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L’appello di Uggé a Draghi: “Resti per difenderci da chi ha voluto mettere in difficoltà il Paese”

(Come riportato da “Stradafacendo”)
Sono milioni gli italiani (quelli che sanno riconoscere il valore di una persona e la sua credibilità nel mondo e che non vogliono arrendersi al fatto che pochi improvvisati  della politica per garantirsi una poltrona mandino a fondo il Paese, con la crisi di Governo che è costata, in poche ore 20 miliardi di euro “bruciati” da  un fiume di risparmiatori corsi a vendere i propri titoli di Stato per paura di subire dei danni) che potendo invierebbero personalmente  un appello a Mario Draghi perché resti alla guida del Governo.

Fra questi c’è anche Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto, che il suo appello al presidente del Consiglio dimissionario l’ha inviato, e reso pubblico, scrivendolo nel suo “Punto”, la rubrica settimanale postata sul sito di Conftrasporto.

Un appello fatto, scrive Paolo Uggè, “non solo come presidente di una delle parti sociali ma anche da ex componente delle Istituzioni, come Sottosegretario ai trasporti” con l’augurio che venga accolto perché ”non lo meritano il Paese, la sua gente e le imprese” e perché “chi ha aperto una crisi in uno dei momenti più difficili della nostra storia non merita di avere la soddisfazione di essere riuscito a mettere in difficoltà il Paese”.

Concetti che probabilmente condividono in milioni di cittadini. “Ci mancava solo la crisi di Governo con le dimissioni del Presidente del Consiglio al quale rivolgo un appello affinché rimanga, per favore, alla guida del Paese”, scrive Paolo Uggè, che ha ricevuto la doccia gelata della notizia della crisi di Governo appena poche ore dopo aver avuto una notizia invece estremamente positiva: la conferma definitiva del semaforo verde agli aiuti, per un valore di 500 milioni di euro, al mondo dell’autotrasporto, che, ha ribadito una volta di più nel suo “Punto” “vive ancor più momenti difficili”.

Una boccata d’ossigeno vitale per la categoria, perché, prosegue sempre il presidente di Fai Conftrasporto, “a chi sa far di conto non sfuggirà che le risorse destinate non sono irrilevanti” pur rappresentando solo un primo risultato del “confronto che deve continuare ora anche sul tavolo delle regole e sul malfunzionamento degli uffici periferici del ministero”.

Problemi sul tavolo da troppo tempo ai quali ora se ne è aggiunto uno che rischia di risultare devastante per il Paese: l’addio annunciato da Mario Draghi. Al quale Paolo Uggè (parlando probabilmente a nome di moltissimi imprenditori del settore) rivolge un invito:” per favore, rimanga”. E con un altro invito (ma sarebbe meglio dire denuncia) rivolta invece a chi, alla guida di un’associazione di categoria minore, “in modo poco responsabile, visto anche il momento critico, sta portando avanti un’azione di protesta”.

Pronto a fermare i Tir con l’Esecutivo dimissionario. Un’altra immagine dell’Italia peggiore, di quella che, per i propri interessi, invece di pensare al bene di tutti i è disposta a mandare tutto all’aria? “Il Paese sta vivendo un momento difficile, evitiamo di implementare le difficoltà e diamo una dimostrazione di responsabilità”, è l’ultimo appello del presidente di Fai Conftrasporto.

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