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Scenari e mobilità a Milano

Lo scenario climatico è tale per cui qualsiasi intervento deve essere compiuto nel totale rispetto dell’ambiente

Le Amministrazioni Regionali sembrano attendere lo sviluppo di tecnologie valide sulle quali investire, ma i cittadini e molti Comuni sono molto sensibili al tema. Milano sostiene il car sharing elettrico e investe sulle colonnine di ricarica sebbene i prezzi di acquisto dei veicoli elettrici, sia per le vetture di piccola dimensione e ridotta autonomia sia per quelle di alta gamma, siano ancora piuttosto elevati. Il parcheggio ruotato di 90° per le minicar elettriche non è più un parcheggio sottratto alla sosta ma un punto che determina business.

Appare ancora quantomeno singolare che, a 17 anni di distanza, si debba discutere di scelte che di fatto sottraggono spazio (sui marciapiedi per le colonnine di ricarica e in carreggiata per la sosta appositamente dedicata a questi veicoli), quando con semplici provvedimenti (Ordinanza del Sindaco) si potrebbero imporre punti di ricarica in tutti i parcheggi convenzionati esistenti. E se taluni Amministratori asseriscono che si potrebbero ricaricare i veicoli negli spazi dei distributori di carburanti dimenticano che il problema della ricarica di un veicolo elettrico – parafrasando il noto detto su chi si concentra sul dito e non osserva la luna – non è certo il cavo ma la sosta. Quindi tutti si ostinano a pensare alla colonnina e al design della stessa, mentre sarebbe sufficiente predisporre i cavi di ricarica da prese collocate a muro nei parcheggi in struttura, parcheggi solitamente presidiati.

Per il futuro occorre pensare su tutta la rete alla sostituzione del pacco batteria: questione di un minuto al massimo. Nessuno a E-mob 2017 ne ha parlato, ma sarebbe stato doveroso sottolinearlo: Convegni ove si discute di tutto senza scendere mai nel dettaglio. Da sempre nella storia, il commercio si è sviluppato sulla base dei desiderata dei popoli e quindi la strategia, o meglio l’assenza di strategia in questo caso, non sarà una mossa vincente.

Ogni ritardo decisionale potrà essere un fattore penalizzante. Problema complesso questo dei veicoli elettrici, quindi, che non porterà ad alcun conflitto epocale in quanto ogni transizione nel settore automotive – e più in generale nel settore trasporti – si declina sempre in un arco temporale vicino al trentennio. Ma sarebbe fuorviante se il decisore pubblico non volesse cogliere le tendenze in atto.