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Napoli-Bari, primi bandi a luglio. Da definire i progetti sulle tratte centrali

Si sbloccano, finalmente, con i bandi per Napoli-Cancello e Cancello-Frasso (anche se si è perso per strada lo “shunt di Maddaloni”) investimenti per 1,4 miliardi di euro sulla Napoli-Bari (tolti i 142 milioni della bretella stralciata). Ma i progetti sulle tratte centrali procedono lentamente, anche per la mancanza di nuovi finanziamenti, e Rfi ammette che le date di avvio dei cantieri sono «da ripianificare» rispetto al cronoprogramma definito dal commissario un anno e mezzo fa.
Partiamo dalle buone notizie.

L’approvazione dei progetti definitivi delle prime due tratte da Napoli, con ordinanze del Commissario del 16 maggio, fa finalmente passare alla fase realizzativa la nuova ferrovia ad alta capacità Napoli-Bari.
Grazie ai tempi rapidi della procedura commissariale (niente delibera Cipe e niente Corte dei Conti) già a luglio – assicura Rfi – usciranno i bandi di gara: basi d’asta per 375 e 325 milioni, mentre l’investimento complessivo (grazie a un valore rilevante di appalti tecnologici, rimozione interferenze, opere connesse) è di 1,4 miliardi di euro.

È vero che il finanziamento della Napoli-Cancello (813 milioni) e Cancello-Frasso Telesino (730) è stato definito nel lontano 2007, con fondi Fas e Pon 2007-13. Ma non dimentichiamo che nel 2012, quando Fabrizio Barca prese in mano la vicenda togliendo i fondi dal Pon e facendo firmare a Rfi il Cis (contratto istituzionale di sviluppo) neppure un progetto preliminare (dei due) era stato approvato, e il veto del comune di Acerra bloccava la prima tratta. Barca fece modificare il progetto con l’accordo del territorio, e lo fece approvare dal Cipe nel 2013, e nel 2014 lo Sblocca-Italia impresse l’accelerazione chiave, nominando l’Ad di Fs commissario e ponendo l’obiettivo di aprire i cantieri entro il 2015. Questo obiettivo è stato rispettato solo formalmente, con l’avvio a ottobre 2015 di “opere anticipate” per pochi milioni di euro per rimuovere passaggi a livello o per strade locali. E anche l’obiettivo annunciato un anno fa di avviare i cantieri sulle opere principali entro il 2016 sarà rispettato solo con un “artificio”.

Saranno infatti avviati entro quest’anno gli espropri e allestito il cantiere per la rimozione degli ordigni bellici, ma l’aggiudicazione degli appalti è prevista da Rfi entro la prima metà del 2017, con poi la fase seguente della progettazione esecutiva (si tratta di appalto integrato, in base al fatto che Rfi è “settore speciale”, è non è soggetta all’obbligo di appalto sull’esecutivo): la vera realizzazione delle due opere è dunque prevedibile non prima dell’estate 2017. I tempi lunghi della gara si spiegano con l’obbligo (imposto dal Nuovo Codice) di aggiudicare le gare solo ad offerta più vantaggiosa, procedura più complessa del massimo ribasso.

In ogni caso Rfi conferma l’obiettivo finale per queste due tratte, che sarebbe addirittura in linea con le previsioni del Cis di Barca del 2012: fine lavori a novembre 2021 sulla Napoli-Cancello e aprile 2022 sulla Cancello-Frasso. Anche sullo Shunt di Maddaloni stralciato (opera necessaria per connettere la nuova linea Napoli-Bari con la linea storica Roma-Cassino-Napoli, necessaria per velocizzare la connessione da Bari a Roma, senza arrivare fino alla nuova stazione AV Napoli-Afragola) Rfi conta di recuperare l’incidente di percorso (Comune di Afragola e Regione contrari, opera stralciata, si veda oltre): «il nuovo progetto definitivo sarà pronto a luglio, e ci metteremo in pari al resto della tratta».
Il nodo e i ritardi si concentrano dunque sulle tratta centrali, come spieghiamo qui di seguito (ancora oltre i dettagli sulle prime due tratte approvate).

Le tratte centrali in ritardo

Il collegamento ferroviario diretto Napoli-Bari oggi non c’è, bisogna cambiare a Caserta e solo il viaggio (senza coincidenza) dura 3 h e 40′. «A inizio 2022 – spiega Rfi – avremo la linea diretta Napoli-Bari, con tempo di percorrenza 2 h e 30’». Un’ora e 10′ in meno con una spesa di circa 2,2 miliardi di euro (comprese la Bovino-Cervaro che ha lavori in fase avanzata e la Bari centrale-Bari Torre a Mare che è in fase di aggiudicazione, seppure con un rallentamento dovuto alla crisi Tecnis, che era aggiudicataria provvisoria).

Le altre tratte previste (3, 4 e 5 nella cartina a destra), per un costo da 4 miliardi di euro, farebbero guadagnare solo un’altra mezz’ora, portando il viaggio Napoli-Bari a 2 h, e 3 h da Roma a Bari. Rfi non lo dice, ma c’è da scommettere che il ministero delle Infrastrutture, con Delrio e Cascetta che stanno procedendo alla “spending review” di tutti i grandi progetti, stia premendo per ridurre i costi.
Fatto sta che sulla Frasso-Vitulano (995 milioni nel progetto preliminare, 21 finanziati) e sulla Apice-Orsara (2,686 miliardi stimati, di cui 768 esistenti ma non ancora formalizzati nell’Addendum Rfi) Rfi non se la sente più di fare previsioni, Sulla Apice-Orsara in particolare – spiega Aldo Isi, direttore Investimenti di Rfi – «la soluzione giusta è ancora da definire. Ci sono ragionamenti in corso, d’intesa con il territorio». L’obiettivo a medio termine è comunque di progettare, finanziare e avviare un lotto funzionale da circa 300 milioni sulla Frasso-Vitulano e un lotto costruttivo da circa 700 mln sulla Apice-Orsara (tratta Apice-Irpinia).

Circa i finanziamenti si ragiona di altri 1,4 miliardi dal Pon Reti 2014-2020, risorse che andrebbero chiaramente (visto il vincolo di spesa entro il 2023) alle prime due tratte, spostando le risorse nazionali sulle tratte centrali che hanno tempi più lunghi (completamenti prevedibili al momento tra 2024 e 2026).

Le due ordinanze

L’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, in qualità di Commissario straordinario per la realizzazione di Napoli-Bari e Messina-Catania-Palermo, ha firmato il 16 maggio le due ordinanze che approvano i progetti definitivi per la «Prima tratta Napoli-Bari: variante alla linea Napoli-Cancello» (813 milioni) e per il «Primo lotto funzionale» della tratta Cancello-Frasso Telesino (588 milioni). Su questa seconda tratta, che da progetto costerebbe 730 milioni, è stato al momento stralciato il cosiddetto “shunt di Maddaloni”, su richiesta del Comune omonimo, appoggiato dalla Regione Campania.
Si tratterà in entrambi i casi di appalti integrati (progettazione esecutiva e lavori). «Il nuovo Codice – spiega Isi – che in via generale vieta l’appalto integrato per i lavori, lo ammette ancora per i settori speciali, nei quali Rfi si colloca». «In generale – aggiunge – cerchiamo di essere sempre più coerenti con il nuovo Codice, nel senso di fare sempre più appalti su progetto esecutivo, ma in questo caso avrebbe significato rinviare la gara di 6-8 mesi, e per rispettare i tempi dell’opera non ce lo potevamo permettere». «Contiamo di aggiudicare le gare – prevede Isi – entro la prima metà del 2017, come previsione “cautelativa”». «In ogni caso – aggiunge – già alla fine del 2016 il cantiere sarà operativo, con gli espropri e la rimozione degli ordigni bellici».

Napoli-Cancello

Il progetto preliminare è stato approvato dal Cipe con delibera 2 del 18 febbraio 2013. Una vota elaborato il progetto definitivo da parte del Commissario la conferenza di servizi si è aperta il 3 novembre scorso e si è chiusa il 18 marzo 2016. L’ordinanza del Commissario approva il progetto definitivo eliminando però la fermata «Polo Pediatrico».
In totale, con la variante alla linea Napoli Cancello saranno realizzati 15,5 km di nuova linea a doppio binario con velocità di 130 Km/h, 3 nuove fermate, 1 nuova stazione e un nuovo Apparato Centrale Computerizzato Multistazione, con Posto Centrale a Napoli.

Cancello-Frasso Telesino

L’ordinanza firmata dal Commissario Maurizio Gentile (Ad di Rfi) per la seconda tratta della Napoli-Bari, la Cancello-Frasso Telesino, approva il progetto definitivo per la tratta principale, il potenziamento e raddoppio (in variante e non) della tratta Cancello-Frasso sulla direttrice Napoli-Benevento, per un costo di 588 milioni, ma stralcia il cosiddetto “shunt” di Maddaloni (costo previsto 142 milioni) per l’opposizione dell’omonimo Comune, appoggiato dalla Regione Campania. «Stiamo già lavorando a un nuovo progetto con il consenso degli enti locali – spiega il direttore Investimenti di Rfi Aldo Isi – ed entro luglio apriremo la conferenza di servizi per approvare il definitivo. Contiamo di recuperare il tempo perduto – aggiunge – ma intanto la tratta approvata sarà funzionale, già in grado di creare la direttrice ad alta capacità tra Napoli-Bari, che oggi non esiste. L’intera tratta Napoli-Frasso sarà pronta entro il 2022».

Lo “shunt” di Maddaloni era una sorta di “bretella” su nuova linea, in variante, che serviva a migliorare il collegamento tra la linea convenzionale Roma-Napoli (via Cassino) e la nuova linea Napoli-Caserta-Foggia. Questa “bretella molle” a Sud della cittadina di Maddaloni era frutto della bocciatura da parte del Comune, nel 2007, di una “bretellina tesa” che avrebbe dovuto passare a nord, come previsto dall’originario progetto Rfi. Ora il Comune di Maddaloni cambia idea, e con delibera del 9 dicembre scorso approvata da tutto il Consiglio comunale, ha chiesto lo stralcio dello shunt, sostanzialmente con la motivazione che la bretella a sud avrebbe bloccato l’unica area di sviluppo urbano del paese.

La delibera chiede invece a Rfi una nuova soluzione progettuale, «per l’attraversamento del territorio comunale», anche «con infrastrutture idonee a garantire ed eventualmente migliorare l’attuale transito veicolare e pedonale». La Regione Campania ha appoggiato questa posizione (delibera 45 del 15 febbraio 2016), e alla fine Rfi ha preferito trovare l’accordo con il territorio, anziché forzare un’approvazione d’imperio (il dissenso dei Comuni è scavalcabile con semplice chiusura della conferenza di servizi e ordinanza di approvazione, mentre i dissensi delle Regioni e degli enti di tutela possono essere superati dal Commissario solo con l’invio delle carte a Palazzo Chigi per la delibera del Consiglio dei Ministri). Anche perché, come scrive l’ordinanza, «l’intervento è suddivisibile in due fasi funzionali», rendendo autonoma la tratta Cancello-Frasso con la semplice aggiunta di una bretella di collegamento di circa un km tra la nuova tratta Cancello-Frasso e la linea esistente Roma-Napoli via Cassino. Il progetto preliminare della Cancello-Frasso è stato approvato dallo stesso commissario con Ordinanza n. 7 del 31 marzo 2015, la Conferenza di servizi è stata indetta il 5 novembre 2015,e si è chiusa il 24 marzo 2016.