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Ripartenza, cosa cambia: idee e progetti per il futuro dei trasporti

(come riportato su Le Strade dell’Informazione)

Dopo il lockdown si stima che circolerà solamente il 15% dei passeggeri pre-Covid. L’obiettivo è puntare all’uso dei mezzi privati, dagli scooter alle bici

Un’analisi e una mappatura molto dettagliate di Leonard Berberi e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera mettono in luce gli sviluppi della cosiddetta “fase 2” dei trasporti. Secondo quanto riferito dal quotidiano, al momento le aziende della mobilità stanno vagliando e studiando tutte le possibilità: dal trasporto urbano e suburbano a quello aereo, da quello autonomo lungo le infrastrutture stradali e autostradali a quello ferroviario.

Il mondo non sarà più, in ogni caso, quello che conoscevamo prima della pandemia: separatori in plexiglass, tende, percorsi imposti, segnaletica, tempi dilatati, mascherine, dispenser e posti a sedere obbligatori. Almeno per qualche mese.

O meglio: fino a quando non si troverà un vaccino. La cosiddetta “fase 2” dei trasporti è contenuta in decine di bozze dei gruppi di lavoro delle aziende del settore, basate sulle disposizioni del governo e ricche di numeri, soluzioni e scenari che lasciano intravedere anche costi ingenti.

Secondo la task force guidata da Vittorio Colao l’allentamento delle misure restrittive “mobiliterà al massimo 2,7 milioni di italiani”, persone che si aggiungono a quelle che hanno dovuto continuare a lavorare nella fase del lockdown. Colao infatti ha stimato che gli utenti dei trasporti saranno il 15% di quelli che si registravano prima dell’emergenza Covid-19.

Tra gli obiettivi c’è quello di incentivare l’uso di mezzi privati, come bici, scooter e veicoli aziendali. Le società dei trasporti si chiedono inoltre se l’idea dei diversi orari di ingresso verrà ufficializzata e se sarà la soluzione: cambieranno anche di conseguenza i tempi di attesa e di percorrenza.

Secondo la commissaria dell’Unione Europea ai Trasporti, Adina Valean, entro metà maggio saranno previste “le linee guida a cui stiamo lavorando sulla ripartenza dei viaggi all’interno della Ue: ci saranno dei principi orizzontali da rispettare, con dettagli diversi a seconda della modalità”. In primis “il distanziamento sociale, il fatto di dover indossare dei dispositivi protettivi, così come la disinfezione di aeroporti e velivoli”.

“Nella “fase 2” bisognerà attuare misure di mitigazione”, ha dichiarato Roberto Scaramella, partner della società di consulenza internazionale Oliver Wyman ed esperto di trasporti. Il calo dei flussi, secondo lui, potrebbe essere d’aiuto. “Da quello che abbiamo visto la propensione post-Covid a riprendere viaggi in Cina è molto bassa: oltre l’80% delle persone non intende ricominciare a muoversi fino alla completa risoluzione dell’emergenza sanitaria. È l’occasione — conclude — per accelerare sull’innovazione tecnologica e sulla biometria”.

In particolare, il trasporto ferroviario nella “fase 2” procederà su due fronti. Il primo, quello dell’Alta velocità e degli Intercity, proseguirà con le misure già introdotte come la prenotazione “a scacchiera” dei posti. Diverso è il ragionamento sui treni locali che dovranno tenere conto degli orari di ingresso negli uffici, oltre che dei flussi al netto dello smart working e di chi opterà per l’auto.

Anche se il trasporto aereo è quasi azzerato in Europa da oltre un mese (-87% di decolli rispetto all’anno scorso secondo Eurocontrol), compagnie e società di gestione degli aeroporti stanno già immaginando la “fase 2”. Le incognite non mancano. Una su tutte: l’assenza, per ora, da parte di Easa (l’Agenzia europea per la sicurezza aerea) di una normativa comunitaria.

L’Italia ha le norme più stringenti, che impongono ai vettori una distanza di almeno un metro tra i passeggeri (il posto centrale resta vuoto) e l’obbligo della mascherina. Aviointeriors, azienda italiana che realizza sedili, pensa che potrebbero essere utili soluzioni come barriere di plastica tra i posti o lo stravolgimento della disposizione dei sedili invertendo la poltroncina centrale.

In aeroporto, oltre ai termo scanner per la temperatura corporea, ai percorsi “a pettine” e alle pareti in plexiglass ci sarà un’accelerazione sul controllo elettronico, con l’estensione della tecnologia biometrica dal check-in all’imbarco.

Le regole delle metropolitane saranno simili a quelle dei treni, ma con la difficoltà dovuta al fatto che non sarà possibile stabilire prima quanti sono i posti venduti. Pertanto saranno adattati i sistemi di avviso su display che si trovano alle fermate per comunicare ai passeggeri se sarà possibile salire in carrozza oppure si dovrà attendere il convoglio successivo perché i posti a sedere sono terminati. Dove possibile si bloccherà la sbarra di ingresso fino all’arrivo del convoglio successivo, in modo che anche sulle banchine non ci sia pericolo di sovraffollamento.

Non sarà infatti possibile viaggiare in piedi e bisognerà occupare i sedili in modo alternato. Nelle stazioni dovranno essere previsti percorsi che impediscano ai passeggeri di stare troppo vicini e bisognerà fare la fila distanziati alle biglietterie così come ai tornelli.

Sugli autobus, oltre al potenziamento delle corse quotidiane, si potrà salire solo in caso di disponibilità di posti a sedere e mantenendo la distanza di un metro.

Alle fermate si dovrà stare in fila e si salirà soltanto dalla porta centrale, mentre i posti saranno ridotti del 40%.