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Sicurezza delle infrastrutture: un obiettivo imprescindibile – prima parte

I presupposti fondamentali per come affrontare il post-lockdown e la urgente necessità di assumere un nuovo paradigma nella programmazione delle opere nel nostro Paese

sfondo mer

Questa è la prima parte di un contributo più ampio che proseguirà sul prossimo fascicolo e che intende descrivere l’attuale scenario di intervento (post-lockdown), unitamente ai più recenti e numerosi provvedimenti di programmazione delle infrastrutture stradali.

Nella seconda parte (proposta sul fascicolo n° 144 Novembre/Dicembre 2020 e online su https://www.stradeeautostrade.it/strade-e-autostrade/sicurezza-delle-infrastrutture-un-obiettivo-imprescindibile-seconda-parte/), il contributo espone l’analisi dei provvedimenti assunti proponendo un’analisi critica; concluderemo con la terza e ultima parte sul fascicolo n° 145 Gennaio/Febbraio 2021 e online a partire da martedì 26 Gennaio 2021.

I più recenti provvedimenti costituiscono dei presupposti molto importanti per contribuire a rilanciare il “Sistema Paese” e anche una grande opportunità per poter avviare una nuova programmazione e quindi realizzazione delle opere che non possono escludere l’assunzione di veri correttivi per garantire un definitivo superamento della situazione passata.

Garantendo quindi un adeguato livello della sicurezza delle infrastrutture e della sicurezza stradale, tempi certi nella realizzazione degli interventi, e anche una adeguata copertura economica.

Crediamo che non vi siano dubbi sul fatto che, oggi, l’esigenza fondamentale sia poter garantire un adeguato livello di sicurezza nelle infrastrutture stradali (intervenendo con un nuovo approccio, a tutto campo, nelle varie fasi della loro realizzazione e della gestione) e così anche nelle regole di utilizzo da parte dell’utente (ovvero le regole di comportamento dettate dal Codice della Strada); tutto ciò senza escludere ovviamente il velocizzare i procedimenti attuativi, rendere più snelle le procedure previste per gli appalti pubblici, che allo stato sono troppo lunghe e complesse. E, soprattutto, rispettare i tempi di attuazione.

Tutto questo deve tradursi in un nuovo modo di programmare le opere superando una situazione certamente non positiva che ha connotato il nostro Paese, e da troppo tempo, ancor prima del Covid-19.

Per consentire una adeguata valutazione dello stato delle cose, si riportano i diversi provvedimenti di tipo tecnico-economico-finanziario e non solo, approvati dal Decreto Genova (Settembre 2018) a oggi (Decreto Semplificazioni, Sblocca Cantieri, ecc.) che costituiscono dei presupposti molto positivi per gli obiettivi che si intendono conseguire.

Si riportano anche gli obiettivi strategici e la programmazione finanziaria assunti dal Governo per i prossimi anni ed inseriti nell’allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF) di prossima pubblicazione.

Codice della Strada
1. Oggi l’esigenza fondamentale è garantire un adeguato livello di sicurezza nelle infrastrutture stradali così come nelle regole di utilizzo da parte dell’utente

Stanziamenti che devono, necessariamente, avere anche come presupposti essenziali l’assunzione di nuove regole di programmazione, il rispetto dei tempi, evitando assolutamente ciò che è accaduto in passato.

Vanno quindi evitati i report della Ragioneria Generale dello Stato e della Commissione Europea che evidenziano che non vengono spesi gran parte degli stanziamenti per le più disparate motivazioni.

Si veda anche l’articolo dello scrivente proposto sul fascicolo n° 142 Luglio/Agosto 2020 a pag. 66 con https://www.stradeeautostrade.it/ponti-e-viadotti/un-programma-di-manutenzione-straordinaria-per-i-ponti-italiani-prima-parte/ e https://www.stradeeautostrade.it/ponti-e-viadotti/un-programma-di-manutenzione-straordinaria-per-i-ponti-italiani-seconda-parte/, nel quale si entra nel dettaglio delle diverse motivazioni che giustificano, per esempio, il ricorso massiccio alla esternalizzazione della progettazione e direzione lavori degli Enti Locali, per risolvere la annosa questione della mancanza di Personale specializzato nella Pubblica Amministrazione, opportunità che il Codice degli Appalti prevede ma che non viene attuata in modo adeguato.

Il più recente provvedimento è il “Decreto Agosto” (del 14/08/2020) che prevede – tra le altre misure – anche 200 milioni per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti esistenti e per la realizzazione di nuovi ponti, da ripartirsi nelle annualità 2021-2023.

Nel mese di Luglio è stato attivato il piano di finanziamento per dei programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città Metropolitane. I programmi sono in attuazione di quanto previsto nell’allegato al DEF 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “Connettere l’Italia: lo stato di attuazione dei programmi per le infrastrutture di trasporto e la logistica”: è anche un resoconto degli interventi programmati e che prevede una pianificazione al 2030.

Sono ora disponibili oltre 114 milioni di Euro stanziati dalla Legge di Bilancio 2018; di questi, 16 sono stati stanziati per il 2019, 17 per il 2020, 21 per il 2021 e 30 per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024. A questi ne si aggiungono 4 per Roma Capitale.

La somma di 310,4 milioni riferita alle annualità dal 2025 al 2033 sarà oggetto di ulteriore Decreto Ministeriale al solo scopo di definire le tempistiche e le modalità di presentazione dei programmi.

A provvedere all’erogazione delle risorse a favore di Province e Città Metropolitane indicate dal Decreto è la Direzione Generale per le Strade e le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza nelle infrastrutture stradali del Ministero.

In particolare, le risorse saranno utilizzate prioritariamente su ponti, viadotti, gallerie, così come per l’installazione di sensoristica di controllo dello stato dell’infrastruttura.

Le attività possono includere anche la progettazione, la direzione lavori, il collaudo, i controlli in corso di esecuzione e finali, come la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo delle diverse componenti dell’infrastruttura e la realizzazione di interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza dell’infrastruttura esistente.

Le risorse sono trasferite alle Province e alle Città Metropolitane entro il 30 Giugno di ogni anno. Ci sono anche i fondi disponibili – mai spesi – per le infrastrutture e contro il dissesto idrogeologico. Dopo il crollo dell’ennesimo viadotto si è tornati a parlare di investimenti in opere pubbliche.

Ma dove prendere i miliardi? In realtà ci sono, ma non si usano o sono stati investiti in altre “emergenze”. Senza parlare dei fondi europei e dei cantieri congelati. Più avanti nel testo si riporta una disamina dettagliata sulla finalizzazione delle risorse. 

Il DL Semplificazioni

Con il DL Semplificazioni del 16/07/2020 sono entrate in vigore una serie di misure di semplificazione in materia di contratti pubblici, di ambiente, di edilizia e per la ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici e altre riforme importanti – come le Linee Guida sulle gallerie – che costituiscono una novità molto importante in ambito tecnico.

L’art. 38, tra le altre cose, prevede che:

  • con apposito DPCM, verranno poi individuati gli interventi urgenti finalizzati al potenziamento o all’adeguamento della sicurezza delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche esistenti che ricadono nelle categorie progettuali di cui agli allegati II e II-bis, del D.Lgs. 152/2006 per semplificare e accelerare le procedure finalizzate all’erogazione delle risorse, favorendo la più rapida cantierizzazione degli interventi compresi nel Piano Operativo Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) Infrastrutture 2014-2020;
  • semplificazioni in materia di VIA per interventi di incremento della sicurezza di infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche e delle procedure di finanziamento e di attuazione degli interventi infrastrutturali.
Ministero
2. A provvedere all’erogazione delle risorse a favore di Province e Città Metropolitane indicate dal Decreto è la Direzione Generale per le Strade e le Autostrade e per la Vigilanza e la Sicurezza nelle infrastrutture stradali del Ministero

Nell’art. 49 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali” viene definito il termine di 30 giorni, dalla pubblicazione del DL Semplificazioni in GU, entro il quale il MIT deve emanare le Linee Guida per la programmazione e l’esecuzione dei controlli sulle gallerie stradali con apposito Decreto.

Si tratta di Linee Guida in materia di programmazione e di esecuzione delle attività di indagine sullo stato di conservazione delle gallerie esistenti lungo le strade statali o autostrade gestite da ANAS SpA e/o da Concessionari autostradali, di esecuzione delle ispezioni e di programmazione degli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza delle stesse.

Il comma 3 specifica che, in attesa delle nuove Linee Guida, si continuano ad applicare le vigenti disposizioni in materia di ispezioni delle gallerie stradali ed autostradali, fermo restando la possibilità per il MIT di individuare – in presenza di particolari situazioni di urgenza – specifiche misure e modalità di effettuazione delle ispezioni.

Inoltre, la Circolare del 07/07/2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – in attesa dell’applicazione della nuova Legge che renderà obbligatorie le Linee Guida riguardanti le gallerie – consente di utilizzare metodi innovativi di indagine (ad esempio il monitoraggio tramite georadar) nelle gallerie stesse, restando immutati gli obblighi vigenti per i Concessionari sulla sicurezza delle infrastrutture.

Lo scorso 6 Luglio, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il documento “L’Italia resiliente progetta il futuro: nuove strategie per trasporti, logistica e infrastrutture” (allegato al Documento di Economia e Finanza che sarà pubblicato nei prossimi mesi); in esso vengono riportati gli obiettivi strategici delle politiche infrastrutturali e la revisione del quadro normativo in materia di contratti pubblici che cammina di pari passo con la realizzazione delle opere pubbliche.

Il provvedimento intende dare seguito alle raccomandazioni del 2019/2020 dell’Unione Europea, volte, tra l’altro, a sollecitare l’innovazione della qualità delle infrastrutture, tenendo conto delle disparità regionali e – per l’Italia – l’anticipazione dei progetti di investimento pubblici maturi al fine di favorire la ripresa economica a seguito della crisi data da Covid-19.

Nel documento si segnala che la risposta agli effetti negativi provocati dall’emergenza sanitaria debba passare attraverso:

  • l’avvio di una programmazione di interventi infrastrutturali rilevanti per il settore dei trasporti e della logistica e la semplificazione normativa delle procedure, attraverso puntuali interventi normativi sulla disciplina dei contratti pubblici;
  • l’adozione, a livello di Normazione secondaria, del nuovo Regolamento Unico di attuazione ed esecuzione del Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016) – che dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno – prevedendo nuovi interventi di rango legislativo che devono modificare la disciplina del Codice e/o derogatori della medesima disciplina.

Nell’allegato al DEF sono elencati sia gli interventi programmati che i piani ed i programmi di manutenzione ordinaria/straordinaria e di sicurezza delle infrastrutture e della loro digitalizzazione, definendo anche l’elenco delle infrastrutture prioritarie per lo sviluppo del Paese, ivi compresi gli interventi relativi al settore dei trasporti e della logistica la cui progettazione di fattibilità è valutata meritevole di finanziamento.

Sullo stato di avanzamento delle infrastrutture strategiche e prioritarie, alla data del 31 Ottobre 2019 si veda l’ultimo Rapporto “Infrastrutture strategiche e prioritarie – Programmazione e realizzazione” presentato alla VIII Commissione Ambiente, nel quale è effettuato il monitoraggio degli interventi inseriti nella programmazione delle infrastrutture strategiche nel periodo 2001-2014, nonché delle infrastrutture prioritarie individuate dagli allegati ai DEF del 2015, 2017 e 2019.

La dotazione nazionale di infrastrutture stradali, seppur rilevante, secondo il Documento presenta margini di miglioramento in termini di:

  • valorizzazione del patrimonio stradale esistente e completamento dei progetti in corso su itinerari stradali omogenei;
  • potenziamento tecnologico e digitalizzazione (per esempio Smart Road, auto connessa e guida automatica);
  • manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture (per esempio a rischio sismico);
  • decongestionamento e fluidificazione tratte extraurbane e autostradali (per esempio ampliamenti di carreggiata);
  • decongestionamento aree urbane e metropolitane (per esempio eliminazione colli di bottiglia);
  • adeguamento e omogeneizzazione itinerari stradali a bassa accessibilità autostradale.

Per tutti i punti precedenti il Documento individua anche dei programmi di intervento.

La maggior parte degli ulteriori fabbisogni di finanziamento pubblico si riferisce al programma di valorizzazione del patrimonio stradale esistente e a quello per il ripristino e la messa in sicurezza delle infrastrutture a rischio sismico, entrambi per poco più di due miliardi di Euro (vedi tabella V.3.1. dell’allegato). In totale, il fabbisogno previsto per i cinque programmi prioritari risulta pari a circa 3 miliardi di Euro (vedi tabella V.3.2. dell’allegato).

DEF
3. L’allegato al DEF evidenzia la necessità di adeguare la sezione stradale agli standard attuali e di rettificare i tracciati esistenti

Miglioramento della sicurezza stradale, diminuzione dell’incidentalità e messa in sicurezza di ponti e viadotti

L’allegato al DEF evidenzia la necessità di adeguare la sezione stradale agli standard attuali e di rettificare i tracciati esistenti. In merito alle criticità relative alla congestione, in ambito extraurbano, si segnala la necessità di potenziare le viabilità esistenti e realizzare nuovi assi per una migliore distribuzione del traffico sulla rete.

Secondo il documento, tale potenziamento avverrà prevalentemente attraverso la realizzazione di terze e quarte corsie in ambito stradale e autostradale.

Per quanto riguarda gli interventi per la sicurezza di ponti e viadotti, le linee di azione individuate, come necessarie e opportune, includono:

  1. a) la sperimentazione e validazione su un campione significativo di ponti e viadotti stradali delle procedure proposte dalle Linee Guida dei ponti e dei sistemi di SHM (pubblicate nel mese di Maggio secondo il D.L. 109/2018 cosiddetto “Decreto Genova”);
  2. b) il proseguimento/completamento della popolazione della banca dati AINOP (includendo, con un piano progressivo di interventi a supporto degli Enti Territoriali meno attrezzati, le opere su cui la documentazione è carente o inesistente);
  3. c) la realizzazione, al termine della sperimentazione e tenendo conto delle specifiche tecniche ricavate dalla sperimentazione stessa, della rete nazionale aperta per l’archiviazione e la condivisione dei dati relativi alla sicurezza di ponti e viadotti stradali e ferroviari (a integrazione della banca dati AINOP);
  4. d) la progressiva estensione alla rete stradale nazionale delle azioni e dei sistemi oggetto delle Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (inclusi i sistemi tecnologici per la verifica strutturale continua, per le opere che, secondo l’esito delle procedure citate, ne richiedono l’applicazione).

Nella seconda parte (proposta sul fascicolo n° 144 Novembre/Dicembre 2020 e online a partire da giovedì 26 Novembre 2020), il contributo espone l’analisi dei provvedimenti assunti proponendo un’analisi critica; concluderemo con la terza e ultima parte sul fascicolo n° 145 Gennaio/Febbraio 2021 e online a partire da martedì 26 Gennaio 2021.

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