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Mobilità ciclistica arriva la dichiarazione europea

Le istituzioni europee proseguono il loro impegno per una mobilità alternativa “più sostenibile, accessibile e inclusiva” grazie a un documento congiunto di Commissione, Parlamento e Consiglio

Le tre grandi istituzioni europee – Commissione, Parlamento e Consiglio – hanno pubblicato congiuntamente un documento in favore della mobilità su due ruote, denominata “Dichiarazione europea sulla mobilità ciclistica”.

Dopo una serie di considerazioni sull’importanza dei trasporti sostenibili, l’importanza della mobilità ciclistica in ambito sociale e della salute e del turismo e della necessità di infrastrutture ciclabili, le tre istituzioni affermano “…che la mobilità ciclistica è una delle forme di trasporto e svago più sostenibili, accessibili e inclusive, a basso costo e salutari, e prendono atto della sua importanza fondamentale per la società e l’economia europea”.

La dichiarazione congiunta, pur non essendo giuridicamente vincolante, dovrebbe quindi fungere da bussola strategica per le politiche e le iniziative attuali e future sulla mobilità ciclistica.

Le istituzioni, in collaborazione con Stati membri e autorità locali, esprimono quindi la volontà di agire in favore della mobilità ciclistica a differenti livelli, riportati di seguito.

Sviluppo e rafforzamento delle politiche sulla mobilità ciclistica

  1. Sviluppare, adottare e rafforzare le politiche e le strategie in tema di mobilità ciclistica a tutti i livelli di governance;
  2. adottare le misure necessarie per attuare tali politiche e strategie il più rapidamente possibile;
  3. dare priorità alle misure che tengono conto della mobilità ciclistica nella pianificazione della mobilità sostenibile nelle zone urbane e suburbane nonché, se del caso, nelle zone rurali;
  4. incoraggiare le imprese, le organizzazioni e le istituzioni a promuovere la mobilità ciclistica attraverso programmi di gestione della mobilità, come incentivi a recarsi al lavoro in bicicletta, la fornitura di biciclette (elettriche) aziendali, parcheggi e strutture adeguati alla mobilità ciclistica e l’uso di servizi di consegna basati sulle biciclette;
  5. promuovere la mobilità ciclistica come mezzo salutare di trasporto o svago mediante campagne di sensibilizzazione e promozione, lo sviluppo di capacità e formazioni di professionisti, anche nei pertinenti consessi internazionali.

    1. La Dichiarazione europea sulla mobilità ciclistica non è vincolante ma ha una funzione di indirizzo su politiche, strategie e iniziative dedicate al settore (photo credit: David McBee da Pexels)

Incoraggiamento a una mobilità inclusiva, salutare e a prezzi accessibili

  1. Aumentare il ricorso alla mobilità ciclistica per promuovere l’inclusione sociale, prestando particolare attenzione alle esigenze delle donne, dei bambini, degli anziani e dei gruppi vulnerabili ed emarginati;
  2. adottare misure per consentire un migliore accesso alla mobilità ciclistica alle persone con disabilità o a mobilità ridotta;
  3. adottare misure per promuovere la mobilità attiva degli anziani e contribuire in tal modo all’invecchiamento attivo;
  4. fornire una formazione mirata sulla mobilità ciclistica, in particolare ai bambini e ai gruppi vulnerabili ed emarginati;
  5. incoraggiare misure volte ad aumentare l’accessibilità economica della mobilità ciclistica.

Realizzazione di infrastrutture ciclabili più numerose e migliori

  1. Aumentare in modo significativo le infrastrutture ciclabili sicure e coerenti in tutta Europa;
  2. elaborare e utilizzare orientamenti dell’UE sulle norme per i requisiti di qualità relativi agli utenti vulnerabili della strada, compresi i ciclisti, ai sensi della Direttiva (UE) 2019/1936 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali;
  3. aumentare i livelli di sicurezza riservando spazio sufficiente ai ciclisti e agli altri utenti vulnerabili della strada, in particolare attraverso la separazione fisica delle piste ciclabili dal traffico motorizzato, se del caso, o garantendo velocità sicure nel traffico misto;
  4. adoperarsi per creare una rete ciclistica coerente nelle città e migliorare la connettività tra le zone suburbane e rurali e i centri delle città, comprensiva di autostrade ciclabili;
  5. garantire la disponibilità di posti bici sicuri e protetti nelle zone urbane e rurali, anche presso le stazioni ferroviarie e degli autobus e i nodi di mobilità;
  6. promuovere la realizzazione di punti di ricarica per le biciclette elettriche nell’ambito della pianificazione urbana, oltre che in corrispondenza dei posti bici.

Incremento degli investimenti e instaurazione di condizioni favorevoli per la mobilità ciclistica

  1. Fornire sostegno tecnico, fondi e finanziamenti per contribuire all’elaborazione e all’attuazione di strategie per la mobilità ciclistica e ai relativi investimenti, anche attraverso i pertinenti strumenti dell’UE e alle condizioni ivi stabilite;
  2. tenere conto della mobilità ciclistica negli investimenti a tutti i livelli di governance.
2. La mobilità ciclistica dovrebbe svolgere un ruolo chiave per il miglioramento della connettività multimodale e del turismo multimodale, in particolare in combinazione con treni, autobus e altri modi di trasporto (photo credit: u_d7hddm5o da Pixabay)

Aumento della sicurezza stradale

  1. Adoperarsi per il rispetto degli impegni enunciati nella dichiarazione di La Valletta, vale a dire l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 il numero di feriti gravi nell’UE rispetto al valore di riferimento del 2020 e nel quadro di una strategia globale per la sicurezza stradale per il periodo in questione (il documento della Commissione europea «Quadro strategico dell’UE in materia di sicurezza stradale 2021-2030», che ribadisce l’ambizioso obiettivo a lungo termine di avvicinarsi all’azzeramento del numero di vittime entro il 2050, e le strategie e i piani d’azione nazionali in materia di sicurezza stradale);
  2. migliorare l’applicazione delle norme e della legislazione in materia di sicurezza stradale per garantire la coesistenza di diversi mezzi di trasporto, con particolare attenzione alla tutela dei ciclisti e degli altri utenti vulnerabili della strada;
  3. fare in modo che le norme relative ai requisiti di sicurezza applicabili alle biciclette elettriche siano sostanziali e promuoverne l’attuazione;
  4. migliorare la sicurezza dei posti bici pubblici (compresi il bike sharing e i nodi multimodali) e intensificare gli sforzi per affrontare il problema dei furti di biciclette;
  5. rafforzare la formazione in tema di mobilità ciclistica – compreso l’insegnamento ai bambini e ai giovani – e le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, in particolare sui principali rischi per i ciclisti, e sostenere l’uso sicuro delle biciclette e delle biciclette elettriche, nonché svolgere opera di sensibilizzazione riguardo alla sicurezza degli utenti vulnerabili della strada nell’ambito dei corsi di formazione dei conducenti.

Sostegno ai posti di lavoro di alta qualità e allo sviluppo di un’industria europea della mobilità ciclistica di livello mondiale

  1. Creare le condizioni per un aumento della produzione europea di un’ampia gamma di biciclette (tra cui biciclette elettriche e biciclette per persone con disabilità) e dei relativi componenti, compresi l’accesso ai materiali, le attrezzature e il mantenimento di condizioni di parità a livello mondiale attraverso gli strumenti di difesa commerciale dell’UE esistenti;
  2. sostenere il settore dei servizi per le biciclette, compresi i soggetti dell’economia sociale e l’uso circolare delle biciclette (riutilizzo, riparazione e noleggio);
  3. creare condizioni favorevoli per stimolare posti di lavoro di alta qualità e cluster della mobilità ciclistica, anche nel cicloturismo, al fine di aumentare in modo significativo il numero di posti di lavoro di qualità legati alla mobilità ciclistica, sostenere le PMI e promuovere le competenze e la formazione professionale nel settore;
  4. rendere il settore più attraente e consentire importanti transizioni professionali da altre industrie pertinenti;
  5. riconoscere l’industria europea della mobilità ciclistica quale partner nel sistema di mobilità al fine di rafforzare la resilienza, la sostenibilità, la circolarità e la digitalizzazione nel settore della mobilità ciclistica;
  6. sostenere le industrie dei servizi connessi alla mobilità ciclistica, come il bike sharing e la ciclologistica, in particolare nelle città, anche rafforzando l’integrazione della ciclologistica nel sistema logistico.
3. “La mobilità ciclistica – si legge nella Dichiarazione congiunta – dovrebbe inoltre essere economicamente accessibile a prescindere dal livello di reddito e dovrebbe essere promossa in quanto vantaggiosa per la salute fisica e mentale” (photo credit: Elina Sazonova da Pexels)

Sostegno alla multimodalità e al cicloturismo

  1. Promuovere e attuare soluzioni multimodali nelle zone urbane, suburbane e rurali, nonché per i viaggi a lunga distanza, creando maggiori sinergie tra la mobilità ciclistica e altri modi di trasporto, ad esempio consentendo il trasporto di un maggior numero di biciclette su autobus e treni e mettendo a disposizione aree di parcheggio protette e più sicure per le biciclette nelle stazioni e nei nodi di mobilità;
  2. sostenere i sistemi di bike sharing come soluzione di primo e ultimo miglio per l’accesso ai servizi di trasporto pubblico;
  3. creare condizioni favorevoli per sostenere la mobilità ciclistica come mezzo sostenibile di svago e turismo.

Miglioramento della raccolta dati sulla mobilità ciclistica

  1. Monitorare l’attuazione dei nostri impegni;
  2. consentire la misurazione continua dei progressi compiuti nel ricorso alla mobilità ciclistica nell’UE stabilendo una base di riferimento a livello di Unione che comprenda la lunghezza della rete e la sua densità, la qualità e l’accessibilità delle infrastrutture ciclabili e dei servizi per diversi tipi di utenti, la quota della mobilità ciclistica sul totale delle attività di trasporto e mobilità e il numero di lesioni gravi e decessi tra i ciclisti;
  3. sviluppare indicatori armonizzati relativi alla mobilità ciclistica per i nodi urbani della rete TEN-T;
  4. elaborare statistiche sulla mobilità ciclistica e sulle relative infrastrutture a livello locale, nazionale e di UE, con la collaborazione tra gli Stati membri ed Eurostat per la raccolta di dati sulla mobilità ciclistica.

Con queste iniziative, che coprono praticamente tutti i campi possibili, le tre istituzioni comunitarie intendono promuovere il più possibile l’utilizzo del mezzo ciclistico in Europa e intendono stimolare le Autorità nazionali e locali, nonché tutti gli attori del settore, ad impegnarsi per creare un quadro normativo e infrastrutturale adeguato all’utilizzo del ciclo in tutta sicurezza.

I principi proposti aiuteranno l’UE a conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, della strategia complessiva per una mobilità sostenibile e intelligente e del piano d’azione per l’inquinamento zero. In termini di finanziamenti, la Commissione europea continuerà a sostenere l’uso della bicicletta mediante il Fondo sociale per il clima, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, lo strumento di sostegno tecnico e il dispositivo per la ripresa e la resilienza.

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