel pacchetto europeo Fit for 55 presentato a luglio favorirà la circolazione dei veicoli verdi, così come i punti di ricarica e il sostegno alle energie rinnovabili.

In particolare, la futura proposta normativa sull’infrastruttura per i combustibili alternativi (AFIR), i nuovi limiti di CO2 per le autovetture e i furgoni, la Direttiva sulle energie rinnovabili e la revisione sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) attueranno azioni strategiche per ridurre le emissioni di carbonio.

D’altra parte, un gran numero di opportunità sarà creato per modernizzare e adattare le strade agli ambiziosi piani dell’UE.

Sostenere il trasporto pubblico nelle aree urbane e sviluppare piste ciclabili

L’obiettivo è quello di introdurre diverse alternative per sostituire l’uso dell’auto. Non c’è dubbio che il più grande beneficiario della pandemia di mobilità sia stata la bicicletta.

Tuttavia, è un modo di trasporto che richiede un’infrastruttura più sicura e visibile. Le principali Capitali europee stanno attuando diverse misure come un limite di velocità di 30 km/ora o la chiusura di tratti urbani ai veicoli, dando la priorità alle biciclette.

Il futuro piano di mobilità urbana includerà misure specifiche per stabilire questa tendenza. In questo senso, le Aziende del settore potrebbero giocare un ruolo importante nell’adattare l’infrastruttura con segnaletica stradale, barriere o nuovi marciapiedi che favoriscano la sicurezza stradale. 

Priorità alle ferrovie, specialmente nel trasporto merci

La ferrovia sarà il principale beneficiario dei piani di ripresa nazionali, così come di altri strumenti di finanziamento europei (CEF, Fondi strutturali di coesione, REACT EU, JTF, ecc.). L’estensione, la modernizzazione e la manutenzione delle ferrovie, così come l’acquisto di nuovi treni, saranno i principali investimenti in questo settore.

L’obiettivo principale di questi interventi è quello di incoraggiare uno spostamento del trasporto merci verso la ferrovia, dato che l’infrastruttura stradale è ancora la modalità dominante.

Tuttavia, ci sono un gran numero di sinergie tra la ferrovia e la strada che potrebbero essere sfruttate per rafforzare entrambe le modalità (ad esempio un rafforzamento del trasporto combinato per le merci sullo stesso percorso o l’uso di punti di ricarica nelle stazioni ferroviarie). A tal fine, la Commissione prevede di rivedere il quadro normativo del trasporto combinato. 

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2. Bruxelles ha imposto un limite di velocità a 30 km/ora dal 1° Gennaio 2021
Digitalizzazione delle infrastrutture e diffusione del 5G

La digitalizzazione dei trasporti è l’altro grande impegno dell’UE per migliorare la connettività delle reti di trasporto promuovendo la diffusione della rete 5G.

Per raggiungere questo obiettivo, c’è una tendenza generale verso la digitalizzazione delle infrastrutture, soprattutto nella diffusione dei sistemi di gestione dei trasporti (ERTMS) per i servizi ferroviari.

Un altro punto focale della strategia di mobilità europea sarà la revisione della direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti come priorità futura per una mobilità multimodale più connessa e autonoma. 

Aumento nell’uso dell’idrogeno

Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione verso le nuove tecnologie applicate al trasporto e alla mobilità, c’è una chiara tendenza verso la promozione dell’idrogeno.

La maggior parte dei piani di ripresa nazionali includono azioni specifiche a livello nazionale e regionale in collaborazione con l’industria. Gli investimenti futuri sarebbero dedicati sia alla ricerca che allo sviluppo dell’infrastruttura necessaria per la diffusione dell’uso dell’idrogeno, specialmente nel trasporto pesante di merci e passeggeri dove i veicoli elettrici non sono fattibili.

Tali finanziamenti verrebbero anche dal nuovo partenariato europeo per l’idrogeno pulito (programma Horizon Europe), nonché dai fondi strutturali e di coesione.

Riforme nei processi di appalto pubblico e nei lavori pubblici

Per accelerare la consegna dei fondi del Recovery Plan al mercato, una delle priorità dell’UE è lo snellimento dei processi amministrativi. Così, come condizione preliminare per ricevere i fondi, sono previste riforme amministrative e normative negli Stati membri.

Specialmente nel settore dei lavori pubblici, dove l’Amministrazione è il principale Cliente, molti dei piani nazionali menzionano l’introduzione di procedure di gara semplificate per accelerare la realizzazione dei progetti e raggiungere così un quadro di effettiva crescita economica e creazione di posti di lavoro.

Possiamo vedere che la strada è probabilmente il mezzo di trasporto più trascurato dagli Stati membri e dalla Commissione Europea, nonostante il suo contributo allo sviluppo economico, alla creazione di posti di lavoro o alla riduzione delle emissioni di CO2. I riferimenti alle infrastrutture stradali nelle strategie nazionali di ripresa sono minimi, nonostante la loro importanza per una ripartenza post-crisi.

3. Una stazione di ricarica di auto elettriche

In questo senso, a parte gli elementi specifici della digitalizzazione, non si parla di investimenti relativi alla manutenzione o al miglioramento dei tratti stradali ad alto traffico di veicoli.

Come richiesto dai vari rappresentanti del settore, si tratta di condizioni necessarie e urgenti per facilitare la trasformazione del settore stesso e garantire così un reale contributo al miglioramento della mobilità e dei sistemi di trasporto del futuro.

In questo senso, una strategia incentrata sulla ricerca di alleanze con altri settori sarà necessaria per sviluppare il settore e promuovere la sua modernizzazione.

Note

1 European Union Road Federation (ERF), Confederation of International Contractors’ Associations (CICA), Fédération Nationale des Travaux Publics – FNTP, European Construction Industry Federation (FIEC), e Routes de France.

2 Spagna, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svezia, Regno Unito.

Ulteriori informazioni sulla ERF e le sue attività sono disponibili sul sito www.erf.be.

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