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Autostrade, la difesa del nuovo a.d. Tomasi: “Azzerati i vecchi manager e raddoppiate le spese di manutenzione”

Photo credit: TGCOM24

(come riportato da TGCOM24)

Dopo il terremoto su Aspi che ha portato a tre arresti e altrettante misure interdittive tra ex vertici e attuali dirigenti, Cancelleri avverte: “I Benetton escano dallʼazionariato o sarà revoca della concessione”

Via tutti i manager della prima linea di Autostrade, nessun rapporto con l’ex a.d. Castellucci da settembre 2019, quando lasciò l’azienda, e un grande piano di manutenzioni.

Il nuovo amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi spiega così la sua nuova gestione della società, prendendo le distanze dai vecchi vertici, e assicura: “Noi siamo tranquilli per la trasparenza delle azioni che abbiamo messo in campo”. 

Tomasi: “Subito sospesi i due tecnici coinvolti” – Nella sua intervista al “Corriere della Sera”, Tomasi dice di venire “da una scuola, quella dell’Enel, ispirata a criteri di rigore etico” e assicura di non essere “legato da rapporti personali” sottolineando che i due dipendenti di Autostrade destinatari delle misure interdittive sono stati “immediatamente sospesi”.  

E poi elenca le misure messe in campo. “Nel 2019 – dice – abbiamo speso 400 milioni in attività di manutenzione, nel 2020 arriveremo a un consuntivo di 650 milioni più che raddoppiando il valore di spese della gestione precedente. Nel 2021 ne spenderemo 600 conservando gli standard di manutenzione definiti insieme al Mit”. 

Cancelleri: via i Benetton o sarà revoca – In merito al controllo della società, il viceministro per le Infrastrutture Giancarlo Cancelleri dice a Repubblica: “Io spero che entro la fine del mese si concluda la trattativa tra Aspi e Cassa depositi e prestiti per estromettere definitivamente Atlantia. Se ci saranno ulteriori ritardi, Conte non potrà che valutare la revoca della concessione ad Autostrade”. 

L’a.d.: “Da fine 2019 è scattato il piano sicurezza” – Sul fronte degli interventi di sicurezza Tomasi garantisce poi che “il piano generale di controlli su tutta la rete permette oggi di escludere rischi. Le barriere sono state completamente messe in sicurezza tra fine 2019 e gennaio

2020. E’ stato avviato il piano di sostituzione, vale 170 milioni di euro già stanziati dal Consiglio di amministrazione lo scorso aprile”. Un piano, sottolinea, “a esclusivo carico di Aspi, che non peserà sui pedaggi”.  

Sul fronte dividendi e soci, che sono gli stessi della gestione Castellucci, sottolinea: “Dalle intercettazioni si evince come l’approccio della nuova gestione sulla cura della rete sia rigoroso. Abbiamo rivoluzionato i sistemi di controllo, monitoraggio e manutenzione di ponti, viadotti e gallerie. Abbiamo raddoppiato le spese di manutenzione”. 

Il sistema delle ispezioni è stato profondamente modificato inserendo “assessori esterni” e coinvolgendo “i principali istituti universitari per una collaborazione fattiva con la nostra società di ingegneria Tecne, che si occuperà di progettazione e direzione dei lavori”.