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Il nuovo svincolo di Dalmine: pronto entro la fine del 2024

Per il varo del cavalcavia che collega il nuovo casello di Dalmine con la rotatoria della tangenziale di Bergamo utilizzate tecnologie avanzate e soluzioni ingegneristiche innovative, come l’impiego di 2 SPMT (Self-Propelled Modular Transporter)

Con il varo del cavalcavia, che si è concluso nella notte tra il 2 e il 3 settembre e che collega il casello di Dalmine con la rotatoria della Tangenziale di Bergamo, i lavori di adeguamento del nuovo svincolo di Dalmine sulla A4 Milano- Venezia sono entrati nella fase finale.

La riconfigurazione dello svincolo, che si concluderà entro la fine del 2024, rientra nel più ampio progetto di Autostrade per l’Italia per il potenziamento del tratto di A4 e migliorerà notevolmente la gestione dei flussi in uno dei contesti a più alta densità industriale in Italia e in Europa. Le attività sono state realizzate dalle squadre di Amplia Infrastructures, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, in collaborazione con altre tre aziende italiane leader nel settore della produzione e movimentazione di strutture complesse.

La nuova configurazione del nodo di Dalmine, oggi attraversato da circa 27 mila veicoli al giorno, aumenterà infatti la permeabilità tra le infrastrutture stradali – A4 e Tangenziale – diversificando i flussi di traffico, con il duplice beneficio di accorciare i tempi di percorrenza e diminuire le interferenze con la viabilità ordinaria. La soluzione progettuale adottata risponde, inoltre, ai più moderni criteri di potenziamento infrastrutturale sostenibile, aumentando la capacità della rete e limitando al contempo il consumo di suolo e le emissioni di CO2. L’intero progetto di adeguamento, del valore complessivo di circa 25 milioni di euro, prevede inoltre la realizzazione di due sottovia, la realizzazione di barriere acustiche fonoassorbenti per una lunghezza complessiva di circa 480 m e di opere a verde.

1. Planimetria progettuale

Il progetto di adeguamento prevede la realizzazione di una rampa bidirezionale, composta da due carreggiate in ingresso in autostrada (Asse A2 in figura 1) e una carreggiata in uscita dal casello (Asse A1 in figura 1), separate da spartitraffico che, scavalcando l’autostrada A4 con un nuovo cavalcavia metallico di luce pari a 50 m circa, collega la barriera d’esazione di Dalmine con la rotatoria della Tangenziale di Bergamo posta nel comune di Stezzano. Inoltre, è previsto il mantenimento dell’attuale corsia di uscita dal casello (Asse A4 in figura 1) per i soli flussi diretti verso la viabilità locale. Contestualmente verrà potenziata la rampa in uscita dalla Tangenziale di Bergamo per i mezzi provenienti da Treviolo da cui si biforcherà una rampa che andrà ad affiancarsi alla rampa del casello di adduzione alla stazione (Asse A5 in figura 1).

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    2A e 2B. Configurazione pre e post operam
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    2A e 2B. Configurazione pre e post operam

Dettagli tecnici dell’operazione di varo

L’operazione di varo del cavalcavia ha rappresentato un punto di svolta nel cantiere. La dettagliata programmazione è stata fondamentale per la riuscita dell’operazione. Infatti, si è partiti dallo studio delle varie opzioni di varo possibili in base al contesto del cantiere e dell’autostrada A4 che il cavalcavia scavalca. In particolare, le principali criticità erano rappresentate da:

  • la posizione del nuovo impalcato affiancata e a pochissima distanza dall’esistente cavalcavia della Tangenziale di Bergamo;
  • la geometria del nuovo impalcato, ovvero l’inclinazione e la curvatura dell’asse che hanno reso lo studio delle fasi di calaggio sulle spalle particolarmente difficoltoso -infatti, gli appoggi delle spalle hanno diverse quote altimetriche per rispettare l’inclinazione di progetto-;
  • peso e dimensioni elevate dell’impalcato;
  • massima sicurezza nelle fasi di movimentazione e calaggio;
  • chiusura della tratta Dalmine-Bergamo dell’autostrada A4. In considerazione di tutto ciò si è deciso di progettare una soluzione che prevedesse il varo dell’intero impalcato in un’unica notte di chiusura della tratta autostradale.

    3. Assemblaggio e sollevamento impalcato

Per far ciò è stato necessario:

  • dedicare un’area di cantiere esclusivamente all’assemblaggio completo dell’impalcato;
  • progettare la movimentazione e le operazioni di varo dell’intero impalcato tramite l’utilizzo di SPMT (Self-Propelled Modular Transporter);
  • organizzare l’intera operazione di varo nel rispetto dei tempi di chiusura in un’unica notte della tratta Dalmine-Bergamo dell’autostrada A4, in modo da creare il minor impatto possibile sugli utenti;
  • coordinare la coesistenza in cantiere di 3 ditte specializzate del settore.

Il nuovo impalcato, lungo poco più di 50 m e con una larghezza variabile tra i 19 e i 21 m, ha un peso di circa 425 t ed è stato costruito con una struttura composta acciaio-calcestruzzo. Le travi longitudinali dell’impalcato sono costituite da sezioni a doppio T, realizzate in acciaio ad alta resistenza (di tipo S355), con traversi collegati tra loro da controventi reticolari.

I controventi inferiori, realizzati con profili angolari 2L 200x200x20, garantiscono la rigidità torsionale necessaria a mantenere stabile la struttura durante l’intera fase di varo e successivo utilizzo. La soletta superiore è composta da un misto acciaio-calcestruzzo per garantire robustezza e durabilità nel tempo. Le fasi di assemblaggio dell’intero impalcato hanno richiesto circa due mesi, durante i quali le sezioni in acciaio sono state movimentate e saldate insieme, creando una struttura continua. Per le operazioni di sollevamento, movimentazione e varo, come detto, sono stati impiegati 2 SPMT (Self-Propelled Modular Transporter) composti ognuno da 3 moduli a 4 assi. Tali veicoli modulari semoventi sono capaci di trasportare carichi eccezionali con grande precisione.

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    4A e 4B. Movimentazione impalcato
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    4A e 4B. Movimentazione impalcato

Gli SPMT, costituiti da più assi indipendenti, sono progettati per garantire una distribuzione uniforme del carico su tutta la loro superficie. Ogni SPMT è dotato di un sistema idraulico che permette di sollevare, abbassare e spostare il carico in maniera controllata. La loro capacità di manovrare con precisione anche in spazi ristretti li rende ideali per questo tipo di operazioni, dove è essenziale mantenere una velocità di traslazione molto bassa (max velocità SPMT 0,5 km/h) per evitare rischi e garantire la massima precisione.

Ad oggi, non è ancora così usuale utilizzare gli SPMT per le operazioni di varo dei cavalcavia in quanto tendenzialmente si preferisce ancora operare con il classico sistema di gru, ma in condizioni particolari, come quella del varo del nuovo impalcato dello svincolo di Dalmine, gli SPMT hanno rappresentato la miglior soluzione possibile per garantire sicurezza e performance. Una volta concluso l’assemblaggio, è iniziata la fase di sollevamento dell’impalcato sempre all’interno dell’area dedicata.

5. Varo cavalcavia Dalmine

È stato sollevato circa 50 cm alla volta con l’ausilio di una struttura di sostegno provvisoria che si alzava via via che il sistema idraulico degli SPMT sollevava l’intero impalcato, creando quindi un sistema di carico-scarico tra struttura provvisoria e struttura di sollevamento. Nel giro di un paio di giorni l’impalcato è stato portato alla quota di varo, ovvero circa 5 m dal suolo.

Alle ore 22:00 di lunedì 2 settembre 2024, a valle della chiusura completa del tratto autostradale Dalmine-Bergamo lungo la A4, l’impalcato è stato preso in carico dagli SPMT e ha iniziato la sua lenta movimentazione verso la sua destinazione finale: le nuove spalle del cavalcavia. La distanza da percorrere era di circa 130 m totali percorsi in 2 fasi.

Una prima fase di circa 50 m in direzione perpendicolare all’A4 per entrare nel sedime autostradale, per poi ruotare di 90° gli assi degli SPMT e procedere con la seconda fase parallelamente all’asse stradale e concludere gli ultimi circa 80 m di tragitto. Grazie alla precisione e all’affidabilità degli SPMT, l’intero convoglio ha raggiunto la sua posizione senza intoppi in poco meno di 2 ore. Infine, la fase di posizionamento sulle spalle: l’impalcato è stato calato sugli appoggi provvisori posti sulle due spalle del cavalcavia grazie all’ausilio di martinetti idraulici posizionati ad hoc dagli operatori.

Quest’ultima fase è durata poco più di 3 ore, permettendo così la riapertura del tratto autostradale alle ore 05:00, mentre nei giorni successivi sono state concluse le operazioni di finitura per posizionare l’impalcato sugli appoggi definitivi delle spalle.

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    6A e 6B. Posizionamento finale e calaggio
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    6A e 6B. Posizionamento finale e calaggio

Conclusione

L’operazione di varo del nuovo cavalcavia dello svincolo di Dalmine dimostra come grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e soluzioni ingegneristiche innovative, come l’impiego di SPMT, e alla meticolosa pianificazione delle varie fasi operative, è possibile completare operazioni complesse rispettando i tempi previsti e garantendo la massima sicurezza. Questa attività rappresenta un tassello fondamentale per il completamento dell’intervento di adeguamento dello svincolo di Dalmine, in quanto ha permesso di aprire nuovi fronti di lavoro, essenziali e necessari per il prosieguo del cantiere che prevede l’apertura funzionale della nuova rampa bidirezionale entro la fine del 2024.

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