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Trasporti, ancora al palo l’Agenzia che doveva occuparsi della sicurezza di strade e ferrovie

(come riportato da Maurizio Caprino su Edilizia e Territorio)

Inattuato il decreto Genova: pastoie procedurali e resistenze bloccano il nuovo organo di vigilanza

Pubblichiamo un articolo di Maurizio Caprino di Edilizia e Territorio sui controlli alle infrastrutture Previsti nel Decreto Genova.

La bufera che coinvolge Atlantia non poteva che arrivare da indagini giudiziarie: il sistema di controlli tecnici sulle strade previsto dopo il crollo del Ponte Morandi, a un anno dal decreto legge che lo ha disegnato, doveva essere determinante e invece è ancora fermo al palo.

Le intenzioni del governo Conte 1, che lo aveva introdotto fissando tempi di attuazione rapidissimi, si è infranto contro difficoltà procedurali. Ostacoli frutto anche di resistenze interne al ministero delle Infrastrutture (Mit).

Il decreto Genova (Dl 109/2018) ha previsto la costituzione di un’agenzia che si curi della sicurezza strutturale di strade e ferrovie (Ansfisa), avvalendosi anche di un nuovo archivio informatico integrato delle opere pubbliche (Ainop). Ad oggi, nulla di tutto ciò è operativo.

La questione più complicata riguarda l’Ansfisa, che poi probabilmente è anche lo strumento più importante per evitare fatti come quelli su cui indagano le Procure.

Dovrebbe garantire i controlli su ponti, gallerie ed elementi accessori (come giunti e guard-rail), andando per la prima volta a occuparsi di aspetti strutturali (prima lasciati ai gestori).

I controlli, da effettuare con parametri fissati dall’Agenzia stessa, dovrebbero anche verificare l’effettività delle spese dichiarate dai gestori.

L’Ansfisa ha competenza non sono su strade e autostrade, ma anche sulle ferrovie. Per questo il decreto prevede che incorpori l’Ansf (l’agenzia per la sicurezza ferroviaria). Uno degli ostacoli all’operatività dell’Ansfisa è proprio questa incorporazione.

Il 21 dicembre 2018, poco dopo la conversione in legge del decreto, la direzione dell’Ansf ha sollevato all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze la questione sul momento in cui la norma fa scattare il passaggio di competenze tra la vecchia struttura e la nuova: già alla nomina degli organi di Ansfisa o solo alla sua piena operatività? La risposta è stata che pareva preferibile la seconda opzione, ma si passava la palla a Roma, all’Avvocatura generale. Che già a fine gennaio ribaltava il parere della sede fiorentina, ritenendo quindi possibile che l’Ansfisa subentrasse gradualmente, man mano che i suoi uffici si popolassero col personale da scorporare da Ansf e Mit. Ma da allora nessuno ha preso una decisione definitiva e la questione è ora finita allo staff della neo-ministra Paola De Micheli, che non ha risposto alla domanda del Sole 24 Ore su cosa si intenda fare ora.

Nessuna risposta nemmeno su quando sia prevedibile che il Consiglio di Stato si pronunci sulle bozze dello statuto e del regolamento dell’Ansfisa, licenziata dal Mit in ritardo rispetto alle scadenze previste dal decreto Genova.

Quanto all’Ainop, la sua urgenza è testimoniata dal fatto che all’indomani del crollo del ponte Morandi il Governo aveva chiesto a tutti gli enti proprietari di strade di fornire entro 15 giorni tutti i dati sulle opere da loro gestiti. Risposero in pochi e in modo disomogeneo. Proprio per ottenere dati fruibili fu concepito l’Ainop. La sua versione beta è online dal 29 gennaio. Ma solo il 1° agosto il Mit ha ottenuto l’intesa preliminare, in Conferenza unificata, sullo schema di decreto per avviarlo. Ad oggi, l’Ainop non è realmente fruibile.