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La svolta green delle strade di Roma

Cams è impegnata nella promozione della svolta green nel settore delle infrastrutture stradali

Per prima Cams ha sviluppato un trituratore ad alimentazione completamente elettrica, oggi soluzione affermata in Europa e nel mondo e che trova consenso nelle Aziende più virtuose e attente sia all’efficienza che alla sostenibilità (https://camssrl.it/).

Ne sono un esempio alcuni Produttori di conglomerato bituminoso che, nel Lazio, hanno scelto Cams e il suo partner Betoncenter come fornitori di tecnologie innovative per il riciclo del fresato d’asfalto che, tra le altre qualità, rispondono pienamente ai requisiti di Industria 4.0.

Cams li ha incontrati assieme a Fabrizio Battisti, Direttore Commerciale di Betoncenter, nei loro siti produttivi.

Antonio e Fabrizio Battisti di Betoncenter
1. Antonio e Fabrizio Battisti di Betoncenter

Cams e Betoncenter, alleati nella promozione del riciclo dell’asfalto

Fondata nel 1982 dall’ancora oggi Presidente Antonio Battisti, Betoncenter inizia la sua attività promuovendo sul territorio laziale macchine stradali per trasporto e pompaggio calcestruzzo, costruzioni stradali e movimento terra, mantenendo il proprio core business sempre incentrato sul mondo dell’asfalto.

“Nel corso degli anni, con l’esperienza maturata nel settore, siamo stati tra i primi a portare attenzione all’esigenza di riciclare i materiali derivanti dalla manutenzione viaria e in Cams abbiamo trovato la tecnologia che si sposa alla perfezione con questa esigenza e completa la catena del valore nella produzione di asfalto” – afferma Fabrizio Battisti.

Paolacci Srl: non solo asfalto

Produttrice di conglomerati bituminosi dal 1997, la famiglia Paolacci impiega – al massimo delle percentuali concesse dai Capitolati – asfalto e inerte da riciclo nella produzione di nuovo materiale.

Abbiamo incontrato Fernando Paolacci nel suo cantiere a San Cesareo che ci ha raccontato cosa lo ha portato a scegliere Centauro L 120.56 di Cams.

“Il Centauro di Cams combina tre macchine – trituratore, vaglio e deferrizzatore magnetico – in una sola: questa soluzione consente di completare in un’unica fase tutte le operazioni di riciclaggio.

trituratore
2. Il Centauro L 120.56 utilizzato per il recupero di asfalto e inerti della Paolacci Srl

Inoltre, avendo sia un impianto di produzione di conglomerato, sia uno di inertizzazione, questa macchina garantisce alta versatilità di impiego permettendoci di lavorare con materiali riciclati in entrambi gli ambiti con elevati standard di qualità”.

Continua Paolacci parlando di ambiente: “Il nostro impianto è sorto in un’area industriale – originariamente confinavano soltanto terreni agricoli -, ma nel tempo abbiamo visto nascere numerose abitazioni; per questo siamo molto attenti, oltre che alla salvaguardia ambientale, anche al rispetto dei cittadini che risiedono nelle vicinanze.

Centauro ha un bassissimo impatto ambientale che Cams garantisce fornendo tutte le certificazioni relative alle emissioni”. Con numerosi sistemi brevettati a livello internazionale, Centauro L 120.56 è in grado di soddisfare le esigenze di versatilità e di raggiungere il massimo dell’efficienza sia nell’impiego con rifiuti da costruzione e demolizione, sia con fresato d’asfalto.

Capace di sfruttare lo sforzo di taglio durante la frantumazione, riduce il consumo energetico mentre la bassa velocità di rotazione degli alberi abbatte le emissioni acustiche e polverose, nonché l’usura dei componenti richiedendo pochissima manutenzione.

Grazie alla sua alimentazione ibrida, questo gigante del riciclaggio può funzionare sia tramite il motore termico utilizzato come generatore di corrente, sia in modalità totalmente elettrica garantendo ai suoi utilizzatori una tecnologia green. Oltre ad avere quindi un bassissimo consumo di carburante, il gruppo elettrogeno è in grado di ridistribuire energia elettrica al cantiere.

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3. L’impianto integrato totalmente elettrico della Cicchetti Appalti e Costruzioni

Ridurre la quantità di rifiuti conferiti in discarica tra le missioni della Cicchetti Appalti e Costruzioni

L’Azienda, fondata nel 1986 da Ennio Cicchetti e oggi amministrata dai figli Massimo e Fabio, è impegnata nello sviluppo di tecniche di produzione del conglomerato bituminoso con particolare attenzione all’ambiente, alla qualità dei prodotti e alla soddisfazione del Cliente.

Queste le esigenze che hanno portato la Cicchetti Appalti a scegliere un impianto Cams per la lavorazione del fresato di recupero da reimmettere nel nuovo ciclo produttivo. “Lavoravamo da tempo con l’asfalto di riciclo effettuando però solamente un processo di vagliatura, perché le tecnologie di frantumazione tradizionale alterano la curva granulometrica dell’inerte, non garantendo la qualità da noi richiesta.

Questa soluzione consentiva di utilizzare prodotti di riciclo grazie alla selezione dimensionale del materiale ma permetteva il riutilizzo del solo passante, costringendoci a conferire il sovramisura in discarica” – spiega Massimo e aggiunge che “a differenza delle macchine tradizionali, la tecnologia Cams non rompe l’aggregato ma lo sgrana, non alterandone la curva granulometrica originale e salvaguardando la qualità del prodotto”.

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4. Il granulatore secondario UCS 1200

Continua l’Ing. Andrea Trentini, Responsabile Commerciale di Cams, spiegando la scelta della soluzione proposta: “Alla Cicchetti Appalti e Costruzioni non vi era l’esigenza di spostare il macchinario all’interno del cantiere e per questo abbiamo suggerito l’installazione di un impianto su slitte, completamente elettrico, progettato ad hoc per garantire il risultato desiderato nella massima compattezza.

La soluzione sviluppata per il Cliente è composta da un trituratore primario UTS 1000 e un granulatore secondario modello UCS 1200. Grazie a un impianto di interconnessione integrata studiato dai nostri Progettisti, i due macchinari Cams e il vaglio già di proprietà Cicchetti comunicano tra loro per una maggiore resa produttiva, pienamente in ottica 4.0, pur non impedendone l’utilizzo autonomo qualora se ne presenti l’esigenza”.

Concludendo, Massimo Cicchetti spiega come la soluzione di Cams abbia consentito di raggiungere lo scopo di azzerare il conferimento in discarica: “Il trituratore primario come alimentazione per il nostro vaglio tratta i blocchi più grandi e il trituratore secondario riduce definitivamente il sovra-misura reimmettendolo nel ciclo di vagliatura. Questo ci consente di azzerare il materiale di scarto e reimpiegare tutto il fresato”.

L’impianto di recupero della Edil G.M.
5. L’impianto di recupero del fresato d’asfalto della Edil G.M.

Edil G.M.: saper cogliere le opportunità

In origine impegnata in lavori di urbanizzazione, nel 2014 la Edil G.M. Srl ha assorbito il settore della produzione di conglomerato bituminoso rilevando l’impianto esistente a Via della Magliana.

“Abbiamo affrontato una sfida importante rilevando l’impianto pur avendo pochissime nozioni riguardo l’asfalto – racconta Gianfranco Mandrelli, Amministratore dell’Azienda. Ci siamo letteralmente rimboccati le maniche, abbiamo acquisito le autorizzazioni necessarie e sostituito l’impianto esistente con un impianto di produzione di conglomerato completamente nuovo e che potesse impiegare asfalto riciclato in quantità importanti”.

La Edil G.M. ha uno dei parchi macchine Cams più versatili, che comprende un Centauro L 120.56 per le campagne mobili, un trituratore primario su slitte UTS 1000 e un granulatore secondario CTR 1200 (versione compatta di UCS 1200) per le lavorazioni all’interno del sito produttivo.

Il Centauro L 120.56
6. Il Centauro L 120.56 impiegato nel riciclo dell’asfalto

“Per poter utilizzare l’asfalto di recupero nella produzione di nuovo conglomerato è necessario lavorare il fresato in modo tale che non subisca alterazioni della curva granulometrica originale e che si conservi il più possibile il contenuto di bitume attorno all’aggregato – spiega Mandrelli.

Frantumando l’asfalto con una macchina tradizionale, l’aggregato al suo interno assorbe umidità con il tempo, che necessita di una grande quantità di energia per evaporare quando reimmessa all’interno dell’impianto di produzione del conglomerato bituminoso.

La tecnologia Cams, non rompendo l’aggregato, oltre a produrre meno fini rispetto alle macchine per la frantumazione tradizionali, garantisce la possibilità di conservare il 100% del contenuto di bitume, risorsa essenziale per l’efficienza economica dell’impianto in quanto esso stesso funge da impermeabilizzante per l’inerte e riduce inoltre la quantità di bitume vergine richiesta per produrre nuovo conglomerato”.

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