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Autotrasporto: risorsa indispensabile per il futuro della logistica

In un quadro generale in cui l’economia globale da metà dello scorso anno ha subìto un deciso rallentamento che influenzerà anche il 2019, prima di iniziare una nuova fase di ripresa prevista nel 2020, il traffico merci su strada a livello EU28 registra un’evoluzione non uniforme con i Paesi dell’Est Europa in netta ascesa

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L’affacciarsi sul mercato di tecnologie emergenti che utilizzano fonti di carburante alternative (per esempio i sistemi elettrificati a livello autostradale) potrebbero aiutare ad abbassare i livelli di inquinamento.

A breve termine, un uso più efficiente dei carburanti a basso impatto come il Gas Naturale Liquefatto (GNL) appare un utile strumento per ridurre l’impronta ecologica del trasporto per due motivi principali: si tratta di un carburante in grado di abbassare fino al 15% le emissioni di CO2, fino al 55% gli NOx e fino al 95% il PM10 rispetto alle emissioni di un motore a gasolio Euro VI (già enormemente più performante di un Euro 0) e soprattutto perché i motori a GNL sono tecnologicamente pronti per la trazione a bio-metano, in grado di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90% (si veda anche “Il GNL in Italia per un trasporto sostenibile – Quaderno 28” del Freight Leaders Council scaricabile gratuitamente su www.freightleaders.org).

Nel 2015, con “Connettere l’Italia” è stata avviata nel nostro Paese l’ennesima nuova stagione di pianificazione, programmazione e progettazione che ha preso in esame anche il trasporto merci e la logistica e che si ispira all’obiettivo di costruire un sistema logistico sostenibile e resiliente a servizio del sistema economico produttivo nazionale.

Il vulnus di questo piano sta nelle modalità individuate per raggiungere gli obiettivi (condivisibili) delineando una sorta di graduatoria che vede in cima le modalità di trasporto ritenute più virtuose – porti e ferrovie – e in coda l’anacronistico e poco elegante trasporto su gomma. Ma siamo sicuri che il trasporto su gomma vada sempre e comunque discriminato?

L’autotrasporto rappresenta un comparto che negli ultimi dieci anni ha ridotto di circa 105 milioni di Euro il suo gettito fiscale nelle casse dello Stato e ha perso circa 135.000 posti di lavoro, senza contare l’indotto.

Un numero impressionante di piccole Imprese ha chiuso i battenti e una quantità non indifferente di Aziende medio-grandi è stata delocalizzata. Il settore lamenta un parco circolante tra i più vecchi d’Europa (età media di 13,5 anni), il 63,1% dei veicoli >3,5 t è ante Euro IV.