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Sorveglianza e manutenzione delle opere d’arte autostradali

L’esperienza di Spea Engineering SpA nella manutenzione del patrimonio: conoscenza, ispezione e sorveglianza

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Per mettere in atto questo tipo di manutenzione è necessario prevedere una serie di operazioni che possono essere così sintetizzate:

  • la conoscenza approfondita del patrimonio, un problema che non sussiste per chi ha il piano di manutenzione fatto dal Progettista e aggiornato dall’esecutore dell’opera;
  • la conoscenza del suo stato di conservazione attuale, ottenuta attraverso un monitoraggio periodico;
  • la pianificazione degli interventi mediante l’analisi dei dati del monitoraggio (graduatoria dello stato delle opere, definizione della priorità degli interventi);
  • la progettazione e l’esecuzione degli interventi di manutenzione.

Focalizzando l’analisi sul monitoraggio periodico, di fronte ad un numero di opere notevolmente ampio (almeno dell’ordine delle centinaia di opere) il controllo può essere svolto principalmente attraverso un esame visivo (ravvicinato o indiretto); quest’ultimo infatti, nonostante talune difficoltà a volte presenti nell’individuare difetti occulti o riguardanti parti non ispezionabili (ad esempio le strutture ricadenti a quota inferiore a quella del terreno, le testate delle travi non accessibili, ecc.), è senz’altro da considerare come il metodo fondamentale di sorveglianza, in grado di fornire un’indicazione attendibile sullo stato generale di conservazione dei manufatti.

Va aggiunto che è opportuno utilizzare, anche come metodo ordinario a supporto del controllo visivo, alcune semplici operazioni – in molti casi di notevole aiuto – quali la battitura con martelli dei calcestruzzi, l’effettuazione di piccoli saggi in corrispondenza di lesioni, ecc., onde fornire un quadro più esaustivo delle degradazioni e una prima ipotesi sulle cause.

Sulle opere nelle quali però occorrono ulteriori approfondimenti diagnostici è necessario avvalersi di metodologie più evolute basate essenzialmente su controlli di tipo strumentale, sia locali per determinare le caratteristiche dei materiali, che globali per determinare il comportamento della struttura nel suo insieme.

Tutte queste informazioni devono confluire in una banca dati in grado di fornire le informazioni necessarie a prevenire le situazioni di rischio e ad individuare le opere su cui intervenire prioritariamente.

La manutenzione programmata rappresenta quindi un’evoluzione del concetto di manutenzione ordinaria: se quest’ultima è volta a riparare un’opera, quella programmata è invece orientata alla prevenzione e al miglioramento delle opere medesime, poiché avviene prima della cessazione del funzionamento dell’opera e aumenta progressivamente i tempi intercorrenti tra un intervento e l’altro.