Nata come la più bella arteria motoristica del mondo e come uno strumento di equilibrio economico e sociale del Paese, l’Autostrada del Sole ha posto le premesse per un profondo rinnovamento in tutti i campi, ampliando l’orizzonte dei viaggi automobilistici, anche come testimonianza di indipendenza, autonomia ed emancipazione.
Dalla sua inaugurazione, la A1 ha svolto e continua a svolgere un ruolo indispensabile per la mobilità su gomma del nostro Paese. Il traffico della A1, in sessant’anni, è cresciuto del 460%. Un’arteria imprescindibile, su cui il Gruppo Aspi continua ad investire per ammodernarla e potenziarla in corrispondenza dei grandi nodi nevralgici.
Solo negli ultimi venti anni Autostrade per l’Italia ha realizzato 195 km di ampliamenti di cui 45 fuori sede, rappresentati in particolar modo dalla Variante di Valico e dal nuovo tratto con la galleria Santa Lucia, con un ammontare di investimenti e manutenzioni, per la sola A1 dal 2020 a oggi, pari a circa 2,3 miliardi di euro. L’Autostrada del Sole cammina anche di pari passo con lo sviluppo digitale della mobilità, dotandosi di tecnologie che migliorano l’esperienza di viaggio e la sicurezza secondo i principi della sostenibilità: solo per citarne alcuni, dai 100 km di smart road predisposti, fino al grande piano di installazione di 15.000 apparecchi di luci a led, senza dimenticare i 48 milioni di metri quadrati di asfalto drenante posato.
FIRENZE, 4 OTTOBRE 1964: L’AUTOSTRADA DEL SOLE È UN FATTO COMPIUTO
Nel 1956, un anno dopo l’approvazione della Legge Romita, che stabiliva il radicale ammodernamento della rete stradale italiana, una delegazione di Società Autostrade, costituita dall’IRI, è partita per gli Stati Uniti.

È già stato delineato il tracciato della Milano-Napoli, cioè di quella che sarà la spina dorsale delle comunicazioni terrestri della Penisola. I tecnici che ne hanno preparato la realizzazione vanno a studiare i sistemi di costruzione e di esercizio delle grandi autostrade americane. Nello stesso anno vengono appaltati i primi lotti di lavori e l’opera comincia a prendere forma. Il 4 ottobre 1964, a Firenze, l’Autostrada del Sole viene ufficialmente inaugurata dal Presidente del Consiglio Aldo Moro e dalle maggiori autorità del Paese.
Per la prima volta Milano è collegata a Napoli. Oggi ciò si dà per scontato, ma all’epoca fu una rivoluzione. La nostra penisola diventava più unita, i tempi di percorrenza da Sud a Nord, attraverso la Capitale, passarono da due giorni di viaggio a solo sei ore. Percorrere l’Italia con le sue caratteristiche orografiche complesse diventava più facile per le merci e per le persone. Il completamento della rete autostradale italiana, oltre a far progredire l’integrazione del nostro Paese nell’area economica più ricca del continente, accresce ulteriormente il ruolo delle grandi città italiane come centri di viabilità nazionali.
La realizzazione dell’Autosole, su un asse sostanzialmente verticale, consentirà la nascita di un sistema di raccordi e collegamenti che raggiungono le aree più distanti: come la Roma-Civitavecchia o la Napoli-Bari. In totale sono 21, oltre alla Milano- Napoli, i Tronchi autostradali che la società creata dall’IRI costruirà. Si svilupperanno complessivamente per 1.475 km che, sommati ai 755 della Milano-Napoli, danno un totale di 2.230 km (oggi Autostrade per l’Italia gestisce circa 3mila km di rete).
UN’OPERA SIMBOLO DI TECNICA, BELLEZZA E MODERNITÀ
La sua rilevanza è espressa dai numeri: si contano 113 ponti e viadotti (molti dei quali scavalcano i principali fiumi del Paese a cominciare dal Po), 572 cavalcavia, 38 gallerie, 57 raccordi con la viabilità ordinaria, 20 posti di soccorso, 15 caserme della Polizia stradale, 56 aree di servizio, oltre a quasi 54 milioni di metri cubi di materiale scavati, 700 km di linee elettriche costruite ex-novo, 1 milione e 600mila recinzioni metalliche.
L’intero tracciato autostradale fu concluso in soli otto anni, in un periodo in cui la cultura delle grandi infrastrutture, considerate strumento essenziale di ripresa dopo le devastazioni belliche e mezzo per unire non soltanto in senso fisico il nord e il sud del Paese, era ampiamente condivisa.
Fu anche un’opera che implicò un balzo in avanti nei sistemi di costruzione: come, ad esempio, nel tratto tra Bologna e Firenze, realizzato tra le montagne più inaccessibili dell’Italia Peninsulare. La genialità dei progettisti, la perizia dei tecnici e la tenacia delle maestranze, furono messe a dura prova.

Per sorreggere e proteggere il nastro stradale che scorre lungo l’Appennino, le valli vennero sorvolate da viadotti imponenti, i monti traforati da doppie gallerie. Realizzazioni all’epoca fuori dal comune: il Passo del Citerna, 726 m sul livello del mare, è il punto più alto dell’Autostrada del Sole. Il Ponte sul Po, tra le sue strutture più complesse, concretizza un’applicazione ardita del calcestruzzo armato precompresso: formato da sedici campate di luce variabile tra i 60 e i 70 m, misura in tutto 1.176 m, lunghezza record a quel tempo.
Per la fondazione stradale furono applicati, per la prima volta in Italia, criteri di stabilizzazione delle terre. Sovrastruttura che, oltre a garantire una maggiore portanza e durata della pavimentazione, ha permesso di industrializzare, velocizzandoli, i sistemi di lavoro. Il progresso tecnico raggiunto nell’attuazione di questi lavori non ha eguali in termini di qualità, efficienza e varietà degli elementi che compongono l’opera.
Non solo un emblema di tecnica, tuttavia, ma anche di bellezza e di modernità. Al punto che, a lavori non ancora finiti, molti dei suoi viadotti furono esposti al MoMA di New York, in una mostra dedicata all’ingegneria del XX secolo. Risultato ottenuto riunendo tanti nomi prestigiosi della progettazione e del design di quegli anni. Da Silvano Zorzi ad Arrigo Carè a Giulio Krall, Giorgio Giannelli, Guido Oberti, Carlo Cestelli Guidi. E Giovanni Michelucci con la sua Chiesa dell’Autostrada, dedicata ai 74 operai che avevano perso la vita lavorando sull’opera.

IL POTENZIAMENTO DELLO SNODO DI FIRENZE E L’INAUGURAZIONE DELLA VARIANTE DI VALICO
Per far fronte ai livelli di traffico sempre più elevati, soprattutto nelle vicinanze con i grandi centri urbani come Firenze, Autostrade per l’Italia predispone il progetto di potenziamento a tre corsie dell’A1 tra Barberino e Incisa.
I primi lavori di ampliamento vengono realizzati nel 2007 con l’apertura al traffico della terza corsia tra l’interconnessione con la A11 e il nuovo casello di Firenze Scandici. I lavori nel nodo di Firenze si concludono nel 2012 con l’apertura al traffico delle tratte Firenze Scandicci-Firenze Impruneta e Firenze Impruneta-Firenze Sud, a completamento di 22 km di nuova terza corsia. Tuttavia, il grande progetto di ampliamento e di miglioramento dell’esperienza di viaggio avviene in corrispondenza dello storico tracciato A1 Panoramica, con la realizzazione della Variante di Valico (oggi A1 Direttissima).
A fine 2010 viene completato lo scavo della Galleria di Base, il tunnel di circa 9 km che unisce Emilia e Toscana e che rappresenta l’opera simbolo della Variante. In occasione dei 50 anni dal completamento dell’Autosole, nel 2014 vengono conclusi i lavori dell’ultima delle 41 gallerie previste da progetto. L’apertura al traffico si realizzò a dicembre 2015: con uno sviluppo complessivo di 59 km (32 dei quali su un nuovo tracciato in variante), 41 nuove gallerie, 41 nuovi viadotti, 2 nuovi svincoli, oltre 220

m di dislivello rispetto al vecchio tracciato, la Variante di Valico diventa una delle più importanti infrastrutture realizzate in Europa negli ultimi venti anni.
L’AMPLIAMENTO DEL TRACCIATO, TRA PRESENTE E FUTURO: LA GALLERIA SANTA LUCIA E LA NUOVA GALLERIA SAN DONATO
Gli interventi successivi, riguardanti il tratto tra Firenze Sud e Incisa, sono stati configurati in una serie di lotti di lavori continuativi per l’adeguamento di circa 20 km di infrastruttura.
Il primo lotto 1 Nord, caratterizzato da un ampliamento in sede di circa 6,2 km, è stato inaugurato per i primi 4,5 km a luglio 2021 e per i successivi 1,5 a giugno 2022. La nuova apertura ha garantito una maggiore fluidità di traffico nel tratto compreso tra gli svincoli di Firenze Nord, Firenze Scandicci, Firenze Impruneta e Firenze Sud, favorendo inoltre un significativo miglioramento dei flussi cittadini nell’intera area metropolitana.
L’ultima opera, a livello temporale, è quella tra Barberino e Firenze Nord, dove a marzo 2022 è stata aperta al traffico in direzione sud la nuova carreggiata a tre corsie che si sviluppa prevalentemente in galleria. Il nuovo tracciato di 17,5 km, considerato come la naturale prosecuzione della Variante, potenzia uno degli snodi più trafficati d’Italia e presenta nel suo tragitto la galleria Santa Lucia, la più lunga d’Europa a tre corsie mai realizzata, uno dei fiori all’occhiello dell’ingegneria italiana. Sul nuovo tracciato sono stati inoltre realizzati il viadotto Baccheraia (135 m) e il viadotto Marinella (550 m), oltre alla galleria Boscaccio (2.000 m).
A completamento degli interventi di potenziamento del tratto Barberino – Incisa, attualmente, sono in corso due grandi interventi: la riqualifica della carreggiata verso Bologna del tracciato originario tra Barberino e Calenzano e il secondo lotto (2B +1S) di circa 12 km di ampliamento tra Firenze Sud e Incisa. Quest’ultimo prevede in progetto la realizzazione della nuova galleria di SanDonato, un’infrastruttura di 923 m eseguita con una tecnica che vede lo scavo portato avanti da entrambi gli imbocchi, con l’obiettivo di ottimizzare i tempi di esecuzione. Il progetto prevede anche la realizzazione di due nuovi viadotti, il Ribuio e il Massone.
AUTOSTRADA DEL SOLE, AUTOSTRADA DEL FUTURO: ALCUNE SPERIMENTAZIONI TECH EFFETTUATE LUNGO L’A1
Autostrade per l’Italia abbraccia l’impiego di nuove tecnologie per decongestionare i flussi di traffico, migliorare la sicurezza, rendere il viaggio più confortevole e contribuire allo sviluppo della guida autonoma. In questo contesto, l’Autostrada A1 recita un ruolo da protagonista.
Nel 2023, Autostrade per l’Italia ha avviato i primi 100 km di smart road, un nuovo modo di concepire la mobilità, che proietta le autostrade nel futuro grazie all’interconnessione tra veicoli e infrastrutture, considerando le strade, i veicoli e gli utenti in un unico spazio interconnesso. Nel tratto autostradale di Firenze Sud e nel nodo urbano di Bologna, Autostrade per l’Italia ha effettuato i test di un sistema che consente al veicolo di comunicare con l’infrastruttura anche in assenza del segnale satellitare.
Il funzionamento di questi sistemi si basa sullo scambio continuo di informazioni: ecco perché è necessario che l’infrastruttura sia adeguatamente attrezzata. Un altro esempio riguarda le diverse sperimentazioni di guida autonoma effettuate con il supporto del Politecnico di Milano, sia in ambiente protetto sia in un tratto autostradale. In particolare, nella galleria Le Croci, posizionata fra Calenzano e Barberino, un tratto chiuso per la riqualificazione della tratta. Durante i test effettuati è stata verificata la potenziale capacità dell’auto, opportunamente allestita e supportata dell’infrastruttura, di procedere senza l’intervento del guidatore, potendo così mantenere la guida autonoma di livello 3 anche in galleria o, comunque, in assenza di segnale satellitare. Per quanto concerne progetti già in corso di completamento, all’altezza dello svincolo di Valmontone, a sud di Roma, è presente uno dei primi impianti fotovoltaici al mondo montati su barriere fonoassorbenti autostradali, in una configurazione che coniuga le prestazioni acustiche con la produzione di energia rinnovabile.
L’energia generata dal nuovo impianto sarà in grado di soddisfare il fabbisogno del casello di Valmontone grazie alla produzione di circa 80 MWh l’anno, pari al corrispondente consumo di oltre 20 famiglie e a una riduzione di CO2 di circa 600 t durante la vita utile dell’impianto. Inoltre, per agevolare la mobilità elettrica, Free to X ha installato 33 stazioni di ricarica lungo l’A1.
Le stazioni si trovano nelle aree di sosta di: San Zenone, Somaglia, Arda, San Martino, Secchia, Cantagallo, Arno, Badia al pino. Fabro, Flaminia, la Macchia, Casilina, Prenestina est e ovest. E in quelle di Badia nuova ovest, Tevere est, Giove ovest, Mascherone ovest, San Nicola est, Badia nuova, Teano ovest e Cittadella.
*Foto tratte dall’Archivio storico di Autostrade per l’Italia

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