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Il governatore: “Io lo avrei fatto ricostruire ad Autostrade, ma rispettiamo la scelta diversa”

“È stata una nomina di buon senso, il sindaco è quello che conosce meglio il territorio e le esigenze della città. Adesso bisogna modificare il decreto in fase di conversione perché ci sono molti punti che ci lasciano perplessi, prima di tutto l’esclusione di alcune aziende che possono competere all’articolo 1″.

Così il presidente ligure e commissario per l’emergenza Ponte Morandi, Giovanni Toti, a margine del convegno di Uiltrasporti a Milano, all’indomani della scelta di Marco Bucci come commissario per la ricostruzione.

Bucci, poche ore dopo l’annuncio di Conte, era stato chiaro: “Io mi atterrò scrupolosamente a quello che è prescritto nel decreto. Il Governo ha scritto chiaramente che Autostrade è fuori. Quindi vuol dire che chi non ha avuto a che fare con il ponte deve giocare la sua partita. Farò come funziona in un’azienda: il mio capo è il presidente del Consiglio”.

“I colpevoli che siano civili o penali non si stabiliscono per decreto ma per sentenza, nei paesi normali. Io avrei proceduto chiedendo ad Autostrade di rimediare il danno nel minor tempo possibile, pagandone il prezzo”, ribadisce Toti, che poi precisa: “Il Governo ha scelto strada diversa e noi siamo tenuti a rispettarla”.

Ma quello che il governatore chiede è la modifica del comma 7 dell’articolo 1 del decreto, quello che esclude espressamente dalla ricostruzione soggetti che abbiano una “partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali”.

Un passaggio che, secondo alcune interpretazioni, terrebbe fuori non solo Autostrade, ma potenzialmente un gran numero di società. “Normalmente le imprese che si occupano di costruire infrastrutture hanno contatti con società concessionarie, escluderle vorrebbe dire anche aprire la strada a ricorsi. Mi auguro che sull’articolo 1 arrivi una sintesi migliore per tutti”.

Bucci si è posto un termine di 16 mesi per finire il lavoro. “Spero che i tempi siano brevi. Ora bisogna mettere il sindaco Bucci nelle condizioni di lavorare. Ci auguriamo che i tempi vengano rispettati. Ieri Conte ha ribadito che il ponte verrà costruito entro il 2019. Lavoriamo tutti per questo obiettivo”.

“Ieri mi sembra che il commissario abbia detto che sul ruolo di Autostrade non si discute: il tema semmai è dare strumenti più agili. Ci saranno aggiustamenti tecnici nel decreto. Oggi abbiamo la possibilità di realizzare l’opera in tempi brevi e dare un segnale al Paese”. Così il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi.

La nomina del sindaco di Genova Marco Bucci come commissario alla ricostruzione del Ponte Morandi è “una buona notizia, accolta molto bene anche in città. E’ una persona capace che ha dimostrato in questi anni di far cambiare passo a Genova. Ora si tratta di avere gli strumenti e il tempo per fare una grande opera di ricostruzione che parta dal ponte e arrivi alla riorganizzazione di quella parte della città”.

Quanto ai tempi di ricostruzione “li stabilisce il commissario. Ieri ha dato delle date e mi auguro che quei tempi si possano rispettare, che ci possa essere presto il dissequestro del cantiere. La conversione del decreto è prevista il 22 di ottobre in Parlamento. Ieri lo abbiamo incardinato in commissione”.