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Il Risk Management nel contesto italiano

L’importanza della valutazione quantitativa del rischio per le infrastrutture nell’informed decision-making process

sfondo cineas

Quando parliamo di Risk Management delle infrastrutture dobbiamo, per prima cosa, partire dal contesto italiano.

Il nostro Paese, infatti, è fortemente infrastrutturato per le sue caratteristiche geomorfologiche e socio-economiche, tuttavia gli investimenti per la manutenzione sono ancora molto ridotti e questo, naturalmente, mette l’intero sistema ad alto rischio.

La valutazione del rischio delle infrastrutture è un aspetto estremamente importante perché rappresenta uno strumento indispensabile per prendere decisioni ponderate. 

Come si valuta il rischio?

Occorre, innanzitutto, fare un’analisi probabilistica per tradurre, in termini quantitativi/monetari, le conseguenze di un evento probabile, anche se raro.

Le decisioni basate sulla valutazione del rischio costituiscono il processo di gestione del rischio, ossia di un processo razionale di pianificazione delle risorse e degli investimenti.

La valutazione quantitativa del rischio si basa su una metodologia consolidata ed universale per tanti tipi di eventi o contesti, ma è importante che essa sia adattata caso per caso in funzione degli obiettivi dell’analisi, delle caratteristiche dei target (beni) e degli eventi considerati.

In questo senso, è necessario:

  • determinare la pericolosità (anche chiamata hazard) e cioè identificare l’evento che può causare un danno e stimare la sua probabilità in funzione della sua intensità;
  • quantificare la vulnerabilità di un determinato bene esposto a quell’evento, ossia stimare il grado di danneggiamento che il bene può subire in funzione di diversi livelli di intensità dell’evento dannoso;
  • stimare il valore del bene esposto in base ad un definito criterio di valorizzazione;
  • combinare i tre fattori – pericolosità, vulnerabilità ed esposizione – per determinare il rischio, calcolando le probabilità dei diversi valori di danno che può essere rappresentata con una curva, definita curva del rischio.
Cineas
1. (photo credit: www.digital4.biz)

Le caratteristiche delle infrastrutture da tenere in considerazione per la valutazione del rischio

Ai fini della valutazione del rischio, sono due le caratteristiche delle infrastrutture che devono sempre essere tenute in considerazione.

La prima è legata al valore del servizio che le infrastrutture svolgono e che supera di gran lunga il loro valore materiale: valutare solo la perdita economica generata, ad esempio, dal mero crollo della struttura e dalla necessità della sua messa a nuovo, significa perdere di vista il contesto e questo è sbagliato.

La seconda, invece, è legata alla loro caratteristica costruttiva di rete: ogni singola opera è solo un pezzettino di un sistema che è molto più ampio e quindi i fattori del rischio (pericolosità, vulnerabilità ed esposizione) vanno sempre considerati non puntualmente, ma per l’intero sistema.

Dobbiamo cambiare il punto di vista: l’obiettivo delle analisi, infatti, non è valutare la potenziale perdita del bene (opera), ma la perdita generata al “sistema”, ovvero a tutti quei beni e persone che si servono dell’opera.

E questo cambia radicalmente lo scenario perché all’interno di una rete tutti i nodi (opere, utenti o beni) sono collegati tra loro e la loro vulnerabilità non è solo quella del danneggiamento diretto, ma include anche la riduzione del servizio ed il danno generato a cascata su tutti gli altri elementi.

Il rischio di crollo di una infrastruttura, in altre parole, include non solo il danno direttamente generato da un evento pericoloso (quello che abbiamo definito “hazard”), ma tutte le conseguenze e i danni che si propagano nel sistema.

Cosa significa gestire il rischio delle infrastrutture?

Significa, prima di tutto, stimare il rischio generato al sistema servito dalle infrastrutture nel suo complesso mediante strumenti adeguati (modelli di rischio chiamati network-based o a grafo), prendere le decisioni sulla base di una valutazione quantitativa di tutti gli impatti di eventi pericolosi, fare una analisi costi-benefici

di tutte le opzioni di intervento, pianificare gli interventi sulla base delle analisi eseguite e monitorare ed aggiornare il rischio anche mediante strumenti innovativi (ad esempio, sensori in situ) e osservazioni disponibili da nuove piattaforme (ad esempio, da satelliti ovvero in remoto).

Avere a disposizione modelli di rischio è indispensabile per poter avere un criterio di dimensionamento e di progettazione delle infrastrutture che tenga conto dell’importanza dell’opera per il sistema (risk-based design), ma anche per poter prendere in considerazione gli effetti dei cambiamenti climatici – sempre più influenti – che possono condizionare in modo significativo la pericolosità, ovvero la frequenza e l’intensità di eventi dannosi.

Un altro aspetto fondamentale molto spesso sottovalutato è inoltre la programmazione della manutenzione delle opere che può aumentare il rischio derivante da un evento pericoloso. La scarsa manutenzione, infatti, influenza la vulnerabilità delle infrastrutture.

Attuare mediante l’analisi del rischio un processo di decision-making, in sintesi, significa tradurre eventi incerti – ma probabili – in quantità economiche confrontabili e quindi consentire di fare scelte ponderate anche a coloro che non hanno competenze tecniche, ma responsabilità amministrative o politiche e che quindi devono essere in grado, attraverso modelli, di prendere decisioni corrette e coerenti.

Risk Management
2. Quando parliamo di Risk Management delle infrastrutture dobbiamo, per prima cosa, partire dal contesto italiano

Il Master Cineas in Risk Management delle infrastrutture

Il Cineas – Consorzio no profit fondato dal Politecnico di Milano nel 1987, specializzato nella gestione dei rischi e dei sinistri – eroga per il secondo anno il Master in Risk Management delle Infrastrutture, per offrire agli operatori del settore un percorso di formazione, di aggiornamento e di innovazione delle competenze sulla manutenzione delle infrastrutture.

Il percorso specialistico affronta la gestione dei rischi delle infrastrutture dal punto di vista tecnico, ingegneristico, finanziario, giuridico e assicurativo.

Il Master mira a formare il Professionista coinvolto nella manutenzione delle infrastrutture singole o di rete perché possa essere consapevole della globalità dei rischi a cui le infrastrutture sono esposte, essere capace di mitigare il rischio attraverso le tecniche più innovative di monitoraggio e di Risk Management ed essere in grado di gestire un eventuale sinistro.

Il Corso si rivolge a Professionisti che operano nel settore delle infrastrutture e che ne gestiscono la manutenzione, in Società private o pubbliche, oltre a professionisti del settore assicurativo, della consulenza e peritale.

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