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Ferraris: “Raddoppio nel trasporto merci e nodo genovese pronto in due anni”

(Come riportato da “Le Strade dell’Informazione”)

L’ad del Gruppo FS a tutto campo in due interviste rilasciate a La Stampa e Il Secolo XIX

Luigi Ferraris, ad del Gruppo Fs, spiega, in due interviste rilasciate a La Stampa e Il Secolo XIX, i piani per potenziare la capacità sia per il trasporto dei passeggeri che delle merci.  

Nella prima, afferma che: “Con il Terzo Valico e il quadruplicamento della Tortona-Milano intorno al 2027 faremo la linea Genova-Milano in 52 minuti, ma il tunnel del Terzo Valico non è risolutivo, servono altre opere, occorre quadruplicare i binari tra Terzo Valico e Milano. Noi abbiamo deciso per un programma di investimenti con un orizzonte decennale, perché abbiamo di fronte un’occasione irripetibile.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) funge da impulso per gli investimenti strutturali. E teniamo conto che conviviamo con infrastrutture con una età spesso elevata, circa 70 anni. Solo sul trasporto ferroviario con il piano posto a regime andiamo ad allocare sulla rete circa 110 miliardi di euro. Questo significa che ci sarà un 20% di capacità disponibile in più come trasporto di merci, per esempio.

Un settore, quest’ultimo, dove siamo un fanalino di coda, con 10% rispetto al livello medio Ue più elevato. Se non facciamo nulla, 700/800mila veicoli finiranno sulle strade, creando problemi non solo di sostenibilità ma anche di traffico. Puntiamo dunque al raddoppio dei volumi delle merci sulla nostra rete.

Speriamo che anche altri operatori facciano lo stesso. Sarà inoltre molto importante il collegamento fra Nord e Sud del Paese, ma non solo. Anche su scala europea. Gli investimenti previsti ci permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza. Faccio un esempio: da Napoli a Bari ora siamo a 3 ore e 40 minuti, nel 2027 saremo a due ore”.

Sul fronte della sostenibilità, non ci sono dubbi: “Identificheremo le nostre aree non-core in modo da utilizzarle per sfruttare le opportunità con le fonti pulite. E collegarle alla rete ferroviaria con il solare. Il primo obiettivo a 4 anni è quello di generare circa 120MWh dalle queste aree, per il 40% di copertura.

Del resto, il treno è già ora sostenibile, perché va a trazione elettrica. E poi investiremo sui nuovi treni, più efficienti. Partiamo dall’infrastruttura di rete, che oggi è piuttosto congestionata. Ne deriva che ci sono dei colli di bottiglia, pensiamo a Roma e Milano. Bisogna decongestionare il traffico in arrivo nelle grandi stazioni.

Dobbiamo specializzarle, specie nelle cinture urbane, per evitare che ci siano ritardi. Poi, secondo elemento, bisogna agire sulla qualità a bordo. L’esperienza di viaggio deve essere più gradevole. Infine, il terzo fattore è la connettività a bordo, su cui stiamo lavorando per fornire un servizio via via migliore. Stiamo potenziando il segnale wi-fi nelle gallerie fra Bologna e Firenze, per ottenere almeno livello di connessione 4G, in modo da poter coprire integralmente i circa 17mila chilometri della nostra rete, per favorire il trasporto collettivo. È per questo che abbiamo programmato 1,6 miliardi di euro in investimento per la copertura integrale sul territorio nazionale. Abbiamo 2.200 stazioni, e tutte devono essere connesse per poter garantire ai passeggeri di lavorare durante i loro trasferimenti”.  

Sul Secolo XIX, Ferraris ha annunciato importanti novità che vertono su una certezza, attorno al 2027 si potrà arrivare a Milano dal capoluogo ligure in breve tempo: “Cinquantadue minuti. E l’ideale sarebbe iniziare a sviluppare una sorta di shuttle”. Intanto sul fronte del nodo ferroviario di Genova, Ferraris annuncia che, entro la fine di questo mese, verranno conclusi i lavori di tutte le gallerie. «Oggi siamo al 97%, fra fine luglio e i primi di agosto termineremo.

Poi bisogna procedere con tutte le attrezzature, la predisposizione delle linee: un percorso, questo, che si completerà entro il 2024”. Il piano industriale 2022/2023 lanciato da Ferrovie sta in due numeri chiave: 190 miliardi di investimenti, 40 mila assunzioni previste.

Intervistato dal direttore del quotidiano ligure, Luca Ubaldeschi l’amministratore delegato traccia i binari delle ferrovie del domani. Fra aumento della capacità della rete, sostenibilità, connettività sulle linee e il raggiungimento della “carbon neutrality” al 2040. Ovvero: con dieci anni d’anticipo rispetto agli obiettivi fissati dall’Europa.

«Abbiamo deciso di fare un piano con un orizzonte decennale proprio perché siamo in una fase storica irripetibile — afferma Ferraris — come ha evidenziato la viceministra Teresa Bellanova il Pnrr può fungere da impulso per ripartire con una stagione di investimenti importanti». Non c’è il timore per i tempi cupi che stiamo vivendo. Piuttosto, il vero nodo, anche per ferrovie, è la mancanza di manodopera e materie prime.

Le direttrici verso il futuro, per Ferrovie, sono due: «Conviviamo con infrastrutture che hanno, come età media, 70 anni. Questo sia per le ferrovie, sia per le autostrade — continua l’amministratore delegato di Ferrovie — dobbiamo investire nell’ottica di manutenzione straordinaria, di mantenimento e rafforzamento dell’esistente e di sviluppo di nuove capacità. Solo sulla rete ferroviaria investiremo 110 miliardi di euro».

L’obiettivo chiave? «Riuscire, alla fine di questi dieci anni, ad avere un 20 per cento in più di capacità disponibili per il trasporto sia dei passeggeri che delle merci. Queste ultime meritano un’attenzione particolare: oggi siamo un po’ il fanalino di coda, in Europa, se ragioniamo in termini di merce trasportata dal mondo ferroviario.

Siamo al 10 per cento, contro il 20 per cento della media europea e al 30 per cento di alcuni Paesi. Senza un’inversione di rotta rischiamo di avere per strada altri 700/800 mila veicoli commerciali, con tutte le conseguenze del caso anche sul traffico ordinario.

Noi raddoppieremo il trasporto merci su rotaia dal 10 al 20 per cento». Per la produzione di energia, secondo quanto si apprende, Ferrovie inizierà un massiccio lavoro sulle aree attigue alle stazioni, di proprietà ma non utilizzate: sono 30 milioni di metri quadrati di spazi e, con l’installazione di pannelli fotovoltaici, consentiranno di centrare la produzione «del 40 percento del nostro fabbisogno energetico».

Il futuro, non così distante, per Ferraris è con stazioni differenti: “Dobbiamo specializzare le stazioni, per esempio quelle dedicate all’alta velocità, per evitare sovrapposizioni e ritardi”.

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