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In giugno male il mercato dell’auto in Europa e in Italia

In una nota di Andrea Zaghi si legge che il mercato dell’auto perde colpi, sia in Europa che in Italia.

Non bene anche l’andamento dei primi sei mesi del 2019

A giugno, infatti, le compravendite di veicoli in Europa sono scese del 7,9% rispetto allo stesso mese del 2018 e il primo semestre 2019 si chiude con 8.426.194 auto vendute, in calo del 3,1%. In Italia, invece, il calo registrato è stato del 2,08% in meno dello stesso mese del 2018, mentre chiude in rosso anche il primo semestre con 1.082.197 immatricolazioni, pari a una flessione del 3,52% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A mettere in fila i numeri dei mercati auto nazionale ed internazionale sono stati i diversi osservatori del settore.

I 5 maggiori mercati che valgono il 72% delle immatricolazioni – ha spiegato il Centro Studi Promotor – accusano un calo del 5,6% in giugno e del 2,2% nel semestre. Il miglior risultato è quello della Germania che perde il 4,7% in giugno, ma nel semestre cresce dello 0,5% toccando il livello massimo del decennio. Decisamente peggiori i risultati del Regno Unito (-4,9% in giugno e -3,4% nel semestre), della Francia (-8,4% e -1,8%) e dell’Italia (-2,1% e -3,5%). Il peggior risultato è quello della Spagna (-8,3% e 5,7%). Per il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, hanno pesato “la debolezza del quadro congiunturale e, soprattutto, la crisi del diesel, compensata soltanto in parte dall’acquisto di auto a benzina o ad alimentazione alternativa”. Secondo l’Anfia, invece, il calo del mercato europeo “può essere attribuito al calendario: in media giugno 2019 ha contato 19 giorni lavorativi in tutta l’Ue contro i 21 di giugno 2018”, mentre l’Unrae, l’associazione delle case europee, ha ricordato che l’Acea ha rivisto le previsioni del 2019 al ribasso dell’1%, con un volume di poco oltre 15.000.000 di unità e che l’incertezza aumenta se si guarda al 2020 per “i restrittivi target sulle emissioni di CO2, che entreranno in vigore l’anno prossimo”.

Per quanto riguarda l’Italia, comunque, è stato registrato un piccolo record, dovuto anche all’ecobonus – ha spiegato il presidente dell’Anfia, Paolo Scudieri – per le auto elettriche in termini di unità vendute (1.456) e di quota di mercato (0,8%), con volumi più che triplicati rispetto a giugno 2018. In questo modo, questo tipo di veicoli nel primo semestre ha superato le 5.000 unità, più del doppio rispetto a un anno fa. In forte calo il diesel con -22,6% che, depurato dal noleggio, sarebbe pari a -31,5%.

Ciò che più conta, tuttavia, sono le previsioni per il futuro. Ma secondo il Centro Studi Promotor “non ci sono le condizioni per una ripresa nel secondo semestre”. Il 48% dei concessionari si attende la domanda in calo nei prossimi mesi, mentre per il 50% le vendite si manterranno stabili sui bassi livelli attuali. Influiscono – ha osservato il presidente Gian primo Quagliano – il quadro economico, ma anche fattori negativi specifici del comparto come la fine nel 2019 del sostegno dei super-ammortamenti e la demonizzazione del diesel.

Mentre Michele Crisci, presidente dell’Unrae, ha sottolineato che una revisione più generale della fiscalità dell’auto può determinare un veloce rinnovo del parco circolante, intervenendo sui veicoli più anziani e quindi più inquinanti e meno sicuri, senza penalizzare i veicoli di ultima generazione, innovativi e puliti”.