Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Posted in:

Interconnessioni e co-modalità: uno sviluppo efficace per l’ETN

La presente ricerca analizza la funzione delle interconnessioni dei trasporti intermodali locali, regionali e continentali (lo European Transport Network) su lunga distanza al fine di evolvere il potenziale per una maggiore efficienza sia economica che di ridotto impatto ambientale. Il principale obiettivo è stato quello di valutare la portata, la rilevanza e le specifiche cause della scarsa connessione individuando, ove possibile, specifiche soluzioni innovative.

Interconnessioni e co-modalità: uno sviluppo efficace per l’ETN

Nello specifico è previsto:

scenario A
è prevista una riduzione del 50%dei costi nell’intero processo di trasporto intermodale. Questo intervento riguarda tutti i collegamenti fra le diverse modalità di trasporto;
scenario B
si presume che vengano azzerati tutti i relativi costi inerenti i collegamenti intermodali;
scenario C
vengono ridotti solo i costi di accesso ai terminal e/o nodi ferroviari.
Gli effetti sulla rete di collegamento e sulla ripartizione modale

Un aggiornamento mirato delle infrastrutture e delle interconnessioni consentirebbe un notevole risparmio, con una diminuzione totale dei costi di trasporto e di manutenzione delle strutture che varierebbe dal 3% al 5,4%. Tale risultato è riscontrabile specificamente su tutto il sistema aereoportuale, mentre in termini di trasporto ferroviario si otterrebbe un decremento dello 0,3%. La percentuale di calo dei costi aumenta in relazione della quota di connessioni multimodali e si annulla in caso questi ultimi vengano azzerati (scenario B).

Inoltre, è possibile rilevare come la riduzione graduale di essi comporti un incremento delle connessioni multimodali a lunga distanza del 2%, con il trasporto ferroviario che cresce del 3%. Ciò potrebbe generare variazioni in termini di servizi forniti negli hub, con un miglioramento dell’accessibilità in alcuni piccoli aeroporti e la funzionalità dei nodi ferroviari (scenario C). Analizzando le variazioni che si generano sulla ripartizione modale del traffico, è utile evidenziare che nelle connessioni su lunga distanza la quota del trasporto stradale si attesta al 73%, la modalità ferroviaria si rivela molto limitata con il 3% mentre quella aerea risulta del 24%.

Impatto complessivo sulla rete UE

La riduzione dei costi d’interconnessione comporta una diminuzione del volume globale di collegamenti: nello specifico, il tragitto medio per ogni singola catena di trasporto sostanzialmente si ridimensiona, anche se non vi è un trasferimento netto da quelle più brevi a quelle più lunghe. Inoltre, vi è un sensibile passaggio dalla quota di trasporto stradale a quella ferroviaria anche se la modalità che ne trae il maggior incremento è quella aerea, grazie, principalmente, al potenziamento delle connessioni fra i nodi di smistamento.

Un miglioramento rilevante è registrabile nelle catene multimodali, implicabile principalmente al relativo passaggio all’intermodalità.

Per ciò che concerne la compatibilità ambientale delle infrastrutture si registra un aumento dello 0,9% delle emissioni di CO2 nello scenario in cui si applica una riduzione dei costi generalizzata in tutte le modalità (scenario A), mentre si delinea una riduzione dello 0,5% nell’analisi di sensibilità in cui si privilegiano gli interventi sull’infrastruttura ferroviaria.

Conclusioni

L’evoluzione del sistema trasportistico può fornire vantaggi sia in termini di tempi di percorrenza che di efficienza. La valutazione e l’analisi della pianificazione a livello europeo mostra che, apportare una nuova generazione infrastrutturale di collegamenti e tecnologie relative alle catene multimodali, porterebbe ad una sostanziale riduzione dei costi e dei tempi di percorrenza lungo le arterie di connessione sia a livello globale che regionale.

È da specificare però, che per ottenere anche dei vantaggi rilevanti in termini di sostenibilità ambientale e quindi, di riduzione delle emissioni, il settore da sviluppare e implementare è quello ferroviario. In generale, risulta di primaria importanza completare i collegamenti mancanti in molte zone dislocate sul territorio UE, e potenziare i terminal di rete sia per l’accesso locale che per quello a lunga distanza.