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Bere acqua, per viaggiare idratati e in sicurezza

(come riportato da Carlo Argeni su Le Strade dell’Informazione)

Bisogna farlo, ovviamente, prima di mettersi al volante

Il prevede sanzioni a carico di chi viene sorpreso a guidare in stato di ebbrezza. Lo sappiamo bene tutti, ormai. Ed è giusto sia così perché non si mette a rischio la propria e altrui vita con comportamenti privi di buonsenso.

Ma, a pensarci bene, può essere pericoloso anche il bere della “semplice” acqua quando si è al volante. D’altronde, svitare il tappo della bottiglia e il sorseggiare mentre si è alla guida comporta secondi di distrazione che è preferibile evitare. Abbassa, infatti, a fronte di una eventuale situazione di pericolo, i tempi di reazione.

Può, inoltre, comportare una sanzione amministrativa in quanto il Cds, al comma 2 dell’articolo 141, statuisce che “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Questo vale sia per gli automobilisti sia per i centauri.

Discorso diverso è bere prima di partire per una qualsiasi destinazione. Reidratarsi, soprattutto nelle giornate calde, rende più attenti e reattivi. La conferma è venuta pure da una ricerca effettuata dall’Università di Loughborough (Regno Unito). Nel 2015 hanno studiato quanto l’assunzione di acqua prima di mettersi in viaggio abbia effetti positivi sull’organismo.

Un primo test è stato effettuato con automobilisti che avevano assunto 200 ml di acqua ogni ora. E’ stato ripetuto, in un giorno diverso, concedendo ai volontari soltanto un sorso (25 ml), sempre al trascorrere di ogni ora. Il risultato è stato che i conducenti disidratati avevano commesso più del doppio degli errori: 47 in media nella prima simulazione, 101 nella seconda.

Un dato numerico e statistico simile a quello rilevato sui soggetti con tasso alcolemico oltre il limite consentito e su quelli sottoposti a privazione del sonno.