Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Infrastrutture e ambiente Piano Colao: infrastrutture e ambiente volano del rilancio

(come riportato da HD Motori)

Vittorio Colao ha presentato il piano di rilancio del Paese, duramente colpito dalla crisi sanitaria, realizzato dalla sua task force voluta dal Governo italiano. Molte le tematiche affrontate tra cui quella della mobilità, del 5G e della rete in fibra ottica. Le infrastrutture e l’ambiente, secondo quando si legge nel documento, rappresenteranno il volano del rilancio. Entrando nello specifico, sono state fatte delle precise proposte per quanto riguarda il trasporto e la ciclabilità. Incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale (TPL) verso mezzi a basso impatto (es. ibrido, elettrico, biocombustibile, …).

Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti. Pianificare investimenti e finanziamenti a favore della ciclabilità, incentivando la creazione dell’infrastruttura ciclistica e incoraggiandone l’utilizzo. Il documento parte dal presupposto che, in Italia, i trasporti incidano per il 25-35% sulle emissioni di CO2. Alla data del 2018, il parco mezzi del trasporto pubblico locale mostra un’età media di 12-13 anni, mediamente diesel Euro 2/5. A confronto, in Europa la media è di 7-8 anni.

Inoltre, all’interno della direttiva Europa RED è fissato un obiettivo ben preciso e cioè di portare la penetrazione delle rinnovabili nel settore trasporti nel 2030 al 14%. Il piano PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) pone questo obiettivo al 22%. Il documento evidenzia che ci sia la necessità di dotare il Paese di un Piano Nazionale della Mobilità in coerenza con le disposizioni europee per una mobilità smart e sostenibile.

Partendo da questi presupposti, la task force guidata da Colao ha suggerito una serie di azioni specifiche. La prima è quella di incentivare la conversione delle flotte pubbliche verso mezzi a basso impatto. Il documento suggerisce la creazione di una direttiva nazionale per evitare la proliferazione di direttive differenti a livello locale.

La seconda azione proposta riguarda le infrastrutture per la mobilità sostenibile. In particolare, incentivare la crescita capillare delle stazioni di ricarica per le auto elettriche, anche private. Si suggerisce il sostegno per la creazione di un’infrastruttura ciclistica il cui utilizzo dovrà essere incoraggiato.

Il documento chiede di favorire lo sviluppo di Hub intermodali alle porte delle città, prevedendo parcheggi per privati e snodi del trasporto pubblico / piste ciclabili e chiusura al traffico privato dei centri urbani. A tutto questo si aggiunge la richiesta di incentivare l’utilizzo del car sharing, sia ad uso privato che aziendale, riservando spazi di parcheggio dedicati in posizioni strategiche, attraverso una modifica del Codice della Strada.

La terza azione riguarda i veicoli commerciali leggeri, promuovendo il rinnovo del parco circolante con mezzi a basso impatto come quelli ibridi ed elettrici. Una proposta che va in direzione delle aziende che si occupano di logistica e che operano all’interno dei centri delle città.

Infine, la quarta azione proposta riguarda la conversione verso i biocarburanti, i carburanti da rifiuto e i carburanti alternativi ad uso trasporto. In particolare, si propone di:

Prevedere incentivi per facilitare la conversione della filiera idrocarburi per uso trasporti verso i biocarburanti attraverso la chiusura e bonifica dei punti vendita;

Estendere durata e applicabilità degli incentivi per utilizzo di biocarburanti previsti dalla normativa in vigore;

Incentivare l’utilizzo dell’idrogeno come carburante per i trasporti, anche tramite il rilascio di certificati di immissione in consumo di biocarburanti.