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RAV: l’autostrada che unisce l’Italia all’Europa compie 30 anni

In fase di rinnovamento e con un piano di potenziamento entrato nel vivo, oggi RAV (Gruppo Autostrade per l’Italia) ha molto da festeggiare

RAV - Raccordo Autostradale Valle d'Aosta

Sono trascorsi 30 anni dall’inaugurazione del Raccordo Autostradale Valle d’Aosta (RAV), l’autostrada che connette il capoluogo della Valle d’Aosta al tunnel del Monte Bianco. Il tracciato, realizzato nel solco di grandi opportunità commerciali e turistiche, serpeggia attraverso un paesaggio mozzafiato e intricato, adattandosi alla sua complessità tramite un’articolata rete di gallerie e viadotti.

Oggi il tratto, gestito dalla Società RAV (Gruppo Autostrade per l’Italia), attraversa una fase di rinnovamento, con un piano di potenziamento entrato nel vivo. Una rete che, nel corso dei decenni, si è sviluppata assieme alla Regione che la ospita, offrendo un concreto contributo alla crescita economica e alla valorizzazione del patrimonio turistico, artistico e culturale della Valle d’Aosta.

Casello Aosta Ovest
1. Il casello autostradale Aosta Ovest

Ambizioni commerciali oltre frontiera e crocevia turistico: come nasce la RAV

L’attrazione degli italiani e del mondo verso la Valle d’Aosta è stata originariamente legata alla sua connessione con la famiglia reale dei Savoia. Fin dai primi anni dell’Unità d’Italia, infatti, i Reali frequentavano regolarmente queste terre. A Sarre per esempio si trova il castello dove, fino agli anni Settanta, alcuni membri dell’ex famiglia reale hanno trascorso le loro villeggiature.

Un’imponente fortezza medievale risalente al XII secolo che si erge, con le sue torri, sulle pendici delle Alpi.

Nonostante il fascino storico e culturale, le bellezze naturalistiche e la solidità economica del territorio, restava la necessità di potenziarne gli snodi infrastrutturali.

A tal proposito, un momento di svolta si ebbe nel 1961 con l’apertura dell’Autostrada Torino-Ivrea-Valle d’Aosta (ATIVA). Questo collegamento rappresentò un primo spartiacque per la Regione, con un accesso diretto al capoluogo piemontese e al resto del Paese seguito, nel 1970, dal completamento della tratta fino ad Aosta da parte di SAV, Società Autostrade Valdostane.

Galleria Arvier
2. La galleria Arvier

Tuttavia, il giorno decisivo fu il 16 Luglio 1965, quando Giuseppe Saragat e Charles De Gaulle, i Presidenti della Repubblica dell’Italia e della Francia, inaugurarono il traforo del Monte Bianco, il tunnel che da allora ha permesso di mettere in comunicazione Courmayeur, in Valle d’Aosta, con Chamonix, comune francese nel dipartimento dell’Alta Savoia. Al momento dell’inaugurazione era il tunnel stradale più lungo d’Europa. Lungo 11.611 m, per realizzarlo furono impiegate 1.500 t di esplosivo, 200.000 m3 di calcestruzzo e impiegati circa 350 operai.

L’inaugurazione del Traforo sancì un cambiamento radicale nelle relazioni commerciali tra Italia e Francia, con un incremento esponenziale degli scambi turistici, commerciali e in generale dei flussi di traffico tra i due Paesi.

Nel corso degli anni Settanta e Ottanta, come atteso, l’incremento di attrattività e accessibilità della Valle d’Aosta ha stimolato lo sviluppo di attività commerciali e imprenditoriali legate all’industria del turismo. Questo fattore, insieme all’intensificarsi dei transiti dei mezzi pesanti lungo le arterie stradali limitrofe (soprattutto lungo i tragitti tra Aosta e Courmayeur), ha spinto le Autorità a investire ulteriormente sulla rete infrastrutturale.

In questo contesto di crescita e opportunità, il 16 Marzo 1983, con un atto costitutivo firmato da Stato e IRI, è nata la Società RAV (Raccordo Autostradale Valle d’Aosta), con lo scopo sociale di progettare, realizzare e gestire il raccordo autostradale fra la città di Aosta e il Traforo del Monte Bianco.

Nel 1985, anche per finanziare gli investimenti previsti, la Società apre all’ingresso della Regione Valle D’Aosta come nuovo azionista.

Nel 1987 viene firmata la specifica Convenzione tra Anas e RAV, successivamente resa esecutiva con Decreto Interministeriale del 23 Marzo 1988.

Ponte Colombo
3. Il ponte Colombo

L’evoluzione di un tracciato complesso

La RAV, i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 1988 e sono terminati alla fine del 2006, ha uno sviluppo complessivo di 32,4 km e rappresenta l’ultimo tratto di collegamento della rete autostradale italiana al Traforo del Monte Bianco e all’Europa Nord Occidentale. Il tracciato, che registra circa 9.000 transiti al giorno, si snoda tra il casello di Aosta Ovest e l’ultima uscita in località Entrevès (Courmayeur), immediatamente prima del Traforo stesso. L’arteria si compone di due tronchi funzionali.

Il primo tronco, da Sarre, a quota 602 m, a Morgex a quota 920 m, è stato costruito in sei anni e inaugurato nel 1994. Esso si sviluppa attraverso una serie di gallerie, quasi tutte oltre i 2.000 m di lunghezza, intervallate da brevi viadotti, per una lunghezza complessiva di circa 20 km, di cui i 16 km in galleria, con pendenza massima del 3,2%. I tratti all’aperto misurano circa 4 km, di cui oltre 700 m in viadotti, con una pendenza del 3,5%.

Viadotto Yallà
4. Lotto 3 Viadotto Yallà

Il secondo tronco, che da Morgex giunge ad Entrèves (a quota 1.310 m), a circa 1,8 km dall’imbocco del Traforo del Monte Bianco, si sviluppa per circa 12,3 km. I successivi 4,3 km sono stati aperti al traffico in data 7 Marzo 2007. Il suddetto tratto è costituito per circa il 65% da tre gallerie: galleria Morgex, galleria Pré-Saint-Didier e galleria Dolonne. Quest’ultima, la galleria Dolonne, è stata la prima a adeguarsi all’approvazione del Decreto Legislativo 264 del 2006, in attuazione della Direttiva 2004/54/CE “in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea”.

viadotto Montbardon
5. Il viadotto Montbardon

RAV guarda al futuro: gli interventi realizzati e il piano di ammodernamento

A partire dal 16 Ottobre 2023, il piano di potenziamento di RAV è entrato in pieno svolgimento, con l’obiettivo di portare il raccordo autostradale verso standard innovativi di mobilità sostenibile. Il programma di sviluppo si concentra su tutti i principali asset: dalle gallerie ai viadotti, con particolare attenzione alle barriere di sicurezza e all’ammodernamento delle gallerie al succitato D.Lgs. 264/06. Il progetto è imponente, anche a fronte della complessità del tracciato. Come abbiamo già accennato, su 64 km delle due carreggiate sono presenti infatti 20 gallerie, per una lunghezza di oltre 48 km e più di 40 tra ponti e viadotti.

Al fine di ottimizzare i tempi di esecuzione e ridurre l’impatto sulla viabilità, i lavori nel tratto tra Morgex ed Entreves sono stati programmati in concomitanza con il periodo di chiusura del Traforo del Monte Bianco, visto il considerevole calo del traffico.

viadotto Verrand
6. Il viadotto Verrand

Ad oggi, sono stati avviati i lavori di ammodernamento degli impianti di sicurezza (come previsto dalle più recenti Normative) in dieci fornici e sono stati installati circa tre km di nuove barriere lungo i viadotti. Entro la fine del 2025, invece, saranno completati gli interventi di adeguamento degli impianti di sicurezza su tutte le gallerie della RAV e installati circa altri tre km di nuove barriere su viadotti.

Il piano prevede, inoltre, degli interventi di manutenzione evolutiva su una serie di ponti e viadotti. Infine, oltre alle attività di compliance alle nuove Linee Guida di Ponte e Gallerie sono in corso le attività di installazione di sistemi di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto delle opere d’arte.

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