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Proseguono gli scavi nella galleria di Valico

Per il progetto unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, Webuild ha superato l’82% del totale degli scavi del progetto con un nuovo breakthrough nella galleria di Valico, la più lunga interamente in Italia

Il progetto unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova, un viaggio su una linea lunga 53 km (37 dei quali in galleria), è la linea ad alta capacità veloce che consente di potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa e, una volta realizzata, contemplerà la galleria ferroviaria più lunga d’Italia.

L’opera si inserisce all’interno del Corridoio europeo Reno-Alpi che prevede il potenziamento dell’asse ferroviario Genova-Basilea-Rotterdam/Anversa della rete TEN-T, il progetto europeo per collegare in modo efficiente le regioni europee più densamente popolate (si veda “Strade & Autostrade” n° 151 Gennaio/Febbraio 2022 a pag. 29 con https://www.stradeeautostrade.it/gallerie-e-tunnelling/i-minatori-del-terzo-millennio-nella-infrastruttura-piu-grande-del-paese/). 

Un momento della cerimonia
1. Un momento della cerimonia nel giorno di Santa Barbara

Lo stato avanzamento lavori

Allo stato attuale (Gennaio 2023), è stato superato l’82% del totale degli scavi realizzato dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con la Società di ingegneria Italferr e sotto l’egida del Commissario Straordinario di Governo, Calogero Mauceri.

È la milestone celebrata il 4 Dicembre 2022 con l’abbattimento del diaframma del binario dispari tra i cantieri di Polcevera e Cravasco della galleria di Valico (27.342 m). Tale risultato, che consente di mettere in comunicazione circa 30 km di tunnel già scavati in entrambi i sensi di marcia sul versante Sud del progetto, è stato ottenuto grazie a un sistema di produzione attivo 24 ore al giorno e sette giorni su sette, rendendo i cantieri della Liguria sempre più vicini a quelli del versante piemontese.

“È un onore e una grande emozione – ha dichiarato l’AD di Webuild, Pietro Salini – assistere al crollo di un’altra barriera in un progetto che può essere considerato il ponte sullo Stretto di Messina del Nord, un ponte virtuale straordinario che unisce le persone e le merci che dal porto di Genova viaggiano verso il resto d’Italia e d’Europa.

Abbiamo iniziato i lavori nel 2012 in un cantiere difficilissimo, in cui ogni giorno sono impegnate le migliori risorse e le migliori imprese dell’Italia. Grazie a loro abbiamo registrato un tasso di incidenti del 40% inferiore rispetto alla media nazionale, ma dobbiamo puntare a zero incidenti sul lavoro.

L’opera – ha proseguito Salini – avrà un impatto sulla capacità del porto di Genova di attirare flussi commerciali, e si unisce all’altra opera che avvieremo a breve con lo stesso obiettivo, la nuova Diga Foranea, fondamentale insieme al progetto unico per il potenziamento della logistica ligure e per accrescere la competitività dell’intero Paese” – ha concluso Salini.

Rilievi presso il cantiere Polcevera
2. Rilievi presso il cantiere Polcevera

Nuovo breakthrough, nuovo successo

Il breakthrough è avvenuto in occasione della festività di Santa Barbara, protettrice dei minatori e di tutti i lavoratori che realizzano tunnel o gallerie, una ricorrenza celebrata in cantiere da Monsignor Nicolò Anselmi, Vescovo Ausiliare di Genova e Vescovo eletto di Rimini, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del Commissario Straordinario per il progetto unico, Calogero Mauceri, del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, del Sindaco di Genova, Marco Bucci, di Pietro Salini, e dell’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane, Luigi Ferraris.

L’abbattimento è l’ultimo di una serie di milestone che, negli scorsi due anni, hanno portato al completamento degli scavi delle gallerie del Nodo di Genova.

Il Gruppo è impegnato nella realizzazione di quest’opera di mobilità sostenibile, la più imponente d’Italia, con 22 fronti di scavo tra Liguria e Piemonte, insieme ad oltre 5.000 persone e oltre 2.500 Aziende, piccole e medie (dirette e indirette), 900 quelle liguri-piemontesi, per contratti loro affidati per un valore complessivo di 3,8 miliardi di Euro.

La nuova linea AV/AC del Terzo Valico interessa 14 comuni nelle province di Genova e Alessandria. La tratta è costituita da tre gallerie naturali, di cui la più importante è la galleria di Valico in cui sono attivi contemporaneamente diversi fronti di scavo sia con metodologia in tradizionale (uso di esplosivo e/o martelli demolitori) sia in meccanizzato con TBM.

Il rivestimento al cantiere Polcevera
3. Al cantiere Polcevera, la realizzazione del rivestimento definitivo

Il Nodo di Genova: uno snodo fondamentale per i collegamenti tra il porto del Capoluogo ligure e il Nord Italia

Il potenziamento infrastrutturale del Nodo di Genova, opera strategica di connessione infrastrutturale alla nuova linea Alta Capacità, assicurerà il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il porto storico del Capoluogo ligure, permettendo il raccordo diretto per i treni merci in partenza e in arrivo dal porto, e permetterà di separare i flussi di traffico tra treni regionali e treni a lunga percorrenza con un incremento potenziale dell’offerta dei treni regionali e metropolitani.

Il porto di Genova diventerà un hub di accesso al Corridoio Reno Alpi, intercettando il traffico commerciale che dall’Estremo Oriente va all’Europa, con l’obiettivo di risparmiare circa cinque giorni di navigazione rispetto ai porti del Mare del Nord.

II progetto del nodo ferroviario di Genova correrà principalmente sottoterra e prevede la costruzione di tre gallerie naturali: la Nuova San Tomaso a binario singolo lunga 1.500 m, la Nuova Cristoforo Colombo lunga 1.409 m e l’ultima, la galleria Polcevera, lunga 2.167 m. Le gallerie ad oggi sono state tutte già completamente scavate e sono in corso le opere di finitura propedeutiche all’allestimento tecnologico ed impiantistico.

Gli scavi in galleria

La nuova linea ferroviaria ad alta capacità è un tracciato che si sviluppa in gran parte in sotterraneo. Partendo da Genova la prima tratta, il cosiddetto tunnel di Valico, sviluppa 27 km in galleria, che lo rendono il percorso ferroviario sotterraneo più lungo in Italia.

Se si considerano anche le ulteriori opere in sotterraneo, il progetto unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova prevede la costruzione di 90,7 km di tunnel.

Nel suo insieme, la linea è caratterizzata da due canne gemelle a singolo binario, all’interno delle quali i treni potranno raggiungere una velocità di 250 km/ora. La nuova linea sarà poi collegata alle linee esistenti attraverso quattro punti di innesto: l’interconnessione di Voltri, Genova (bivio Fegino), Novi Ligure e Tortona.

Il bivio Fegino
4. Il bivio Fegino

Rispetto al totale di 90,7 km di tunnel realizzati, 32,6 di questi vengono scavati con TBM e i restanti 58,1 con metodi tradizionali.

Nelle fasi di scavo, la complessità è duplice: da un lato, l’adozione di tecniche di scavo sofisticate e specifiche per le caratteristiche geologiche della montagna e, dall’altro, la gestione degli enormi volumi di smarino (le terre sciolte e i frammenti rocciosi provenienti dai lavori di scavo).

Le tecniche di scavo hanno quindi dovuto tenere conto delle caratteristiche variabili dell’ammasso che, almeno nel tratto ligure e del basso Piemonte, hanno caratteristiche geomeccaniche scadenti e hanno richiesto per le alte coperture di scavo l’adozione di metodi tradizionali (martello demolitore o esplosivo), e non della TBM.

Lungo l’intero tracciato, sono stati aperti cantieri che consentono di avanzare parallelamente su oltre 30 fronti di scavo, con un’attività ininterrotta.

Per garantire questi livelli di operatività, i cantieri si insediano e si adattano al territorio e alla sua conformazione: in un progetto esteso come il Terzo Valico, i cantieri vengono installati e adattati a contesti molto differenti tra loro, che variano da quello urbano a quello montuoso, passando per quello collinare o pianeggiante.

I principi dell’economia circolare tra le montagne liguri

Gli scavi nelle montagne, necessari per realizzare le gallerie del progetto, hanno comportato la raccolta di una quantità enorme di materiali di scavo, per i quali è stata studiata una complessa soluzione logistica per la loro gestione.

Sono state adottate soluzioni compatibili con l’ambiente in una ottica di economia circolare, attraverso la creazione di un sistema di nastri trasportatori, una linea nella linea, che permette di caricare gli inerti e trasportarli nel deposito.

Il cantiere Brignole
5. Il cantiere Brignole del Nodo di Genova

Ad esempio, per gestire il milione di metri cubi di materiali scavati, nel cantiere di Cravasco è stato realizzato un sistema di nastri trasportatori lungo 2 km in grado di trasportare fino a 800 t l’ora di materiale.

Un viaggio in parte spettacolare perché, proprio per via delle caratteristiche montuose del territorio, un tratto lungo 260 m è stato coperto con un flying belt, un nastro sospeso nel vuoto a un’altezza di 9 m dal suolo che consente il collegamento diretto tra l’area di cantiere e la cava.

In questo modo, lo smarino scavato è stato caricato sui nastri e trasportato direttamente al deposito finale, riducendo i trasporti su gomma e le relative emissioni in atmosfera.

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