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Anas, il governo non decide i nuovi vertici: assemblea Anas rinviata al 7 dicembre

La nomina dei nuovi vertici di Anas è rimandata in seconda convocazione a venerdì 7 dicembre. E’ quanto abbiamo appreso e letto su Edilizia e Territorio di oggi.

È andata ieri deserta l’assemblea convocata dall’Anas per la nomina dei nuovi vertici societari, dopo le dimissioni il 7 novembre scorso dell’amministratore delegato Gianni Armani e di tutto il consiglio di amministrazione.

Dimissioni chieste dal Governo, in primis dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, per marcare una discontinuità rispetto all’epoca della integrazione di Anas in FS, decisa dal precedente Governo e operativa da gennaio 2018.

L’esecutivo Conte – che considera l’integrazione una scelta sbagliata – non ha ancora deciso i nomi per il nuovo vertice Anas.

La società è tuttora controllata da FS, dunque spetta formalmente al Consiglio di amministrazione di FS Italiane (controllata al 100% dallo Stato) indicare i nomi: ieri il Cda non ha dato indicazioni, dunque oggi il rappresentante di FS (azionista di Anas al 100%) non si presenterà nella sede Anas per l’assemblea e questa sarà aggiornata al 7 dicembre in seconda convocazione.

Il Ministro Toninelli aveva detto che i nuovi vertici sarebbero stati scelti entro pochi giorni, ma la discussione è ancora aperta all’interno della maggioranza gialloverde.

Il nome più quotato resta quello di Ugo Dibennardo, 50 anni, catanese, ingegnere civile, attuale direttore Operations e coordinamento territoriale di Anas (di fatto direttore investimenti), assunto all’Anas per concorso nel 1998 e da allora responsabile operativo e dirigenziale in quasi tutti i ruoli chiave aziendali, arrivato ai vertici dirigenziali dal 2015 nell’era Armani (quest’ultimo era invece un “esterno”, proveniente da Terna).

Sembrava fatta su Dibbennardo, specie dopo la richiesta del sindaco di Roma Virginia Raggi di non togliere dai vertici Atac Paolo Simioni, altro nome “papabile” (58 anni, padovano, ingegnere civile, prima dell’Atac amministratore delegato delle società aeroportuali di Venezia e Treviso, esperienze manageriali anche nel settore costruzioni).

Tra gli altri nomi che circolano quello di Stefano Granati, anch’esso dirigente Anas, potente condirettore generale dal 2006 al 2013, nell’era di Pietro Ciucci, accantonato da Armani dal 2015 in ruoli marginali. Sarebbe un grande ritorno al passato.