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Tutti i ritardi del Terzo Valico: dall’inchiesta Cociv, al Cipe, all’analisi costi-benefici

Si ringrazia lo Staff de “Il Corriere della sera” per l’immagine pubblicata.

Pubblichiamo integralmente una attenta analisi apparsa su Edilizia e Territorio a firma di Alessandro Arona sulla realizzazione del Terzo Valico dei Giovi.

Continuano a slittare i tempi di realizzazione del Terzo Valico dei Giovi (6,158 miliardi di euro, nuova linea ferroviaria da 53 km tra Genova e Novi Ligure/Tortona, collegamento con le linee per Torino , Milano e il Novara/Sempione).

L’analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture è tecnicamente conclusa, e il responso sulla continuazione dell’opera dovrebbe essere positivo (tenendo conto dei costi già sostenuti e dei costi per le revoche contrattuali e i risarcimenti danni, la restituzione dei fondi Ue e il ripristino dei luoghi), ma il ministro Danilo Toninelli non ha ancora scelto modi e tempi della comunicazione (per evidenti questioni politiche) e dunque il 5° lotto costruttivo, autorizzato dal Cipe con delibera 22 dicembre 2017 andata in Gazzetta il 27 luglio scorso, è ancora congelato.

A settembre era attesa la contrattualizzazione con Cociv, e il cronoprogramma allegato alla delibera prevedeva già per quest’anno una spesa di 129 milioni.

Sono a rischio ritardo – se alla fine si deciderà di andare avanti con l’opera – anche i tempi di avvio del 6° e ultimo lotto costruttivo: il cronoprogramma, per rispettare il termine di fine lavori oggi fissato al 31 marzo 2023, stabilisce che i 791 milioni di euro siano disponibili per marzo 2019, il che significa delibera Cipe entro settembre/ottobre 2018.

TUTTI I RITARDI
I ritardi accumulati sul Terzo Valico non sono d’altra parte nuovi. L’approvazione del progetto definitivo risale alla delibera Cipe 80/2006, ma l’avvio effettivo dell’opera avviene solo con la delibera 84/2010 che autorizza il primo lotto costruttivo: il termine dei lavori è fissato al febbraio 2019.

I ritardi dei primi anni nella definizione dei piani di smaltimento delle terre e i ritardi nei finanziamenti costringono però il Cipe con la delibera 56/2015, a spostare il “fine lavori” all’aprile 2021.

Con la delibera 42/2016 il termine contrattuale di ultimazione dell’opera è stato ridefinito al 18 dicembre 2021.

Poi nell’autunno 2016 arriva l’inchiesta sulle presunte corruzioni nel consorzio Cociv (a guida Salini Impregilo), con conseguenti blocchi dei contratti con imprese terze e mancato avvio dei cantieri previsti. Poi nel marzo 2017 la nomina del commissario di governo Marco Rettighieri e a maggio la direzione lavori passata a Rfi rimettono in moto l’opera, con sei bandi rimessi in pista tra aprile 2017 e febbraio 2018.

Circa un anno è però andato perso e la delibera Cipe 22/12/2017, n. 82, non può che prenderne atto, spostando il termine di fine lavori dal dicembre 2021 al 31 marzo 2023.

La delibera 82/2017, nell’autorizzare il 5° lotto costruttivo da 1.508 milioni di euro, prevede nel crono che lo stesso lotto parta come consegna lavori nel maggio 2018: termine sforato di almeno sei mesi, prima per i ritardi nella registrazione della delibera (in Gazzetta solo il 27 luglio) e poi per l’analisi costi-benefici, che su pressing (di fatto) del Ministro Toninelli ha indotto Rfi a non firmare l’addendum contrattuale con Cociv, che vista la presenza del commissario di governo sarebbe in sostanza stato poco più di un “ atto dovuto”.

Ora rischiano di aggiungersi i ritardi sul 6° lotto, che infatti la Regione Liguria e gli enti locali genovesi avrebbero voluto inserire già nel Dl Genova.

STATO DI AVANZAMENTO
L’ultimo dato ufficiale, dal sito del commissario di governo Iolanda Romano (il commissario di “accompagnamento” nei rapporti con territorio ed enti locali), segnala ad agosto 2018 un avanzamento complessivo dell’opera pari al 26,35%, dunque 1.622 milioni di euro spesi.
In particolare: a) Spesi 220 milioni per attività pregresse (progettazione, studi, etc.); 1)
Primo lotto costruttivo, 500 milioni di euro, inizio lavori: 2012, fine lavori prevista: 2018, avanzamento a fine luglio 2018: 84,85 %424 milioni; 2) Secondo lotto costruttivo: 860 milioni, Inizio lavori: 2013, Fine lavori: 2019, Avanzamento a fine luglio 2018: 63,64 %, pari a 547,3 mln; 3) Terzo lotto costruttivo: 607 milioni di euro, Inizio lavori: 2016, Fine lavori: 2020, Avanzamento a fine luglio 2018: 22,61 %, pari a 137,3 mln; 4) Quarto lotto costruttivo
1.630 milioni di euro, Inizio lavori: 2017, Fine lavori: 2021, Avanzamento a fine luglio 2018: 20,06 %, pari a 327 milioi; 5) Quinto lotto costruttivo: 1.508 milioni di euro, Inizio lavori previsto: 2018, Fine lavori previsto: 2022; 6) Sesto lotto costruttivo: 833 milioni di euro, Inizio lavori: 2019, Fine lavori: 2023.

Ad agosto l’opera era dunque a una spesa cumulata di 1.622 milioni, mentre il cronoprogramma di fine 2017 prevedeva di arrivare a fine 2018 a 1.918 milioni. Si arriverà probabilmente a qualcosa di meno, verrano cioè a mancare i 129 milioni previsti dall’avvio del 5° lotto (che non è ancora partito).

LAVORATORI
Al momento – spiegano i sindacati – sono al lavoro sul Terzo Valico 2.400 lavoratori edili, che valgono circa tre volte tanto (circa 7.000 persone) considerando l’indotto. A regime dovrebbero quasi raddoppiare.
Il sito del commissario Romano dà numeri più bassi: oggi 1.900 persone, che tra fine 2018 e inizio 2019 diventeranno 2.500.