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Il software RotaCalc per analizzare le rotatorie

Un progetto di rotatoria che non rispetti gli standard normativi e di conformità tra elementi geometrici può nascondere un peggioramento delle condizioni di sicurezza e aumentare la probabilità degli incidenti o la loro gravità: SCI3000 mette a punto un sistema per verificare se e quanto sarà efficiente la nuova intersezione

Un altro fattore da considerare nel progettare una rotatoria, così come le altre tipologie di infrastrutture stradali, è che una rotatoria sta al suo posto 24 ore su 24 e deve essere in grado di garantire condizioni di sicurezza anche in periodi della giornata di traffico scarso, ovvero con pochi veicoli in transito ma, conseguentemente, con probabili alte velocità di percorrenza; pertanto non dovrà essere verificata basandosi esclusivamente sul caso di maggior traffico. Il Progettista però, dopo aver garantito la sicurezza dell’intersezione, deve anche garantirne la funzionalità – o quanto meno verificarne il livello – per dimostrare che l’intervento, se non risolutivo, è quantomeno migliorativo della criticità preesistente.

Tale verifica in verità è indicata dallo stesso D.M. 1966/2006 che prevede che “un’intersezione debba essere dimensionata con riferimento alla domanda di traffico specializzata in relazione alle manovre consentite”. Per effettuare tali verifiche, la Norma italiana non ci ha fornito strumenti precisi, quindi è opportuno fare riferimento ai vari metodi sviluppati negli anni sia in Europa che negli USA:

  • empirici, come il metodo inglese di Kimber, il metodo Svizzero o i metodi francesi del CETUR e SETRA;
  • analitici, come quello elaborato dall’Highway Capacity Manual (HCM nella versione prima 2000 e poi 2010).

I metodi empirici consistono nell’osservazione di rotatorie in esercizio, o appositamente costruite per effettuare tali studi, e nella conseguente deduzione di correlazioni tra flussi di traffico, elementi geometrici e quindi capacità delle rotatorie stesse, utilizzando tecniche di regressione. I metodi analitici, invece, si basano sul cosiddetto intervallo critico; ogni conducente infatti, prima di effettuare la manovra di immissione in rotatoria, attende di avere un GAP, ovvero un distanziamento temporale (intervallo critico) che considera sufficiente tra due successivi veicoli che circolano nell’anello. Analizzando il comportamento degli utenti e la distribuzione dei distanziamenti tra i veicoli circolanti sull’anello si calcola l’intervallo critico.

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