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La galleria di Lonato del Garda

È in corso la realizzazione dell’opera ferroviaria più complessa e articolata della linea AV/AC Brescia Est-Verona

sfondo cepav

La linea ferroviaria AV/AC Brescia Est-Verona è un’importante tappa nella realizzazione del collegamento ferroviario AV/AC Milano-Verona e del Core Corridor TEN-T Mediterraneo che collega la Spagna al confine ucraino e che in Italia si estende da Torino a Trieste.

La realizzazione della linea AV/AC Milano-Verona è stata suddivisa in due lotti funzionali: AV/AC Treviglio-Brescia, in esercizio dal Dicembre 2016, e AV/AC Brescia Est-Verona, contrattualizzata nel Giugno 2018.

L’opera, in fase di realizzazione da parte di Cepav due, è stata commissionata da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, mentre l’Alta Sorveglianza e la Direzione Lavori sono state affidate a Italferr, entrambe Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Il Consorzio Cepav due è composto da Saipem, leader con il 59%, da Impresa Pizzarotti con circa il 27%, e Gruppo ICM con circa il 14%, tra le Imprese più significative e riconosciute del settore infrastrutturale del nostro Paese e a livello internazionale.

Cepav due
1. Il tracciato planimetrico

La nuova linea ferroviaria AV/AC Brescia Est-Verona si sviluppa per circa 48 km, iniziando il percorso nel comune di Mazzano, in provincia di Brescia, sino a raggiungere il comune di Verona nel lato occidentale con i nuovi binari e la nuova interconnessione di Verona Merci.

Il tracciato ferroviario attraversa tre regioni, due province, 11 comuni e si sviluppa per lo più in affiancamento alle infrastrutture esistenti nel territorio: 30 km circa in parallelo all’Autostrada A4 e 8 km circa in allineamento alla linea ferroviaria convenzionale.

Tra le opere principali si segnalano i sistemi gallerie:

  • il sistema galleria Lonato (lunghezza di 7.950 m) nel comune di Lonato del Garda (BS), l’opera più articolata del progetto;
  • i sistemi di gallerie del Frassino (lunghezza di 3.360 m) a Peschiera del Garda (VR);
  • la galleria San Giorgio (lunghezza di 3.708 m) nel comune di Sona (VR).

Il sistema galleria di Lonato del Garda

Il sistema galleria di Lonato del Garda è l’opera più complessa e articolata del progetto AV/AC Brescia Est-Verona.

Si sviluppa con trincee di approccio e di uscita, cui seguono due gallerie artificiali, quindi le singole canne delle gallerie naturali, realizzate in scavo meccanizzato tramite la fresa Martina, per una lunghezza complessiva di circa 7.950 m.

  • tunnel
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    2. La sezione tipo anello del tunnel
  • by-pass
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    3. La sezione tipo by-pass di sicurezza con tunnel affiancati
  • Pini Swiss Engineers
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    4. Vista 3D con segmenti anello
I dati tecnici del sistema

La galleria Lonato (codice opere GN02) è una galleria naturale a doppia canna a singolo binario avente una lunghezza di 4.782 m per il binario pari e di 4.748 m per il binario dispari. La galleria presenta un ricoprimento rispetto al piano campagna variabile tra 10 e 60 m circa.

Sono previsti due tratti di galleria artificiale (codice opere: GA06 e GA07, realizzati rispettivamente con scavo “Metodo Milano” e scavo “a cielo aperto” e successiva ricopertura) della lunghezza di circa 1,5 km a Ovest e a Est della galleria naturale.

Da un punto di vista geologico e geomorfologico la galleria è situata nell’anfiteatro morenico del Garda, si tratta di cordoni morenici a cui si interpongono piane fluvioglaciali originate dai corsi d’acqua che uscivano dai ghiacciai quaternari.

La granulometria dei depositi è variabile, piuttosto grossolana per i depositi morenici di cordone e più fine (limoso-sabbiose) per i depositi morenici di fondo. I depositi fluvioglaciali sono invece costituiti da ghiaie e sabbie in cui compaiono lenti più fini sabbioso-limose. I cordoni morenici e le pianure fluvioglaciali sono acquiferi complessi in cui sono presenti falde idriche locali e generalmente discontinue.

Lonato del Garda
5. Il sistema galleria di Lonato del Garda

La soluzione costruttiva adottata nel tratto naturale prevede lo scavo meccanizzato mediante l’impiego di una TBM-EPB scudata del diametro di circa 10 m con un rivestimento in conci prefabbricati dello spessore di 45 cm.

L’adozione di una EPB permette di operare in terreni sciolti sottofalda, evitandone, di fatto, il drenaggio, grazie al mantenimento della camera di scavo in pressione con cui si controbilanciano sia le spinte esterne del terreno sia la pressione dell’acqua interstiziale.

Inoltre, in coda allo scudo, si procede alla tempestiva messa in opera dell’anello in conci del rivestimento definitivo impermeabile grazie alla presenza di opportune guarnizioni progettate per resistere alla pressione dell’acqua, e alle iniezioni atte a garantire il riempimento dello spazio tra estradosso dei conci e profilo di scavo.

Nello specifico, sarà impiegata la TBM Martina, progettata e costruita ad hoc per Cepav due sia per rispondere ai requisiti di salvaguardia e rispetto dell’ambiente circostante, sia per attraversare le diverse e complesse stratificazioni geologiche del territorio e gestire l’eventuale presenza di blocchi erratici di grande diametro e operare efficientemente in presenza di falda freatica ad elevate pressioni in funzione dei diversi livelli di profondità.

  • AV/AC Brescia Est-Verona
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    6. Parte della fresa TBM Martina
  • AV/AC Treviglio-Brescia
    7 cepav
    7. I dati tecnici della fresa Martina

Terminato lo scavo della prima canna, all’imbocco Est, la fresa Martina verrà smontata e trasportata all’imbocco Ovest della galleria Lonato, ove una volta riassemblata proseguirà con lo scavo della seconda canna.

Per quanto riguarda i due tratti della galleria artificiale (codice opere: GA06 e GA07), eseguiti a cielo aperto, hanno una quota di scavo tale da non interferire con i livelli della falda.

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