Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

La gestione dell’invecchiamento delle infrastrutture

La protezione catodico-galvanica delle opere d’arte

sfondo anas

Gli interventi tipologici

Gli interventi tipologici si suddividono in due principali famiglie: gli anodi interni (sotto forma di “panetti”) e gli anodi esterni (sotto forma di “lamine”).

La scelta tra i due tipi di intervento dipende da diversi fattori, quali il tipo di elemento strutturale che si intende proteggere, la facilita di applicazione di uno o dell’altro metodo, la necessità o meno di eseguire demolizioni e scarifiche profonde.

L’intervento con lamine esterne e preferibile quando la superficie del calcestruzzo presenta un degrado non troppo profondo, tale da non necessitare la messa a nudo di armature. Quando invece il ciclo di lavorazione previsto include il trattamento a vivo delle armature esistenti o l’aggiunta di reti integrative, e possibile utilizzare la tecnica degli anodi esterni.

Gli esempi che seguono presentano un caso per ognuna delle due tipologie di intervento e riguardano due degli elementi più sensibili e spesso ammalorati che costituisco i ponti in c.a. e c.a.p., ovvero le selle gerber e i pulvini.

Altri elementi che usualmente sono soggetti a corrosione delle armature e che quindi possono essere candidati ideali per una protezione catodica galvanica sono ad esempio i cordoli di impalcato, le teste delle travi in corrispondenza dei giunti, e in alcuni casi i fusti delle pile.

È mostrato un intervento di protezione catodica con anodi interni in lega di zinco di un pulvino in calcestruzzo armato, di forma tipologica con dimensioni in altezza i e l, e dimensioni principali in pianta (m x n) e (p x o).

Gli esempi di dimensionamento

Il dimensionamento viene effettuato facendo riferimento alla superficie di calcestruzzo attaccato e in funzione delle prescrizioni imposte dalla Norma UNI EN ISO 12696. I parametri di input nel dimensionamento degli elementi di protezione per un elemento strutturale in c.a. sono:

  • estensione desiderata, in anni, della vita utile dell’opera;
  • tipologia di protezione (lamine, panetti, ecc.);
  • fattore utilizzo dell’elemento di protezione (fornito dal Produttore dell’anodo);
  • contenuto di cloruri in massa del cemento.