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La nuova via della Val d’Ega sulla S.S. 241 – 3° Lotto

L’opera, la cui costruzione è iniziata nel Settembre 2016, costituisce il terzo e ultimo lotto di un complesso organico di ponti e gallerie per il potenziamento e l’ammodernamento della viabilità pubblica di collegamento della zona turistica della Val d’Ega con l’Autostrada del Brennero e la città di Bolzano

sfondo pacspa

Gli aspetti geologici

L’area di progetto geologicamente fa parte del Complesso Vulcanico Atesino che si è formato durante l’età permiana (circa 280 milioni di anni fa). L’ammasso roccioso affiorante nell’area di cantiere rappresenta l’unità stratigrafica più recente del Gruppo Vulcanico Atesino e fa parte della cosiddetta Formazione di Ora.

È il prodotto della messa in posto di enormi volumi di flussi piroclastici, durante un complesso sprofondamento calderico, che ha compreso un’area di circa 40 km di diametro e che si è esteso verso Nord fino alla zona di Bolzano. La Val d’Ega, quindi, è situata sul bordo settentrionale di questa mega-caldera.

Nella gola della Val d’Ega in cui sono state realizzate le due gallerie, l’ammasso roccioso affiora ampiamente lungo i pendii molto ripidi e le pareti subverticali incombenti sulla vecchia strada.

La formazione di Ora è costituita da lapilli-tufi riolitici saldati, molto coerenti e veramente omogenei, di colore variabile dal grigio-rosato all’arancione-rossastro. La roccia presenta una netta fessurazione subverticale secondo due sistemi principali di frattura tra loro ortogonali.

Un terzo sistema meno evidente e più spaziato è disposto circa orizzontalmente. Le discontinuità descritte determinano frequenti crolli delle porzioni corticali. La situazione cinematica e geomeccanica rilevata nel tratto di valle interessato dai lavori è però frequentemente caratterizzata anche da discontinuità a elevata persistenza, particolarmente estese, con spaziatura metrica, tali da suddividere l’ammasso roccioso in grandi diedri parzialmente detensionati e aperti.

L’assetto strutturale dell’area è determinato dalla tettonica alpina e in particolare dalla linea di Tires (faglia di sovrascorrimento) che si sviluppa parallelamente alla Val d’Ega e quindi in direzione NO-SE. La notevole rigidità delle ignimbriti ha determinato lo sviluppo di una rete di faglie minori e fratture che interessa anche l’area oggetto dei lavori.

In particolare, è presente una struttura tettonica importante formata da una fascia cataclastica dello spessore di circa 4 m costituita da ignimbrite riolitica fortemente alterata, facilmente disgregabile, cloritizzata e tagliata da mineralizzazioni idrotermali.

Poco a monte di questa grande struttura vi è una superficie di taglio caratterizzata da una fascia cataclastica dello spessore di circa 50 cm di roccia stirata e fortemente alterata. Inoltre, altre due faglie delimitano i margini meridionali delle vallecole profonde poste in destra idrografica della Val d’Ega.

Le fasce cataclastiche che corrispondono a queste strutture fragili sono costituite da 50-80 cm di porfido ridotto in sabbia verdastra o biancastra dovuta alla frizione e completa disgregazione della roccia stessa.