Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Benzina e diesel a livelli record per conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina

Sono bloccate le forniture di greggio e prodotti raffinati dalla Russia

Con il Brent che punta spedito verso i 120 dollari e le quotazioni internazionali di benzina e gasolio ormai senza freno, questa mattina si registrano prezzi dei carburanti mai visti sulle strade italiane, oltre i livelli record toccati nell’estate del 2008, alla vigilia della grande crisi finanziaria, e tra il 2012 e il 2013.

In base a quanto rilevato da Staffetta Quotidiana oggi Eni ha aumentato di quattro centesimi al litro i prezzi di benzina e gasolio. Per IP aumento di due centesimi/litro su benzina e gasolio. Per Q8 un centesimo su benzina e gasolio. Per Tamoil tre centesimi su benzina e gasolio e due centesimi sul Gpl.

Il prezzo di un barile di petrolio Brent, il punto di riferimento per l’Europa, ha superato la soglia dei 119 dollari per la prima volta dal 2013, in mezzo alla crisi causata dall’invasione della Russia in Ucraina e dopo che l’Opec+ ha deciso di mantenere il previsto aumento graduale della produzione.

Il prezzo di un barile di greggio Brent di conseguenza ha raggiunto un massimo di 119,77 dollari, in aumento di quasi il 6%. Questa è la prima volta che il Brent ha superato la soglia dei 119 dollari al barile dal febbraio 2013 e il costo più alto del greggio di riferimento europeo dal 26 aprile 2012. Infatti, l’ultima volta che il greggio Brent ha superato i 120 dollari al barile era il 25 aprile 2012.