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L’auto elettrica? È come la sòra Camilla: tutti la vogliono ma nessuno la piglia….

“L’auto elettrica? È come la sòra Camilla, che come recita un antico proverbio in romanesco “tutti vònno ma nissuno la pija” (tradotto: la signora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la prende).

Se è infatti vero che la donna protagonista del proverbio, Camilla Peretti, potente sorella di papa Sisto V finì sbeffeggiata perché dopo essersi dichiarata promessa sposa di numerosi esponenti membri dell’aristocrazia romana si ritrovò costretta, per mancanza di veri pretendenti, a prendere i voti e farsi suora, è altrettanto certo che la scelta dell’auto elettrica sembra piacere a tutti ma da pochi è davvero “sposata”.

Come testimoniano i dati dell’Osservatorio Auto Findomestic che indicano vendite ancora marginali pur segnalando una possibile inversione di tendenza nei prossimi 5 anni.

Un’indagine condotta in 16 Paesi, per fotografare punti di forza e di debolezza delle auto elettriche, rileva infatti che in Italia quasi 6 intervistati su 10 dichiarano di essere intenzionati all’acquisto di un’auto ibrida elettrica e più di 4 su 10 all’acquisto di una elettrica al 100%, ma in realtà in pochi la comprano.

“Secondo i dati di Unrae su quasi un milione di auto nuove immatricolate in Italia da gennaio a maggio 2019 solo poco più di 3.500 sono 100 elettriche e circa 48mila ibride, di cui appena 2.000 di tipologia plug-in, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2″, ha confermato Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio auto Findomestic, spiegando anche qual è il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica: “il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale.

Oggi il 91 per cento degli italiani è infatti consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e in molti casi non è disposto a sostenere alcuno sforzo economico supplementare per acquistare un’auto elettrica”.

Sforzo economico che altri Paesi hanno “tagliato” con forti incentivi, “come nel caso della Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’Iva, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto”.

Ma aspetto economico a parte, quali sono le altre luci e ombre dell’auto elettrica?

L’analisi di Findomestic ha evidenziato come 83 per cento degli italiani apprezzi la fluidità della guida grazie anche all’ottima accelerazione e all’assoluta silenziosità di marcia (caratteristica, quest’ultima, che ha peraltro spinto l’Unione europea a rendere obbligatoria la presenza sui veicoli elettrici di un dispositivo sonoro Avas (Audible vehicle alert system) che avvisa i pedoni del passaggio dell’auto).

Ma ad attirare l’attenzione dei potenziali acquirenti di una vettura elettrica sono anche i ridotti costi di utilizzo e di manutenzione sui quali dovrebbe invitare a riflettere lo scetticismo dei norvegesi, che sono molto più avanti nella sperimentazione di modelli di auto elettriche, e l’aspetto ecologico con (il 93 per cento di proprietari d’auto italiani convinti che l’utilizzo delle e-car potrà ridurre in maniera significativa l’inquinamento nonostante studi scientifici dimostrino che l’auto elettrica paradossalmente potrebbe invece far aumentare le emissioni di Co2.

Pochi automobilisti, probabilmente, sono informati su come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a su come vengono smaltite le batterie.

Un “tallone d’Achille” che sembra invece apparire in maniera chiara agli intervistati è quello dell’autonomia: il 46 per cento del campione d’Italiani intervistati acquisterebbe infatti un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 chilometri.

Ma la vera nota dolente della mobilità elettrica è la disponibilità delle colonnine di ricarica rapida la cui implementazione lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe il 71 per cento degli automobilisti italiani che considerano le attuali infrastrutture ampiamente insufficienti.

“Il futuro dell’auto elettrica,”, ha commentato il presidente di Unrae, Michele Crisci, “sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi di lavoro.

Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo”.

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