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La Strada dei Parchi nei ricordi del Progettista

A oltre 50 anni dalla sua ideazione

sfondo ranzo

Un’altra ipotesi propendeva sempre per un singolo tracciato via Torano, L’Aquila e infine Pescara, con una diramazione per Avezzano. Il collegamento con Teramo sarebbe stato realizzato con una superstrada che da L’Aquila avrebbe percorso un tracciato parallelo alla Strada Statale 80, con galleria di valico presso il Passo delle Capannelle.

Alla fine, si scelse di costruire due diramazioni, realizzando cioè una biforcazione a Torano, mediante svincolo direzionale, ciò che costituisce una reale diramazione dall’A24, definita in Autostrada A25.

Da più parti giunsero forti critiche e pertanto si esaminò la concreta necessità di costruire due rami pseudo paralleli a una distanza ambientale di circa 35/40 km. La Stampa dell’epoca evidenziò come tale scelta si prospettasse avventata, sia per gli altissimi costi correlati, sia perché l’atteso volume di traffico non giustificava due tracciati di tale vicinanza, e accolse tale scelta, almeno in forma di cronaca, come una sorta di “compromesso” accettato da parte delle due correnti politicamente avverse, che partecipavano al governo della Regione Abruzzo.

In particolare, il ramo settentrionale prevedeva un percorso più diretto di quello che si ipotizzava ricalcasse la S.S. 80, ma ambizioso e particolarmente complesso dal punto di vista costruttivo. Infatti, per consentire l’attraversamento dell’Appennino, furono necessari numerosissimi viadotti e gallerie, e nello specifico il traforo a doppio fornice del Gran Sasso.

Si trattava di un’opera complessa, costosa e controversa. I lavori, approvati nel 1964 e iniziati nel 1967, richiesero sedici anni per realizzare il primo fornice (più altri nove per il secondo), costarono molto più delle stime originarie e furono funestati da numerosi imprevisti e incidenti fatali, con 11 morti tra le Maestranze addette ai lavori.

La denominazione della Concessionaria cambiò nuovamente nel 1965 in Società Autostrade Romane ed Abruzzesi (S.A.R.A.), mantenuta fino al 2000 quando assunse la denominazione corrente di Strada dei Parchi SpA (titolazione forse formalmente più coerente con la funzione dei parchi naturali, generalmente eccentrici rispetto alle autostrade, sinonimo di traffico, d’inquinamento e di rischio d’incidenti) che da tale anno la gestisce, unitamente alla A25.

Più di recente sono state realizzate, nel tratto di penetrazione urbana di Roma (dalla barriera di esazione sino al GRA) due carreggiate laterali, utili per la preselezione del traffico convergente/divergente verso il GRA.