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Focus A22 – Novembre/Dicembre 2024

Autostrada del Brennero si dota di una flotta di droni, e forma 24 operatori, per accrescere ulteriormente il livello di monitoraggio dell’infrastruttura stradale e delle opere d’arte presenti

droni

Autostrada del Brennero continua a scommettere sull’innovazione tecnologica come strumento per incrementare al contempo sicurezza, efficienza del servizio e sostenibilità ambientale. Lo fa dotandosi di una flotta di 6 droni – che verrà ulteriormente arricchita – e formando 24 dei propri collaboratori al loro utilizzo per l’ispezione dell’infrastruttura e in prospettiva anche per la gestione della mobilità.

1. L’utilizzo di droni nelle ispezioni è finalizzato ad aumentare la sicurezza dell’infrastruttura

 

Nell’ottica di accrescere ulteriormente il livello di monitoraggio dell’infrastruttura autostradale e delle sue opere d’arte, la società ha deciso infatti di ampliare le competenze di 24 propri collaboratori offrendo loro dei percorsi di abilitazione alla conduzione di droni per le categorie Open e Specific.

I corsi si sono svolti come definito dalla normativa ENAC di riferimento per l’UAS (Unmanned Aircraft System) e si sono conclusi con lo svolgimento degli esami pratici validati dagli istruttori certificati ENAC. Nel frattempo la società ha acquisito una flotta di 6 droni di varia tipologia che verrà in seguito implementata. Grazie a questo discreto occhio elettronico sarà possibile esaminare ponti, senza impattare sul traffico, viadotti e altre opere d’arte anche nei punti più remoti e inaccessibili, e controllarne lo stato di salute. Sarà altresì possibile condurre rilievi topografici e verificare la stabilità dei versanti in sicurezza e rapidità. Due i training che si sono già svolti nelle scorse settimane, uno sul ponte sul fiume Po e l’altro sul viadotto di Colle Isarco: le opere d’arte sono state ispezionate attraverso i droni recuperando preziose informazioni sulle loro condizioni.

La sovrastruttura del viadotto Colle Isarco è composta da due impalcati uguali e affiancati l’uno all’altro, uno per ciascuna carreggiata autostradale, costruiti in calcestruzzo armato precompresso.

2. L’ispezione con il drone al viadotto di Colle Isarco

Il viadotto è stato progettato e costruito ai tempi della realizzazione dell’A22, quindi più di 50 anni fa seguendo un sistema costruttivo particolarmente ardito: si tratta di una costruzione per avanzamento a sbalzo di conci con maturazione in opera e precompressioni per fasi successive. Anche per i carichi cui è sottoposto costantemente e le condizioni meteo che deve affrontare, è stato oggetto nel tempo di vari interventi di manutenzione e monitoraggio, fino all’implementazione lo scorso anno di un gemello digitale che permette di conoscere in tempo reale le condizioni e il comportamento strutturale dell’opera, prevederne l’evoluzione e potenziali difetti e programmare in modo preciso e anticipato gli interventi di manutenzione necessari.

A tutto questo oggi si aggiunge l’opportunità delle ispezioni attraverso i droni. Lo schema statico configurato del viadotto in corrispondenza delle tre campate maggiori è quello di una travata Gerber tipo “Niagara”. Due travi a cassone, ciascuna delle quali appoggia su due pile, coprono le due campate con luce di 91 m e si protendono a sbalzo per 59 m oltre gli appoggi sulle pile centrali, ovvero dal lato della campata da 163 m, sostenendo con due selle Gerber una travata sospesa di 45 m. Le due travi a cassone si protendono poi a sbalzo per 16,5 m oltre gli assi di appoggio sulle pile di riva, verso le campate con luce di 78 m e sostengono tramite selle Gerber altre travate sospese di luce 45 m. Attraverso il drone è stato ispezionato l’intradosso degli impalcati di entrambe le carreggiate autostradali ubicati a nord dell’intersezione con la Strada Statale 12, tra cui la campata da 91 m del cassone tipo “Niagara” sorretto dalle pile numero 7 e 8.

In particolare sono state controllate le pile con le relative mensole a cassone, le selle Gerber, le travate sospese, il martello inferiore, superiore e l’anima delle travi, nonché gli apparecchi d’appoggio. Inoltre è stato possibile visionare, all’interno del cassone nord via nord, la testata di ancoraggio dei cavi di precompressione integrativa del viadotto su pila 7. Presso il ponte sul fiume Po è stato perlustrato l’intradosso degli impalcati ubicati in golena nord di entrambe le carreggiate autostradali.

Particolare attenzione è stata posta ai dissipatori antisismici presenti in corrispondenza degli apparecchi di appoggio fissi delle travate. Dei medesimi impalcati è stato inoltre possibile osservare il martello inferiore, superiore e l’anima delle travi, nonché gli apparecchi d’appoggio. Sono stati esaminati i pulvini a mensola in calcestruzzo armato precompresso delle pile in golena nord e le relative colonne in elevazione.

È stato inoltre analizzato l’intradosso dell’impalcato 8, primo impalcato al di sopra del fiume Po, lato nord, e la pila 9 fondata all’interno dell’alveo fluviale. Alcune delle impegnative ispezioni effettuate con la passerella Barin, che richiedono una notevole perizia e preparazione tecnica, ora possono essere effettuate grazie ai droni che permettono di condurre rilievi, scattare foto e anche effettuare riprese video.

  • 3. I droni possono monitorare anche i versanti e essere utilizzati nei rilievi
    3. Sono ben 24 i collaboratori di Autobrennero già abilitati all’utilizzo dei sistemi aeromobili
  • 4. Oggi Autobrennero dispone di una flotta di 6 droni, destinata a crescere
    4. I droni possono monitorare anche i versanti e essere utilizzati nei rilievi
  • 5. Sono ben 24 i collaboratori di Autobrennero già abilitati all'utilizzo dei sistemi aeromobili
    5. Oggi Autobrennero dispone di una flotta di 6 droni destinata a crescere

«I dati raccolti – riflette Carlo Costa, Direttore tecnico generale di Autostrada del Brennero – saranno poi elaborati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale in modo da evidenziare immediatamente eventuali anomalie e implementare progressivamente un vasto database. Nel tempo la società avrà così a disposizione una mappa virtuale e stratificata di tutta la sua infrastruttura, che le permetterà una conoscenza ancora più approfondita dei suoi comportamenti».

Sarà possibile anche, in prospettiva, utilizzare i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto per giungere rapidamente sul luogo di un incidente e supportare i rilievi. Oppure monitorare l’andamento dei flussi veicolari, raccogliendo, sempre in prospettiva, dati utili a gestire in maniera più razionale i flussi di traffico.

L’investimento in innovazione tecnologica che Autostrada del Brennero porta avanti con convinzione ha del resto fra i suoi obiettivi anche quello di rendere sempre più smart l’intera infrastruttura: i droni, in quest’ottica, si configurano ora e ancora più in futuro come uno straordinario supporto per reperire informazioni in tempo reale utili a una gestione sempre più connessa e cooperativa della mobilità.

 

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