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Verso una rete autostradale europea integrata

La Commissione Europea ha pubblicato una comunicazione sulla messa in opera del sistema europeo di telepedaggio

La situazione delle reti autostradali europee, per quanto riguarda i pedaggi, è molto variegata; in alcuni Paesi il suo utilizzo è libero, in altri soggetto a tariffazione chilometrica o all’acquisto di una vignetta a tempo.

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Attualmente, 22 Stati su 27 hanno messo in opera dei sistemi di pedaggio per i veicoli pesanti e 12 di questi percepiscono dei pedaggi anche dai veicoli leggeri. Le strade europee sottoposte a pedaggio si estendono per circa 72.000 km, il 60% dei quali attrezzati di sistemi di telepedaggio (tipo Telepass) e il 40% coperti da vignette. Circa 20 milioni di utenti sono oggi abbonati a un sistema di telepedaggio.

Garantire quindi la totale interoperabilità dei vari sistemi di telepedaggio nazionali consentirà anche notevoli risparmi al settore dei trasporti sia in materia di tempo, sia di denaro.

Già nel 2004, la Commissione ha introdotto una Direttiva per realizzare l’interoperabilità dei vari sistemi di pedaggio sulle strade europee (European Electronic Toll Service – EETS).

La Direttiva è entrata in vigore nel 2009 ma la sua applicazione ha subito numerosi ritardi ed è tuttora deficitaria. La politica europea nel settore dei trasporti ha sempre privilegiato i sistemi “chi utilizza, paga” e “chi inquina, paga” e considera i pedaggi un modo equo ed efficace per applicare questi principi.

Nel Libro Bianco sui Trasporti del 2011, la Commissione ha schematizzato alcune misure da prendere per accelerare l’elaborazione e l’armonizzazione dei pagamenti stradali. Ma il servizio europeo di telepedaggio, malgrado gli sforzi compiuti dagli interessati, non è ancora una realtà.

Esistono problemi oggettivi in termini di tempo e costi per attrezzare i caselli ad accettare tutte le tipologie di telepedaggio (l’unico in Europa, al momento, è quello di Longare-Montegaldella sul tratto Valdastico Sud dell’autostrada italiana A31, ma facilmente risolvibili da un punto di vista tecnico.

La Commissione ha osservato una serie di sviluppi positivi:

  • gli Stati membri hanno messo in opera il loro registro nazionale elettronico delle strade a pedaggio;
  • alcune delle Autorità nazionali competenti nel settore si sono riuniti in un gruppo di lavoro all’interno del quale collaborano attivamente per lo sviluppo della rete europea di telepedaggio, in collaborazione con l’AETIS (Association of Electronic Toll and Interoperable Services);
  • la Commissione ha pubblicato un manuale d’interpretazione delle Normative comunitarie in materia di telepedaggio, per semplificare e uniformare le varie interpretazioni;
  • il settore dei trasporti professionali si è dichiarato apertamente a favore di un sistema di telepedaggio europeo;
  • alcuni Stati membri hanno messo in opera dei sistemi che permettono agli utenti di usufruire di un servizio internazionale di pedaggio; è il caso di Austria e Germania e di Francia e Spagna. 

Malgrado questi passi avanti, sussistono comunque ancora numerosi problemi:

  • la mancanza di cooperazione fra i vari gruppi incaricati della messa in opera del sistema;
  • la gran parte degli Stati membri deve ancora trasporre nella propria Normativa le Direttive comunitarie in materia di telepedaggio europeo; 
  • i potenziali operatori chiedono spesso dei compensi troppo elevati per fornire la loro opera e pretendono che gli Stati membri si assumano tutti i costi dei lavori di trasformazione dei sistemi nazionali;
  • resta infine il problema del reperimento dei fondi per adattare l’infrastruttura al sistema europeo. Molti Stati membri potrebbero essere tentati di aumentare le tariffe dei pedaggi per reperire i fondi necessari.

La Commissione non esclude di citare gli Stati membri davanti alla Corte di Giustizia per questo ritardo.

Al fine di facilitare la messa in opera del sistema EETS la Commissione consiglia di adottare i provvedimenti seguenti: 

  • accelerare la messa in opera delle decisioni comunitarie da parte degli Stati membri;
  • adottare una strategia “per tappe” nell’implementazione del sistema; 
  • in caso di nuovi progetti o rinnovamento delle concessioni esistenti gli Stati membri dovranno obbligatoriamente assicurarne l’inclusione dei requisiti del sistema EETS.

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